#SbloccaCantieri e Riforma Codice dei contratti, Lapenna (CNI): 'Preservare la Centralità della Progettazione nella realizzazione delle Opere Pubbliche'

26/03/2019

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Mentre ancora non si hanno notizie della bozza di decreto legge con le modifiche più urgenti al Codice dei contratti (c.d. Decreto #SbloccaCantieri), proseguono le nostre analisi con le interviste ai soggetti che in questi anni hanno seguito da vicino la materia. Dopo l'intervista al Vicepresidente del CNAPPC Rino La Mendola (leggi articolo) e al Presidente dell’OICE Gabriele Scicolone (leggi articolo), ho avuto il piacere di sentire Michele Lapenna, Consigliere e responsabile dell’Osservatorio bandi del Consiglio Nazionale degli Ingegneri (CNI).

1. Nei mesi che hanno preceduto la pubblicazione del D.Lgs. n. 50/2016 sono andate in scena delle "consultazioni farsa" con professionisti e costruttori non messi nelle migliori condizioni di analizzare la bozza di quella che sarebbe stata una riforma epocale e formulare proposte in tempi ragionevoli, adesso sembra che l'idea di coinvolgimento dell'esecutivo sia legata più a dichiarazioni e rassicurazioni che a confronti su temi e contenuti. Il Consiglio Nazionale degli Ingegneri ha ricevuto una bozza ufficiale? Qual è il suo livello di coinvolgimento?

Abbiamo più volte segnalato come, CNI e RTP, il mancato coinvolgimento dei cosiddetti portatori di interesse nella fase successiva alla approvazione della legge delega e relativa alla definizione dei contenuti del D.Lgs. 50/2016. Ritengo che uno dei principali problemi che sta attraversando l’attuazione del Codice derivi anche dal mancato coinvolgimento degli operatori del settore nella fase delicata che ci ha portato da una buona Legge Delega alla scrittura del Codice. Ricordo un tuo bellissimo articolo, ripreso da Gian Domenico Stella sul Corriere, in cui elencavi i 218 errori contenuti nella errata corrige di luglio 2016. La volontà del governo attuale non sembra discostarsi dal precedente e credo che questo non potrà portare elementi positivi alla annunciata rivisitazione del quadro normativo. A novembre del 2018, come sai, siamo stati sentiti, fummo i primi, dalla Commissione VIII del Senato nella audizione relativa allo “stato di attuazione del D.Lgs. 50/2016” nel mentre il governo annunciava, in palese contraddizione, una rivisitazione del Codice entro lo stesso mese. In quella sede abbiamo portato, come Rete, le nostre proposte sulle modifiche da apportare all’attuale quadro normativo segnalando le cose che secondo noi sono meritevoli di essere preservate con particolare riferimento alla Centralità della Progettazione nella realizzazione delle Opere Pubbliche. Noi siamo pronti a portare il nostro contributo e credo di poterti anticipare che a breve faremo una grande manifestazione a Roma a cui saranno invitate tutte le forze politiche in cui porteremo le nostre proposte per il rilancio dei Lavori Pubblici nel nostro paese.

2. Nell'ultimo anno tante voci sono trapelate ma alla fine nessuna modifica incisiva è stata apportata al D.Lgs. n. 50/2016. Sembra, però, che la strategia sarà quella del doppio binario con un Decreto Legge con le modifiche più urgenti (lo Sblocca Cantieri) e una Legge delega che avrà il compito di correggere o addirittura riscrivere tutto il Codice. Che idea vi siete fatti in merito? È davvero indispensabile buttare tutto il lavoro fatto fin'ora?

