Relazione Anac 2016: Nel correttivo novità positive ma anche aspetti discutibili

07/07/2017

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Relazione Anac 2016: Nel correttivo novità positive ma anche aspetti discutibili

Il Presidente dell’Anac (Autorità Nazionale AntiCorruzione), Raffaele Cantone,  ha presentato ieri, presso la Camera dei Deputati alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la Relazione sull’attività svolta dall’Anac nel 2016.

La relazione di Cantone non poteva non trattare il tema della riforma degli appalti e, quindi, del Codice dei contratti pubblici ed il Presidente Cantone, senza peli sulla lingua, nel suo intervento, ha precisato che a distanza di un anno dall’entrata in vigore del Codice dei contratti è intervenuto un decreto correttivo “che contiene novità positive ma anche qualche aspetto discutibile (ad esempio il parziale “ritorno” dell’appalto integrato o l’aumento consistente del contributo pubblico nella finanza di progetto)”.

Ha, anche, precisato che “Per quanto di interesse dell’ANAC, sarà purtroppo necessario rivedere le linee guida già adottate e bisognerà trasformare il documento sulla qualificazione in una proposta al MIT; si potrà tuttavia riaprire la consultazione sul rating di impresa, in quanto le nuove norme, accogliendo le nostre proposte, lo hanno opportunamente trasformato in un criterio premiale delle offerte, da prevedersi su base volontaria”.

 

Dalla relazione di Cantone emerge che, successivamente all’entrata in vigore del d.lgs. n. 50/2016, l’Anac, in stretta sinergia con gli uffici del MIT, aveva dato assoluta priorità all’attuazione del Codice, adottando, a seguito di consultazione pubblica 7 linee guida su temi cruciali (fra cui il “sotto soglia”, il responsabile unico del procedimento, la progettazione, l’offerta economicamente più vantaggiosa), richiedendo, anche quando non obbligatorio, il parere del Consiglio di Stato e l’avviso delle commissioni parlamentari, e formulando al MIT la proposta relativa al direttore dei lavori e al direttore dell’esecuzione.  L’Autorità aveva anche avviato l’iter per la definizione delle linee guida sulla qualificazione nel settore dei lavori pubblici e aveva, invece, desistito dall’adottare le linee guida su una delle novità più importanti del nuovo Codice, il rating d’impresa, ritenendo indispensabili, anche sulla base delle osservazioni ricevute in sede di consultazione, modifiche legislative che lo rendessero davvero utile ed efficace.

Ma sembra di leggere tra le righe che la buona volontà dell’Anac di rendere operativo, al più presto possibile, il nuovo Codice dei contratti sia stata resa vana da un decreto correttivo particolarmente robusto adottato a distanza troppo ravvicinata dall’entrata in vigore del Codice che, di fatto obbligherà a rivedere tutti gli atti già predisposti.

Il Presidente Cantone è, anche, tornato, sulla vicenda relativa alle “raccomandazioni vincolanti” precisando che “lo strumento, abrogato dal correttivo con modalità che avevano destato qualche perplessità, è stato sostituito, attraverso la recente “manovrina”, con altro che appare persino più efficace, consentendo oltre a un generale potere di impugnazione dei provvedimenti di gara anche l’adozione di una nuova forma di raccomandazione, supportata però dalla garanzia del passaggio al giudice amministrativo nei casi di mancata rimozione delle illegittimità riscontrate”.

In pratica, come in una tela di Penelope, sembra che un anno sia trascorso invano e che il Codice dei contratti per arrivare ad una piena operatività dovrà attendere ancora parecchio tempo.

In allegato la presentazione del Presidente Cantone e la Relazione per l’anno 2016.

A cura di Redazione LavoriPubblici.it

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