Indagine conoscitiva Codice dei contratti: Tutte le audizioni dell'8a Commisisone del Senato

13/03/2019

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Continua con un’accelerazione all’8a Commissione del Senato l’indagine conoscitiva sull’applicazione del Codice dei contratti con l‘audizione ieri di AISCAT (ssociazione italiana società concessionarie autostrade e trafori), di  FIPE (Federazione italiana pubblici esercizi), dell’ANCI (Associazione nazionale comuni italiani), di INVITALIA (Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa), di CONFIMI INDUSTRIA (Confederazione dell'Industria Manifatturiera Italiana e dell'Impresa Privata) e di ANIE (Federazione nazionale imprese elettrotecniche ed elettroniche) mentre sono state già acquisite le audizioni di:

Cogliamo l’occasione per segnalare che l’Anci ha ricordato (leggi documento) che la necessità di un intervento emergenziale nasce da una semplice considerazione dei tempi troppo lunghi per la realizzazione delle opere pubbliche: “quasi 4 anni per gli appalti minori (importi di lavori fino a 500mila euro), circa 7 anni per le opere di importo compreso tra i 500mila e i 50milioni di euro e fino a quasi 15 anni per gli appalti di valore più elevato” auspicando che nell’annunciato decreto d’urgenza, il cd sbloccacantieri,  trovino spazio la  “semplificazione delle procedure di aggiudicazione con rivisitazione del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa che ha creato non poche complicazioni agli operatori ed l’introduzione della progettazione semplificata per tutte le manutenzioni”, così come “la limitazione della responsabilità dei dipendenti pubblici che adottano provvedimenti di aggiudicazione in attuazione di pareri Anac”. Sempre come contenuti dell’annunciato decreto legge, l’Anci ha ricordato che occorrerebbe inserire: “da un lato la reintroduzione dell’appalto integrato per la realizzazione di investimenti pubblici, consentendo alle stazioni appaltanti di ricorrere all’affidamento della progettazione esecutiva e dell’esecuzione dei lavori, sulla base, comunque ed obbligatoriamente, di un progetto definitivo e dall’altro specifiche semplificazioni procedurali per i piccoli comuni, soffocati da una pletora di adempimenti e regole che non hanno ragione d’essere in riferimento al valore degli appalti”.
Tuttavia, continua l’ANCI “in attesa di una riforma decisiva del codice degli appalti e di una semplificazione delle procedure, il Paese non può essere lasciato privo di una strategia di velocizzazione e realizzazione di opere destinate ad attivare dinamiche virtuose nei suoi processi di crescita economica”. In tale direzione “si potrebbe optare per un’adozione diffusa del ‘modello Genova’ per puntare, cioè, sul ruolo dei Sindaci quali Commissari Straordinari delegati allo sblocco delle procedure di realizzazione di opere ritenute particolarmente strategiche, significative e condivise dal territorio”.
Perdere ulteriormente tempo in un quadro, ormai certo, di recessione internazionale  vanificherebbe tutti gli sforzi di sostegno alla domanda e agli investimenti contenuti nel quadro degli interventi di finanza pubblica adottati dal Governo. La modernizzazione del Paese necessita di un ruolo sempre più attivo dei Comuni e dei Sindaci nella loro dimensione di agenti di sviluppo e d’innovazione delle strategie territoriali”.

A cura di Redazione LavoriPubblici.it

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