Regione Siciliana e Servizi di architettura e ingegneria: varati i bandi tipo

10/12/2018

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Snellimento delle procedure, trasparenza, apertura del mercato e rilancio della centralità del progetto. Sono questi i principi che, entro i limiti dettati dalle norme vigenti, hanno ispirato la redazione dei bandi tipo per gli affidamenti di servizi di architettura e ingegneria, che la Regione ha finalmente varato, dopo anni di attesa, con il decreto n. 30 Gab dello scorso 5 dicembre, a firma dell’Assessore alle Infrastrutture ed alla Mobilità, On. Marco Falcone. Ciò, di fatto, propone la Sicilia, spesso fanalino di coda nelle graduatorie nazionali, come la prima Regione ad avere varato regole chiare per l’affidamento di Servizi di Architettura e Ingegneria.

Sul tema, abbiamo intervistato l’Architetto Rino La Mendola che, dopo aver curato la redazione dei bandi tipo a livello nazionale, nel ruolo di Vicepresidente del CNAPPC, ha offerto il suo contributo alla redazione dei bandi tipo della Regione Siciliana, redatti dal Dipartimento Regionale Tecnico, diretto dall’Arch. Salvatore Lizzio.

Quali sono gli elementi fondamentali dei bandi tipo approvati dall’Assessore Falcone, per aprire il mercato?

Per fare un esempio, abbiamo ridotto al minimo il peso dei requisiti economico-finanziari, raccomandando alle stazioni appaltanti di non ricorrere al fatturato ed al numero dei dipendenti, quale requisiti da richiedere ai liberi professionisti per potere partecipare ad una gara. Sfruttando i contenuti dell’art. 83 comma 4, lettera c) del codice, abbiamo piuttosto puntato sull’opportunità di dimostrare tali requisiti con una semplice copertura assicurativa, già peraltro obbligatoria per effetto del DPR 137/2012. Questo è uno dei tanti elementi introdotti dai bandi tipo per abbattere quel muro, eretto da precedenti norme sprezzanti della qualità del progetto, che ha progressivamente chiuso la porta dei lavori pubblici agli studi professionali medio-piccoli (che in Sicilia sono più del 90%), riservando il mercato solo a chi ha avuto la fortuna di lavorare negli ultimi anni e di produrre conseguentemente fatturati significativi.

Ci sono elementi votati a rilanciare la centralità del progetto?

Certo. Per fare un esempio, i bandi tipo per i concorsi di progettazione puntano sull’opzione offerta dall’art. 152 comma 5 (ultimo periodo) del codice che, di fatto, apre i concorsi ai giovani talenti ed ai professionisti (anche meno giovani) che sono in grado di offrire progetti di qualità, anche se non sono in possesso di grandi strutture professionali, con notevoli requisiti economico-finanziari e tecnico-organizzativi. I bandi tipo, in sintesi, sfruttando l’opzione introdotta dal richiamato art.152 comma 5 del codice, prevedono che i requisiti speciali vengano dimostrati dal vincitore (a valle della procedura concorsuale), anche costituendo un raggruppamento di professionisti. Questo significa restituire potere contrattuale ai cervelli e non più ai fatturati e rilanciare la centralità del progetto di qualità nei processi di trasformazione del territorio.

Abbiamo rilevato che avete trattato ben 12 bandi tipo, supportando così le stazioni appaltanti che operano sul territorio regionale nella redazione di tutte le procedure di affidamento; ci descrive brevemente le tipologie dei bandi che da oggi sono a disposizione degli addetti ai lavori?

I Bandi A1, A2 ed A3, si riferiscono ai concorsi di progettazione ad un grado (A1), a due gradi (A2) ed al concorso di idee ad unico grado (A3). Tali bandi, saranno utilizzati dalle stazioni appaltanti quando ricorrono i casi di cui all’art. 23 comma 2 (progettazione di opere di particolare interesse architettonico), mentre i Bandi che sono indicati con la lettera B (da B1 a B9), trattano gli affidamenti ordinari, ai sensi dell’art. 36-comma 2 e dell’art.157 del codice, quando i lavori non riguardano opere di interesse architettonico. In pratica, abbiamo redatto tutti gli schemi di Avvisi, Bandi e Disciplinari per le varie procedure di affidamento: sotto la soglia dei 40.000 euro (affidamenti diretti – Schema B1), sotto la soglia dei 100.000 euro (procedure negoziate- schemi B2, B3, B4) e da 100.000 in su (procedure aperte e/o ristrette - Schemi B5, B6, B7, B8, B9). Tutti i bandi sono scaricabili, in formato editabile, dal sito web del Dipartimento Tecnico e saranno costantemente aggiornati dallo stesso DRT, in relazione all’evoluzione della normativa di settore.

