Codice dei contratti: Di Maio su PMI, appalti sotto soglia a Km zero e pagamenti certi

13/07/2018

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La crescita delle opportunità per le piccole e medie imprese e, quindi, la creazione di nuovi posti di lavoro passa, anche, dalla possibilità di partecipare agli appalti pubblici. Dobbiamo rendere accessibile alle piccole e medie imprese la partecipazione alle gare ed evitare che rimangano coinvolte solamente nei subappalti. Lo faremo, in primo luogo, rendendo la disciplina non facilmente derogabile da parte delle stazioni appaltanti come finora avviene e puntiamo a valorizzare l’elemento territoriale nell’aggiudicazione dei contratti pubblici: i cosiddetti appalti a chilometro zero.

Puntiamo, anche, ad agevolare e garantire l’assegnazione dei contratti sotto soglia comunitaria alle micro e piccole e medie imprese contemplando una riserva anticipata di quote appaltabili.

Parlando di appalti pubblici voglio sottolineare che il Governo intende intervenire per risolvere la questione dei debiti insoluti della Pubblica Amministrazione nei confronti delle imprese. Circa 30 miliardi che le Amministrazioni pubbliche devono alle imprese fornitrici con ritardi che, spesso, causano il fallimento delle imprese stesse. Pensiamo ad una modifica del Codice degli appalti per contrarre i tempi di gestione del pagamento ma, in particolare, favoriremo l’istituto della compensazione tra crediti e debiti nei confronti della Pubblica Amministrazione ampliando le fattispecie che sono finora ammesse.

Gli imprenditori hanno diritto a fare impresa in modo semplice ed essere trattati come imprenditori e non come compilatori di scartoffie o come mucche da mungere. Vogliamo semplificare non aggiungendo nuove norme ma rendendo più agili le norme esistenti anche attraverso la predisposizione di testi unici e abolendo quelle inutili valorizzando, tra l’altro, l’uso delle tecnologie informatiche. Semplificare serve, anche, ad estirpare l’illegalità che, da sempre, si annida dove non si riesce ad avere un quadro chiaro delle regole e delle responsabilità”.

È quanto ha detto il Ministro dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali Luigi di Maio ieri nel corso dell’audizione svolta dalle Commissioni riunite Attività produttive, Lavoro e Affari sociali della Camera sulle linee programmatiche dei suoi dicasteri.

L’intervento del Ministro di Maio arriva dopo che nei primi giorni di questa settimana erano arrivate voci contrastanti su cosa avrebbe fatto il nuovo Governo in riferimento alla necessità di modifiche al Codice dei contratti di cui al d.lgs. n. 50/2016.

In un articolo di Repubblica di lunedì 9 luglio si parlava di stop al Codice degli appalti con via libera a concessioni a privati, meno controlli e ridotti i poteri dell’Anac. Nell’articolo si affermava, anche, che erano da rivedere alla radice sia il Codice degli appalti che il ruolo dell'Anac presieduta da Raffaele Cantone e che “la nuova parola d'ordine del Governo è dunque questa: liberalizzare e privatizzare. La normativa che ha garantito trasparenza nell'assegnazione dei lavori pubblici è diventata un impaccio per la maggioranza giallo-verde. Bisogna tornare al modello della famigerata "Legge Obiettivo" del governo Berlusconi, che sostanzialmente delegava ai privati tutte le scelte ed è stata poi archiviata proprio per la degenerazione che aveva prodotto, con opere sempre in ritardo e bustarelle a pioggia

Arrivava mercoledì 11 luglio un articolo di ItaliaOggi in cui si parlava di Codice degli appalti in cerca di semplificazione con la precisazione che la riforma dovrà passare dalla semplificazione delle procedure, ma senza dietrofront sulla legalità e il contrasto alla corruzione con piena sintonia tra il Mit e l’Anac. Era questa la replica del Ministro delle infrastrutture e trasporti, Danilo Toninelli, alle anticipazioni di stampa sulla riforma del codice dei contratti pubblici secondo cui si pensava già ad un recupero della legge Obiettivo e la riduzione dei poteri di controllo e vigilanza dell'Anac. Per il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, “snellire le procedure non è in contraddizione con la difesa della legalità, tutt'altro. Non c'è alcun ritorno ai principi della legge obiettivo. Il tavolo di lavoro vede un coinvolgimento attivo e qualificato dell'Anticorruzione che sta fornendo un contributo prezioso allo scopo di rilanciare quegli investimenti infrastrutturali che possono davvero far ripartire l'economia del paese”.

Prima dell’intervento del Ministro Luigi Di Maio nel corso dell’audizione svolta dalle Commissioni riunite Attività produttive, Lavoro e Affari sociali della Camera sulle linee programmatiche dei suoi dicasteri arrivava, anche, in un’intervista di Raffaele Cantone, presidente Anac, nel corso della trasmissione “Omnibus” di La7, la precisazione che ha espresso critiche piuttosto dure nei confronti della Legge Obiettivo: "La Legge Obiettivo io credo sia stata una delle peggiori mai fatte: ha creato tanti problemi sul piano dei controlli, era una sorta di libro dei sogni su cui si inserivano le opere pubbliche, ma ne sono state fatte l'8%, dunque non è stata utile. Non so se la chiave di lettura della riforma possibile sia in questo senso; so che c’è una commissione istituita presso il Ministero delle infrastrutture a cui partecipa, anche, uno dei nostri consiglieri il maggior esperto in materia di appalti Michele Corradino in cui sono state espresse delle idee ma non c’è, ancora, una direttrice chiara.

Non so se l'idea è andare verso un meccanismo di privatizzazione. C'e' una preoccupazione del governo, ho parlato a lungo con il premier Conte, sul fatto che il sistema degli appalti sia bloccato e c'è l'idea del ministro Tria di mettere in moto gli appalti. Sul modo io non credo che i nodi siano sciolti e spero la strada non sia quella indicata dalla stampa"

In ogni caso sembra che i tempi per poter vedere le modifiche al codice non dovrebbero essere inferiori a 6 mesi perché dovrebbe trattarsi di un decreto correttivo abbastanza corposo che dovrebbe rimettere in gioco anche il ruolo della soft law con l’ipotesi di uno o più regolamenti che rendano la vita più semplice ad amministrazioni, liberi professionisti ed imprese.

A cura di arch. Paolo Oreto

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