Geomobilitati: Equo compenso stadio iniziale di un percorso da portare avanti

23/04/2018

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Geomobilitati: Equo compenso stadio iniziale di un percorso da portare avanti

A poco più di 4 mesi dalla pubblicazione della legge che ha istituito per la priva molta in Italia il concetto di "equo compenso" per le prestazioni professionali (legge 4 dicembre 2017, n. 172 - Gazzetta Ufficiale n. 284 del 5 dicembre 2017), cosa è cambiato per i professionisti che operano con la pubblica amministrazione?

La legge n. 172/2017 ha previsto l'obbligo per la pubblica amministrazione di garantire il principio dell'equo compenso per le prestazioni rese dai professionisti in esecuzione di incarichi conferiti. Compensi che devono essere pattuiti sulla base dei decreti ministeriali che fissano i parametri da utilizzare nella liquidazione dei compensi da parte degli organi giurisdizionali.

Ma cosa significa in pratica?senza una chiara definizione di "equo compenso" come si potranno garantire delle parcelle senza il rischio di passare per i tribunali?Nelle gare di progettazione aggiudicate con i ribassi a cui siamo abituati (nel 2017 il ribasso medio è stato del 43,5% - Rilevazione Oice), le stazioni appaltanti come si dovranno comportare?

Chiaramente sono domande a cui in questo momento non è semplice rispondere, ma Geomobilitati (Federazione Nazionale dei Geometri e Geometri Laureati Mobilitati) ha provato a tenere alta l'attenzione sull'argomento inviando una lettera al Presidente del Comitato Unitario delle Professioni (CUP), Marina Calderone, al Coordinatore della Rete delle Professioni Tecniche (RPT), Armando Zambrano, e al Comitato NOI PROFESSIONISTI.

Riportiamo di seguito il testo integrale della missiva del Presidente di Geomobilitati Gino Parisi.

Spett.li Presidenti,

GEOMOBILITATI Vi scrive congiuntamente, per avere aggiornamenti sulle prossime iniziative che andrete ad intraprendere sul tema dell'Equo Compenso per le libere professioni. Abbiamo seguito con i nostri Consiglieri delegati, Geom. Luigi Astorino, Geom. Laura Borgioli e Geom. Giovanna Pogliani, presenti in platea, (come pure tanti altri Colleghi via streaming) la manifestazione del 30 Novembre scorso organizzata dal CUP e dalla RPT.

Il riconoscimento dell'Equo Compenso delle libere professioni nei riguardi delle amministrazioni pubbliche è stato un primo successo in quanto, come giustamente ribadito dai Presidenti, Dott.ssa Marina Calderone ed Ing. Armando Zambrano, uniti si vince, ma ciò rappresenta lo stadio iniziale di un percorso da portare ancora ulteriormente avanti.

La nutrita adesione del mondo politico a quell’evento e la disponibilità di tutti i partiti e le forze politiche a trattare positivamente l’argomento ci inorgoglisce ma non esaurisce le giuste attese delle libere professioni. Ora si pone l’urgenza di riprendere il cammino interrotto in quella manifestazione affinché, oltre alla puntualizzazione del successo ottenuto, sia fatta chiarezza sull’entità dell’equo compenso in modo da essere applicato in toto. Il lodevole impegno profuso dal Comitato Unitario delle professioni e dalla Rete delle Professioni Tecniche e precedentemente da Noi professionisti, grazie alla manifestazione organizzata il 13 Maggio 2017 nelle vie di Roma (alla quale Geomobilitati ha partecipato), ha consentito di ristabilire la giusta visibilità alle libere professioni. Tutto ciò è stato recepito con l’approvazione dell’articolato di riferimento, ricompreso nella Legge Bilancio 2018 (Legge 27 dicembre 2017, n. 205 - G.U. 29 dicembre 2017, n. 302), nella quale, l’Equo compenso già istituito per la categoria degli avvocati, è stato esteso anche alle altre categorie professionali.

A nostro avviso, adesso bisogna insistere per completare l’applicazione dell’equo compenso anche nei rapporti tra i liberi professionisti e la committenza privata. Ciò, come più volte ripetuto dai vari politici presenti alla manifestazione del Brancaccio, rappresenterà la naturale chiusura del cerchio su questo argomento, il quale non può essere distinto e trattato in binari diversi.

Ancora una volta, noi di Geomobilitati, intendiamo ribadire  che le libere professioni sono esercitate da LAVORATORI i quali svolgono la propria attività contemplando ed ottemperando alle regole ed alle discipline del lavoro. I liberi professionisti si formano e si aggiornano offrendo il loro impegno e le loro conoscenze alla nostra società italiana. Non capiamo perché voglia essere preclusa la possibilità di portare a casa la giusta remunerazione del nostro operato, ovvero l’EQUO COMPENSO. Il lavoro deve essere retribuito  in ottemperanza all’art. 36 della  Costituzione Italiana che recita “Il  lavoratore ha  diritto  ad  una  retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa”. Tutto questo lo vogliamo confermare, come lavoratori. La nostra Costituzione parla chiaro: non c’è distinzione tra lavoratore manuale e lavoratore intellettuale. Quindi, se non si possono ristabilire le tariffe professionali perché, “come si dice” esse sarebbero in contrasto con le direttive europee, vogliamo sia ponderato e compiuto il senso dell’enunciato di questo articolo, attraverso una spiegazione chiara e puntuale, da fornire dalle autorità competenti, mediante circolari esaustive od altri strumenti validi e necessari alla giusta applicazione della Legge.

Concludiamo questo nostro appello, fiduciosi in un riscontro alla lettera, certi della vs. messa in campo di

tutte quelle proposte e strategie che ha visto le libere professioni, una volta tanto, partecipare tutte unite insieme, per il diritto sacrosanto ad un “Equo Compenso”.

Geomobilitati, da sempre attenti alle problematiche dei geometri liberi professionisti, chiederà ai giornali ed alle riviste specializzate di pubblicare questa lettera ed  i  nostri intenti e parteciperà sicuramente alle Vs. prossime iniziative che vorrete organizzare con immediatezza, per essere pronti a reclamare il diritto all’EQUO COMPENSO” alla nuova legislatura politica ed al Nuovo Governo e per vincere questa battaglia di civiltà giuridica.

A cura di Redazione LavoriPubblici.it

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