Ricostruzione post sisma Centro Italia: 'O si cambia o ci fermiamo', tecnici pronti allo sciopero

25/07/2019

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In un precedente articolo abbiamo descritto le problematiche che attanagliano i professionisti tecnici impegnati nella ricostruzione, problematiche che impediscono il regolare andamento delle attività professionali.

Come annunciato, su iniziativa di Inarsind Marche Sindacato Ingegneri e Architetti il 23 luglio 2019 a Caldarola (MC) è stato organizzato un incontro a cui hanno partecipato centinaia di tecnici impegnati nella ricostruzione post sisma provenienti da tutta Italia che hanno messo nero su bianco all’unanimità le problematiche da risolvere oppure le pratiche di ricostruzione saranno accantonate.

Un diretto ultimatum alla politica, non verranno più presentati i progetti, uno sciopero bianco tecnico, necessario a stimolare le dovute azioni di rettifica normative.

Infatti dopo tante promesse, a quasi 3 anni dalla prima scossa, sono state scritte oltre mille pagine di ordinanze che impongono tanti doveri e responsabilità ai tecnici a cui non corrispondono adeguati compensi ed efficienti sistemi di pagamento, tutto questo impedisce ai tecnici di operare nel migliore dei modi.

Imbarazzante l’assenza della politica nell’incontro di ieri, per paura di un confronto o totale menefreghismo verso la ricostruzione post sisma non si sono presentati senza nemmeno sentirsi in dovere di un minimo preavviso né Commissario, né Governatori delle Regioni colpite che vestono il ruolo di Vice Commissari, assente anche l’On. Vito Crimi Sottosegretario Delegato alle Emergenze.

I tecnici hanno prodotto un manifesto sottoscritto dai partecipanti che contiene delle richieste precise che possono essere sintetizzate in:

  1. applicazione dell’equo compenso per la ricostruzione privata;
  2. pagamento delle prestazioni effettuate in fase emergenziale rimaste in sospeso, schede AEDES, classificate come A;
  3. soluzione dell’anticipo delle competenze tecniche, attesa una specifica ordinanza ormai da un anno, possibilità introdotta con il decreto Genova totalmente disattesa dal Commissario;
  4. nomina immediata del CTS (Comitato Tecnico Scientifico) con creazione di un sito dove consultare i pareri del CTS che possano essere d’aiuto ai progettisti;
  5. istituzionalizzazione, nei tavoli tecnici convocati dal Commissario alla Ricostruzione, della presenza dei rappresentanti degli ordini del cratere e delle organizzazioni sindacali di categoria.

In un modo o nell’altro la politica dovrà ascoltare i tecnici in quanto le richieste di cambiamento sono perentorie “o si cambia, o ci fermiamo” hanno annunciato gli organizzatori della manifestazione.

A cura di Arch. Paolo Capriotti
Inarsind Marche Sindacato Ingegneri e Architetti

Manifesto Inarsind

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