Se dovesse scegliere, tra quelle regolamentate dai bandi tipo, una procedura di affidamento della progettazione di opere di interesse architettonico, su quale punterebbe?

La procedura più idonea per valorizzare la professionalità dei concorrenti e per garantire la qualità del progetto è senza dubbio il concorso di progettazione a due gradi; il primo aperto e finalizzato all’acquisizione di proposte ideative ed il secondo riservato ai concorrenti che hanno proposto le idee migliori nel primo grado e finalizzato all’acquisizione di un progetto di fattibilità tecnico-economica. I concorsi ad un grado, finiscono per impegnare in modo pesante tutti i concorrenti, che devono proporre soluzioni progettuali vicine alla definizione di un progetto di fattibilità, con il risultato inevitabile di ridurre la qualità delle prestazioni professionali. Mentre, con il concorso a due gradi, il progetto viene sviluppato solo dai concorrenti che hanno superato il primo grado, i quali hanno diritto ad un premio a ristoro delle loro prestazioni. Tra gli ammessi al secondo grado, viene poi scelto dalla giuria il vincitore a cui potranno essere affidati i successivi livelli della progettazione, ai sensi dell’art.152 comma 5 del codice.

Quali sono gli elementi su cui punta la Regione per garantire la qualità delle prestazioni professionali negli affidamenti ordinari, con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa?

Certamente un elemento importante, già inserito nei bandi tipo, è quello di sfruttare nel migliore dei modi l’art.95 comma 8 del codice, prevedendo l’apertura delle offerte economiche solo per i concorrenti che abbiano superato una soglia minima dell’offerta qualitativa. Inoltre, i bandi tipo, a presidio della qualità delle prestazioni, puntano sulla riduzione del peso dell’offerta economica, suggerendo il ricorso alla formula bilineare di cui alle linee guida n°1, approvate dall’ANAC con delibere n°973/16 e n°138/18.

E per ridurre i ribassi negli affidamenti con il criterio del prezzo più basso?

Abbiamo suggerito alle stazioni appaltanti di ampliare il numero di operatori economici da invitare alle procedure negoziate, al fine di potere applicare lo scarto automatico delle offerte anomale; ciò al fine di garantire una notevole riduzione dei ribassi, maggiore qualità delle prestazioni professionali e maggiore trasparenza, in quanto viene del tutto annullata la discrezionalità del RUP nella valutazione delle offerte da scartare. Ricordiamo comunque che il criterio del prezzo più basso è consentito solo per gli affidamenti di SAI di importo stimato inferiore a 40.000 euro. Ricordiamo comunque che per tale fascia, i Servizi possono essere comunque affidati direttamente, senza procedura negoziata, ai sensi dell’art.36 comma 2 lettera a) del codice.

Redigendo i bandi, avete avuto difficoltà ad applicare le norme vigenti? Ritiene soddisfacente l’attuale quadro normativo in materia di lavori pubblici?

Con i bandi tipo, ovviamente, ci si può limitare ad applicare la normativa vigente, sfruttando nel migliore dei modi gli spazi, dalla stessa concessi, per aprire il mercato e per garantire la qualità delle prestazioni professionali. Ovviamente, l’attuale quadro normativo regionale, che fa riferimento al codice dei contratti, già recepito dinamicamente dalla Regione, può essere certamente migliorato. Infatti, la Rete delle Professioni Tecniche ha già presentato al Governo Nazionale una proposta di revisione dello stesso codice dei contratti, che ne conservi gli elementi positivi e ne superi le criticità. Intanto, a livello regionale, attraverso il decreto dell’Assessore Falcone ed il lavoro svolto dal Dipartimento Tecnico, diretto dall’Arch. Salvo Lizzio, mettiamo finalmente a disposizione delle stazioni appaltanti un valido supporto a sostegno degli affidamenti di servizi di architettura e ingegneria ai liberi professionisti.
 Prendiamo atto di questo chiaro segno positivo della Regione Siciliana, non solo nei confronti delle stazioni appaltanti, ma anche nei confronti dei liberi professionisti, con l’auspicio che ciò possa tracciare un’inversione di tendenza delle recenti politiche, finalizzate a quella centralizzazione della progettazione, presso la struttura pubblica, che provocherebbe un’ulteriore restrizione del libero mercato, nell’ambito delle professioni tecniche.

I bandi tipo sono scaricabili in allegato. Ringraziamo l’arch. La Mendola per il prezioso contributo, nella speranza che i bandi tipo della Regione Siciliana possano diventare un modello per tutte le stazioni appaltanti anche a livello nazionale.

A cura di Redazione LavoriPubblici.it

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