Concordo con te dopo una prima fase, caratterizzata dalla volontà di un cambiamento radicale in brevissimo tempo, il governo, avendo compreso come sia complesso produrre modifiche sostanziali del quadro normativo in materia di Contratti pubblici, ha intrapreso la strada del doppio binario con interventi sul codice tramite Decreti Legge (Sblocca Cantieri) e il Disegno di Legge Delega approvato il 28 febbraio, peraltro, insieme ad altri nove Disegni di Legge Delega. Premesso che di entrambi i provvedimenti non si conosce la versione definitiva siamo sempre stati perplessi sulla efficacia di modificare il Codice tramite interventi tipo “Sblocca Cantieri” che intervenendo su parti fondamentali dello stesso rischiano di comprometterne la visione complessiva. Riteniamo che non tutto l’attuale quadro normativo vada cassato, insomma siamo preoccupati che alla fine si butti il bambino con l’acqua sporca. Sembra che anche nel testo del Disegno di Legge Delega il Governo si lasci libero di intraprendere entrambe le strade. La nostra principale preoccupazione è che comunque a quasi tre anni dall’introduzione del D.Lgs. n. 50/2016 e in presenza della emanazione di meno del 50% delle norme di attuazione, il continuo intervenire sul quadro normativo finisca per aumentare la confusione in chi deve applicarlo allungando all’infinito la fase transitoria.

3. Lo Sblocca Cantieri prevede che le soft law resteranno in vigore fino all'adozione di un Regolamento unico. Il Regolamento n. 554/1999 è arrivato 5 anni dopo la Legge n. 109/1994 e il Regolamento n. 207/2010 4 anni dopo l’entrata in vigore del D.Lgs. n. 163/2006. Che tempi si prospettano per il nuovo regolamento?

Credo che i 90 giorni previsti dalla conversione in legge del Decreto siano un tempo molto breve per l’adozione di un Regolamento di Attuazione. Segnalo che, peraltro, nel testo di legge Delega si ipotizzano due anni. Ripeto temo che si possa finire con aumentare la confusione invece di semplificare il quadro normativo.

4. Le modifiche al Codice avranno un impatto anche sul potere di regolazione che era stato dato all'ANAC. Siete soddisfatti dell'operato dell'Autorità Nazionale Anticorruzione?

Abbiamo sempre ritenuto importante il ruolo dell’ANAC e spesso ne abbiamo condiviso gli interventi anche se abbiamo espresso perplessità circa il doppio ruolo assegnatelo dal D.Lgs. n. 50/2016 e cioè quello di emanazione delle norme e di controllo e interpretazione delle stesse.

5. Entriamo nel dettaglio di alcuni dei contenuti più discussi. Che ne pensa della norma che prevede il pagamento diretto per i progettisti in caso di ricorso all'appalto integrato?sembra quasi un contentino per giustificare il ritorno ad uno degli istituti più criticati dai professionisti. Che ne pensa in merito?

Il provvedimento va accolto favorevolmente raccoglie peraltro una nostra richiesta esplicita. Nel testo non vedo nessun ampliamento dell’ambito di applicazione del cosiddetto Appalto Integrato. Riteniamo che l’Appalto Integrato debba rappresentare una eccezione e non la norma come purtroppo è accaduto con il D.Lgs. n. 163/2006. L’attuale codice, mettendo al centro della realizzazione dell’Opera pubblica la progettazione, prevede che di norma i lavori debbano essere affidati sulla base di un progetto esecutivo. Riteniamo fondamentale la conservazione di questa norma.

6. Il D.L. fa un bel passo indietro nel tempo riesumando l'incentivo del 2% alla progettazione per i tecnici della Pubblica amministrazione. Come si comporterà il CNI con questa norma?

