Codice dei contratti: torna l’appalto integrato?

18/07/2018

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Mentre siamo in attesa delle proposte che Ance (Associazione nazionale costruttori edili) ed Anci (Associazione nazionale comuni italiani) faranno domani, nel corso della manifestazione “Sblocca Cantieri” che si terrà presso la sede dell’Ance di Roma, per “rimettere in moto il Paese" e, quindi, per individuare le necessarie modifiche al Codice dei contratti, segnaliamo che il presidente dell’Anci, Antonio Decaro ha dichiarato, al Sole 24 Ore che “Bisogna tornare alla possibilità di utilizzare l'appalto integrato, con regole che evitino gli abusi. E bisogna superare l'effetto bloccante del contenzioso, pensando a modalità che permettano di andare avanti con l'opera anche in caso di ricorso e prevedano il pagamento di una quota dell'utile se l'impresa perde la causa”.

Il 92% dei Comuni - ha ricordato Decaro - ha in bilancio avanzi che per un motivo o per l'altro non può utilizzare. L'obiettivo di superare il problema è urgente e condiviso. Ma i fondi, una volta liberati dalle regole contabili, devono poter essere utilizzati. E qui interviene il capitolo appalti. Chiediamo di poter tornare a fare l'appalto integrato, in cui il progetto esecutivo viene realizzato dall'impresa sulla base del definitivo preparato dall' amministrazione. Nel Codice appalti era stato introdotto il divieto per fermare gli abusi e gli sprechi prodotti soprattutto dalle grandi stazioni appaltanti. Ma poi Anas e Ferrovie hanno ottenuto deroghe, e il cerino è rimasto in mano ai Comuni che dopo anni di blocco al turn over non hanno le competenze per fare la progettazione esecutiva. E poi chiediamo di mettere un freno alle liti temerarie”.

Sembra, quindi, che si sia già creato un forte asse tra Imprese, Sindacati ed Amministrazioni comunali con la possibile emarginazione dei liberi professionisti e con la possibilità di tornare, con buona pace di tutti, al tanto vituperato appalto integrato.

Oltre alle dichiarazioni del presidente dell’Anci De Caro segnaliamo, anche, che i segretari generali dei sindacati dell’edilizia: Vito Panzarella (Feneal Uil), Franco Turri (Filca Cisl) e Alessandro Genovesi (Fillea Cgil), insieme al presidente dell’Ance, Gabriele Buia hanno, recentemente, affermato che “Le costruzioni in 10 anni di crisi hanno perso oltre 600 mila addetti e 120 mila imprese. Questi sono gli unici dati che danno realmente il quadro del settore”.

Non permettiamo a nessuno di utilizzare prese di posizione ideologiche scollegate dalla realtà. Sblocchiamo i cantieri e facciamo partire le opere utili al Paese a cominciare dalla manutenzione e dalla messa in sicurezza del territorio. Per farlo occorre, senza pregiudizi e senza agitare falsi istituti morti e sepolti come quelli della Legge Obiettivo, riscrivere il Codice degli Appalti semplificando le procedure”, hanno aggiunto sindacati e imprese.

Chi dice il contrario - concludono i leader dei sindacati e il presidente dei costruttori edili - non ha a cuore né il destino dei lavoratori e delle imprese dell’edilizia né la ripresa e il benessere sociale del Paese intero”.

A cura di Redazione LavoriPubblici.it

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