Codice dei contratti e sblocca cantieri: Perché non è stato audito Raffaele Cantone?

08/05/2019

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Sorge spontanea una domanda: Perché il Presidente dell’ANAC Raffele Cantone non è stato ascoltato nell’ambito delle audizioni che le Commissioni riunite 8a e 13a hanno fatto lunedì scorso?

La motivazione ufficiale sembra sia quella che non si sia trovata la coincidenza di date ma, in verità, a noi sembra che la mancata audizione del Presidente dell’ANAC sia dovuta al fatto che, in più occasioni, il suo pensiero non è stato perfettamente in linea con quello del Governo mostrandosi in disaccordo con una serie di modifiche introdotte dal decreto-legge nel Codice dei contratti pubblici.

In riferimento alla modifica dei criteri di aggiudicazione per i contratti sotto la soglia comunitaria e non solo in una intervista a Radio Capital aveva affermato “Se deregolamentazione significa semplificazione, siamo d’accordo; se invece significa lasciare mani libere… credo sia una scelta legittima della politica ma anche pericolosa. Non mi va di dire che è una norma sblocca tangenti, è esagerato, ma non va nella giusta direzione. E non credo che servirà davvero a sbloccare gli appalti”. In riferimento, poi, alla procedura negoziata previa consultazione, ove esistenti, di almeno tre operatori economici per i lavori, aveva, anche, aggiunto: “Se facciamo un preventivo per fare un lavoro a casa nostra, facciamo un minimo di sondaggio di mercato? Credo che vada fatto anche per la pubblica amministrazione. Credo che la previsione di un numero più alto di preventivi crei anche un minimo di concorrenza. Credo che questa norma non sia corretta, soprattutto sul piano di garantire migliori servizi per la pubblica amministrazione

Ed il Presidente dell’ANAC non era, neppure, d’accordo sul ritorno all’appalto integrato e ad una nostra precisa domanda aveva così risposto: “Le mie perplessità sull’appalto integrato restano immutate; io credo che un appalto di lavoro ben fatto deve partire da una buona progettazione che sia anche “indipendente”; nell’appalto integrato la commistione fra progetto ed opera rischia di incidere sulla qualità dei lavori. Del resto con il codice si era rinunciato all’appalto integrato non certo per capriccio, ma proprio sulla scorta di una esperienza non positiva maturata. Si torna indietro, fra l’altro, non perché si contesta la giustezza della scelta ma perché le stazioni appaltanti (non tutte per la verità) non si sono adeguate ed organizzate rispetto alla novità.”.

Ma c’è di più, dopo la mancata audizione, nell’ambito della conversione in legge del decreto-legge 18 aprile 2019, n. 32, del Presidente Raffaele Cantone mi tornano in mente le parole del sottosegretario del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti Armando Siri che alla fine del mese di febbraio dichiarava: "Siamo l'unico Paese che ha un ente ulteriore contro la corruzione, sembra che diamo per scontato che siamo tutti corrotti e dobbiamo curarci, io penso che sia il contrario: siamo tutti persone corrette fino a prova contraria". Il sottosegretario Armando Siri esprimeva, anche, le sue idee sulla gestione degli appalti pubblici pensando che la soluzione poteva essere individuata con la cancellazione del Codice dei contratti e dell’ANAC dichiarando, anche, "Smettiamola di prendere medicine per curare una malattia che ha bisogno invece di buonsenso e di meno burocrazia".

Ed alla notizia del sottosegretario Armando Siri che ha patteggiato una pena di un anno e otto mesi per bancarotta fraudolenta e che oggi è indagato per corruzione nell’ambito dell’inchiesta tangenti sull'eolico si aggiungono oggi le notizie delle tangenti su appalti a Milano, in Calabria e a Palermo.

C'è tanto per concludere che chi ha deciso che alle audizioni sulla conversione in legge del decreto-legge sblocca cantieri non fosse ascoltato anche il Presidente dell’ANAC Raffaele Cantone, si è, in pratica, adeguato al pensiero del sottosegretario Armando SIRI ed ha silenziato la voce di Raffaele Cantone per il fatto stesso di sapere già che il suo pensiero non era perfettamente in linea con quello del Governo.

Facendo ciò è stata tolta alle due Commissioni riunite 8a e 13a del Senato, al Parlamento ed a tutti noi la possibilità di ascoltare compiutamente il pensiero dell’ANAC su un provvedimento che, ad avviso dei più, non è adeguato allo sblocco dei cantieri.

A cura di arch. Paolo Oreto

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