Istat e Indici prezzi al consumo gennaio 2018: +0,1% rispetto mese precedente

22/02/2019

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L'Istat ha comunicato il dato definitivo sull'incremento dell'indice dei prezzi al consumo nel mese di Gennaio 2019; l'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati nel mese di gennaio 2019 ha avuto un aumento dello 0,1% attestandosi, con la nuova base 2015, sul valore 102,40 con un lieve aumento rispetto a quello del mese precedente.
La variazione mensile, al lordo dei tabacchi è stata del +0,10% e quella annua del +0,80%. Ai fini della determinazione del trattamento di fine rapporto (TFR) maturato nel periodo tra il 15 Gennaio 2019 ed il 14 Febbraio 2019, occorre rivalutare la quota accantonata al 31 Dicembre 2018 del +0,198457.

Con gli indici di gennaio 2018, l’Istat avvia, per la stima dell’inflazione, l’utilizzo dei dati sui prezzi registrati alle casse di ipermercati e supermercati mediante scannerizzazione dei codici a barre (scanner data). Questo utilizzo riguarda i prezzi dei beni alimentari confezionati, per la cura della casa e della persona. Come previsto dal Regolamento (CE) n. 1921 (19/10/2001), nel corso del 2018 sarà diffusa la stima dell’impatto di questa nuova fonte di dati sul tasso di variazione tendenziale dell’indice dei prezzi al consumo armonizzato (IPCA).

Ricordiamo che a partire dai dati di gennaio 2016, la base di riferimento dell'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività (NIC) e dell'indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI) è il 2015 (la precedente era il 2010).

Il coefficiente di raccordo dalla base 2010 alla base 2016 dell'indice generale dei prezzi al consumo per le Famiglie di Operai e Impiegati (senza tabacchi) è pari a 1,071.

Nel mese di gennaio 2019, si stima che l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, aumenti dello 0,1% rispetto al mese precedente e aumenti dello 0,9% su base annua (da +1,1% registrato nel mese precedente) confermando la stima preliminare.

Il rallentamento dell’inflazione a gennaio è imputabile prevalentemente alla decelerazione dei prezzi dei Beni energetici sia nella componente regolamentata (da +10,7% di dicembre a +7,9%) sia in quella non regolamentata (da +2,6% a +0,3%); tale dinamica è stata in parte mitigata dall’accelerazione dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (che passano da +0,6% a +2,2%) e in misura minore dei Beni alimentari non lavorati (da +1,3% a +1,7%).

L’“inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, decelera da +0,6% registrato nel mese precedente a +0,5%, mentre quella al netto dei soli beni energetici rimane stabile a +0,6%

Il lieve aumento su base congiunturale dell’indice generale (+0,1%) è dovuto principalmente alla crescita dei prezzi dei Beni energetici regolamentati (+1,6%) e dei Beni alimentari sia lavorati (+0,8%) sia non lavorati (+1,2%), quasi del tutto bilanciata dal calo dei prezzi dei Beni energetici non regolamentati (-1,2%) e dei Servizi relativi ai trasporti (-1,5%), quest’ultimo per lo più dovuto a fattori di carattere stagionale.

Rispetto a gennaio 2018 l’inflazione rallenta in modo marcato per i beni (da +1,2% a +0,7%), mentre i servizi rimangono stabili a +1,1%; rispetto al mese di dicembre il differenziale inflazionistico tra servizi e beni diventa positivo e pari a +0,4 punti percentuali (era -0,1 punti percentuali nel mese precedente).

L’inflazione acquisita per il 2019 è +0,1% per l’indice generale e -0,3% per la componente di fondo.

Rallenta la crescita dei prezzi dei prodotti di largo consumo: per i Beni alimentari, per la cura della casa e della persona passa da +0,7% a +0,6%, per i prodotti ad alta frequenza d’acquisto da +1,2% a +0,8% (portandosi anch’essa al di sotto dell’inflazione generale).

L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) diminuisce dell’1,7% su base mensile, per effetto dei saldi invernali dell’abbigliamento e calzature, di cui l’indice NIC non tiene conto, e aumenta dello 0,9% su base annua (in rallentamento da +1,2% del mese precedente), confermando la stima preliminare.

L’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI), al netto dei tabacchi, registra un aumento dello 0,1% su base mensile e dello 0,7% rispetto a gennaio 2018.

Per quanto concerne le locazioni l'indice annuale, ridotto al 75%, si è attestato al +0,525% e l'indice biennale al +1,200%
L'Istat spiega che, nel mese di gennaio 2019, per quanto concerne l'indice dei prezzi al consumo per l'intera collettività, gli incrementi congiunturali più significativi si sono verificati nei capitoli Abitazione, acqua, energia  (+3,8%), Bevande alcoliche e tabacchi (+2,3%), Altri beni e servizi (+1,8%), Servizi ricettivi e di ristorazione (+1,1%), Trasporti, (+1,0%), Alimentari e bevande analcoliche (+0,7%), Salute (+0,4%), Mobili, articoli e servizi per la casa (+0,2%), Abbigliamento e calzature, Istruzione (+0,1% per entrambi).

Variazioni nulle si sono registrate in nessun capitolo

Variazioni congiunturali negative si sono verificate nei capitoli Comunicazioni, (-6,2%), Ricreazione, spettacoli e cultura (-0,3%).

Gli incrementi tendenziali più elevati si sono registrati nei capitoli Beni energetici (+3,8%), Tabacchi (+2,9%), Servizi relativi ai trasporti (+2,2%), Servizi vari (+1,6%).

Quelli più contenuti si sono registrati nei capitoli Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+0,9%), Beni alimentari (+0,7%), Servizi relativi all'abitazione (+0,5%).

Incrementi tendenziali nulli si sono registrati in nessun capitolo.

Gli incrementi tendenziali negativi si sono registrati nei capitoli Servizi elativi alle comunicazioni (-2,0%), Altri beni (-0,6%).

Nell'ambito delle 20 città capoluogo di regione, gli aumenti tendenziali più elevati dell'indice NIC si sono verificati nelle città di Bolzano e Reggio Emilia (+1,7%), Verona (+1,4%), Genova, Modena e Trieste (+1,3% per tutte e tre), Livorno (+1,2%), Bologna, Brescia e Messina (+1,1% per tutte e tre), Napoli, Padova, Palermo, Ravenna, Roma e Torino (+1,0 per tutte e sei), Bari e Trento (+0,9% per tutte e due), Catania e Parma (+0,8% per tutte e due), Aosta, Catanzaro e Milano (+0,7% per tutte e tre), Cagliari, Reggio Calabria e Venezia (+0,6% per tutte e tre), Ancona e Perugia (0,5%per tutte e due), Firenze (+0,4%),  Potenza (+0,2%).

I prossimi indici saranno pubblicati il 15 marzo 2019.        

A cura di Redazione LavoriPubblici.it

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