NTC 2018, Scicolone (OICE): 'Incongrua e limitativa la riserva prevista dalle nuove NTC a favore dei laboratori di prova'

12/09/2018

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Anche l'OICE contro la norma contenuta all'interno delle nuove norme tecniche per le costruzioni (NTC 2018) di cui al D.M. 17 gennaio 2018 (paragrafo 8.5.3) che limita i prelievi ai soli laboratori autorizzati dal MIT, tagliando fuori professionisti, studi e società a cui non è più consentito di effettuare prelievi e indagini sui materiali, i cui risultati dovevano comunque essere analizzati dai laboratori di prova.

Dopo il ricorso al TAR del Comitato per la Diagnostica e la Sicurezza delle Costruzioni e dei Beni Culturali (leggi articolo), è arrivata la presa di posizione dell'Associazione delle società di ingegneria e architettura aderente a Confindustria.

"Le modifiche introdotte - ha affermato Gabriele Scicolone, Presidente OICE - mettono a serio rischio la possibilità di svolgere i controlli e le valutazioni di sicurezza sulle costruzioni esistenti. La norma infatti riserva ai soli laboratori di prova lo svolgimento di indagini sulle costruzioni esistenti rinunciando alle professionalità che si sono sviluppate all’interno delle nostre società e degli studi professionali negli ultimi venti anni”.

"Con l’OPCM 2003 e successivamente con le norme tecniche del 2008 (le NTC 2008) - ha proseguito il Consigliere Giorgio Lupoi - sono stati compiuti i primi passi per la messa in sicurezza del patrimonio esistente. Per la prima volta in Italia sono state definite le procedure per la verifica delle costruzioni esistenti, edifici e ponti, che richiedono l’analisi dello stato dei luoghi, il recupero delle informazioni progettuali e della costruzione, la verifica delle informazioni disponibili, l’esecuzione di campagne di indagine per la caratterizzazione dei terreni e dei materiali. Sono tutte attività che l’ingegneria organizzata ha svolto con professionalità negli ultimi anni contribuendo alla diffusione della cultura della prevenzione”.

Per Scicolone non sono da poco i problemi che potrebbero derivare, “se si tiene conto che il solo stock abitativo nazionale è di oltre 12 milioni di edifici, mentre i laboratori certificati sono oggi circa un centinaio. Se è quindi condivisibile lo spirito di perseguire la qualità, l’incongrua nuova limitazione all’esecuzione dei prelievi raggiunge il solo risultato di diminuire la forza lavoro e potrebbe mettere in crisi l’intero processo di valutazione della sicurezza del patrimonio esistente. E tutto ciò è di particolarmente rilievo come dimostrano i recenti fatti di cronaca. Ed attenzione, qui non si parla di eseguire le analisi, attività assolutamente in capo ai laboratori di prova, come sempre è stato, ma di impedire ad ingegneri di eseguire i “prelievi”, attività tipica del lavoro di professionisti, studi e società di ingegneria quando svolgono l’attività di Direttori Lavori. Non è chiaro, quindi, quale obiettivo si sia voluto perseguire con tale modifica”.

Per l'OICE occorre intervenire con “una ipotesi più efficace - conclude Lupoi - che potrebbe essere quella di richiedere a tutti gli operatori economici che operano nel settore di seguire procedure e controlli adeguati ad assicurare e garantire il risultato. Procedure e controlli definiti da organismi di normazione tecnica e certificati da enti terzi”.

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