Il Decreto Legge rintroduce l’aliquota relativa alla progettazione all’interno dell’incentivo previsto per i tecnici delle stazioni appaltanti escludendo l’applicazione dello stesso per la programmazione. La prima considerazione è relativa proprio all’esclusione della programmazione dalla applicazione dell’incentivo, cosa che assolutamente non consideriamo positivo data l’importanza della fase di programmazione nella realizzazione delle opere. Per quanto riguarda l’applicazione dell’incentivo per la progettazione è nota la nostra posizione, auspichiamo una distinzione di ruoli tra gli uffici tecnici delle stazioni appaltanti e gli operatori tecnici esterni, così come definito nella Legge Delega del D.Lgs. n. 50/2016 e riteniamo che gli uffici tecnici delle stazioni appaltanti debbano occuparsi della fase di programmazione e esecuzione dell’opera. Il problema centrale è comunque la qualità della progettazione per cui chiediamo che anche i progettisti interni abbiano i requisiti dei professionisti esterni, qualcosa di simile accade per le opere per cui è previsto il concorso di progettazione previa verifica di presenze all’interno della stazione appaltante di idonee professionalità (comma 2 articolo 23). Resta positivo il fatto che permane la norma per cui le stazioni appaltanti possano optare indifferentemente per l’affidamento interno ed esterno.

7. Viene prevista la possibilità di applicare sempre il massimo ribasso negli appalti di lavori sino alla soglia comunitaria mentre per gli appalti di servizi di architettura e di ingegneria sembra che resti soltanto il criterio di aggiudicazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa. Qual è il suo punto di vista in merito?

Personalmente valuto positivamente l’innalzamento della soglia per l’applicazione dell’OEPV nell’affidamento di contratti di esecuzione dei lavori. L’aggiudicazione dei lavori sulla base del progetto esecutivo si presta, almeno per gli importi sotto soglia, male all’aggiudicazione con l’OEPV l’esperienza delle offerte tecniche migliorative non ha dato buoni risultati. Mi auguro che le stazioni appaltanti, al fine di ridurre i ribassi, operino sempre con l’esclusione automatica dell’offerta anomala. Non ritengo neanche completamente negativo l’eventuale estensione, limitatamente alla procedura negoziata, del metodo del prezzo per l’aggiudicazione dei SIA, ripeto, sempre con l’esclusione automatica dell’offerta anomala.

8. Quali sono le maggiori criticità che avete individuato nella bozza di decreto?

Sicuramente le modifiche apportate all’articolo 23 circa la progettazione semplificata prevista per manutenzione ordinaria e straordinaria con esclusione degli interventi sulle strutture e sugli impianti. Fortunatamente l’esclusione della applicazione della norma, nella versione definitiva, degli interventi di manutenzione straordinaria che riguardano gli impianti, rispetto alla prima versione, riduce gli effetti negativi della norma. Con le modifiche apportate all’articolo 23 sarà possibile aggiudicare i lavori sulla base di un progetto definitivo, peraltro, semplificato facendo scadere di molto la qualità del progetto che andrà a gara. Avevamo proposto per questo tipo di interventi una semplificazione del Progetto di fattibilità tecnica economica con eliminazione dello studio delle alternative progettuali possibili e l’accorpamento di tutti e tre i livelli di progettazione. Secondo noi la nostra proposta semplifica la procedura e non svilisce l’attività progettuale.

Desta inoltre preoccupazione la reintroduzione dell’aliquota sulla progettazione nell’incentivo per gli uffici tecnici delle stazioni appaltanti e la contemporanea esclusione dallo stesso della programmazione. Il problema ripeto è la qualità del progetto per cui tutti I progettisti dovrebbero avere gli stessi requisiti che siano interni o esterni alla staziona appaltante. Ribadiamo la nostra preferenza verso una distinzione dei ruoli tra gli uffici tecnici della PA e i professionisti esterni valorizzando il ruolo dei primi nella programmazione e nel controllo dell’esecuzione delle opere.

9. Il CNI e la Rete delle Professioni Tecniche avrà la possibilità di intervenire nella nuova riforma del Codice?

Caro Gianluca c’è lo auguriamo come detto in precedenza noi ci siamo.

Ringrazio l'amico e collega Michele Lapenna per il prezioso contributo e lascio come sempre a voi ogni commento.

A cura di Ing. Gianluca Oreto

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