Equo compenso, certezza dei pagamenti e Decreto parametri: il punto della situazione

03/04/2019

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In un contesto arido, mortificato da anni di lenzuolate e riforme dal dubbio contenuto, è risaputo che ogni "fegato di mosca fa sostanza". Stretta conseguenza di questo assunto è data dai due argomenti principali su cui si è catalizzata l'attenzione dei liberi professionisti in questi ultimi anni: l'equo compenso e la certezza dei pagamenti.

Equo compenso entrato nel vocabolario della lingua professionale con il decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148 (convertito dalla legge 4 dicembre 2017, n. 172), che però a conti fatti resta solo una parola priva di significato operativo, e certezza dei pagamenti a "macchia di leopardo" con alcune Regioni (Calabria, Basilicata, Piemonte, Campania e Sicilia) che hanno emanato delle leggi ad hoc che vincolano il rilascio di "alcuni titoli" al pagamento della parcella del progettista (lasciando però molti dubbi sulla portata applicativa e sull'operatività della disposizione lasciata "troppo" nelle mani dei singoli dirigenti delle amministrazioni che avranno il compito di applicarla).

Intanto, si registra l'incontro tra il Sottosegretario al Ministero della Giustizia con delega alle professioni, Jacopo Morrone, con i rappresentanti dei Consigli Nazionali degli Ordini e Collegi professionali allo scopo di attuare quelle misure definite "aggiuntive" ma che probabilmente risultano basilari in materia di equo compenso. Incontro in cui il Sottosegretario Morrone si è impegnato ad attivare l'ennesimo tavolo tecnico (siamo ancora in attesa dei risultati relativi alla riforma del DPR n. 380/2001) per il perfezionamento della misura dell’equo compenso.

In riferimento alla certezza dei pagamenti fin'ora sono state emanate le seguenti leggi:

Tutte leggi che hanno in comune l'intento di legare il rilascio degli atti autorizzativi al pagamento delle "spettanze" (che sarebbe stato meglio chiamare "onorari") dei liberi professionisti senza però entrare nel merito di una materia in cui ad ogni angolo si sente tutto e il contrario di tutti.

Mentre ci gingilliamo con queste due nuove bellissime parole, registriamo:

  • l'ultima sentenza del Consiglio di Stato che nei ammette la derogabilità dell'importo da porre a base di gara per i servizi di ingegneria e architettura calcolato sulla base delle tabelle dei corrispettivi di cui al D.M. 17 gennaio 2016 (leggi articolo);
  • la sentenza della Corte Costituzionale che, pur respingendo i dubbi di costituzionalità sollevati nei confronti dell’art. 19, comma 6 ter, della legge n. 241/1990 e relativi ai termini per la sollecitazione da parte del terzo nei confronti della segnalazione certificata di inizio attività (SCIA), ammette la necessità di un intervento normativo chiarificatore (leggi articolo);
  • il c.d. Decreto #SbloccaCantieri che al momento ha solo sbloccato la discussione sull'argomento senza produrre nulla di concretamente utile per la modifica del codice dei contratti e l'avvio dei cantieri bloccati;
  • il disegno di legge delega che avrà il compito di riformare completamente una riforma già attuata appena 3 anni fa con la pubblicazione del Codice dei contratti, ma che non ha portato i risultati che tutti speravano soprattutto per un'idea di norma vicina al mondo anglosassone ma tristemente lontana dalla quotidianità di conosce gli appalti pubblici in Italia;
  • l'assenza di una volontà politica di prendere sul serio la riforma del D.P.R. n. 380/2001 (c.d. Testo Unico Edilizia) che nei "primi" 18 anni di applicazione è stato modificato millemila volte creando tanto lavoro per i tribunali e poca chiarezza per tutti gli operatori del settori (che siano liberi professionisti o tecnici della pubblica amministrazione).

Insomma, sarà che mentre scrivo sono ancora scosso dalla sentenza del Consiglio di Stato sul decreto parametri che ha completamente sconvolto le mie convinzioni avvicinandomi alle teorie di chi immagina una Terra piatta, sarà che mi rendo sempre più conto di vivere in un Paese che mira a complicare il lavoro delle persone perbene, o sarà che ancora non ho capito se Cristiano Ronaldo giocherà il quarto di Champions contro l'Ajax, ma sentire parlare ancora di equo compenso e certezza dei pagamenti mi fa solo venire voglia di indossare le mie nuove scarpe da runner e correre via verso il primo Paese disposto ad accettare un positivista che si sta lentamente pentendo.

#unpensieropositivo a tutti voi.

A cura di Ing. Gianluca Oreto

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