Istat e Indici prezzi al consumo agosto 2019: variazione nulla rispetto mese precedente

19/09/2019

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L'Istat ha comunicato il dato definitivo sull'incremento dell'indice dei prezzi al consumo nel mese di Agosto 2019; l'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati, al lordo dei tabacchi, nel mese di agosto 2019 ha registrato una variazione nulla rispetto al mese precedente e dello 0,4% su base annua (era +0,7% a giugno).

Ai fini della determinazione del trattamento di fine rapporto (TFR) maturato nel periodo tra il 15 Agosto 2019 ed il 14 Settembre 2019, occorre rivalutare la quota accantonata al 31 Dicembre 2018 del +1,808031.

Con gli indici di gennaio 2018, l’Istat avvia, per la stima dell’inflazione, l’utilizzo dei dati sui prezzi registrati alle casse di ipermercati e supermercati mediante scannerizzazione dei codici a barre (scanner data). Questo utilizzo riguarda i prezzi dei beni alimentari confezionati, per la cura della casa e della persona. Come previsto dal Regolamento (CE) n. 1921 (19/10/2001), nel corso del 2018 sarà diffusa la stima dell’impatto di questa nuova fonte di dati sul tasso di variazione tendenziale dell’indice dei prezzi al consumo armonizzato (IPCA).

Ricordiamo che a partire dai dati di gennaio 2016, la base di riferimento dell'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività (NIC) e dell'indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI) è il 2015 (la precedente era il 2010).

Il coefficiente di raccordo dalla base 2010 alla base 2016 dell'indice generale dei prezzi al consumo per le Famiglie di Operai e Impiegati (senza tabacchi) è pari a 1,071.

Nel mese di agosto 2019, si stima che l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registri una variazione positiva dello 0,4% rispetto al mese precedente ed una variazione positiva dello 0,4% su base annua (confermando il dato di luglio); la stima preliminare era +0,5%.

La stabilità dell’inflazione è il risultato di un quadro con pochi scostamenti rispetto al mese di luglio; da segnalare solamente la lieve accelerazione dei prezzi dei Beni non durevoli (da +0,2% a +0,6%).

Sia l’“inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, sia quella al netto dei soli beni energetici sono stabili rispetto al mese di luglio, rispettivamente a +0,5% e a +0,6%.

L’aumento congiunturale dell’indice generale è imputabile principalmente alla crescita dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (+4,5%), dovuta per lo più a fattori stagionali.

L’aumento congiunturale dell’indice generale è imputabile principalmente alla crescita dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (+4,5%), dovuta per lo più a fattori stagionali.

L’inflazione è nulla per i beni (da -0,1%) e rallenta per i servizi (da +1,0% a +0,8%); il differenziale inflazionistico tra servizi e beni rimane positivo e pari a +0,8 punti percentuali (era +1,1 a luglio).

L’inflazione acquisita per il 2019 è +0,8% sia per l’indice generale sia per la componente di fondo.

I prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona aumentano dello 0,7% su base annua (da +0,6% di luglio), quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto rimangono stabili a +0,7%, registrando in entrambi i casi una crescita più sostenuta di quella riferita all’intero paniere.

L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) ha una variazione nulla su base mensile e dello 0,5% in termini tendenziali (in accelerazione da +0,3% registrato nel mese precedente), confermando la stima preliminare.

L’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI), al netto dei tabacchi, registra un aumento dello 0,5% su base mensile e dello 0,3% rispetto ad agosto 2018.

Per quanto concerne le locazioni l'indice annuale, ridotto al 75%, si è attestato al +0,225% e l'indice biennale al +1,350%
L'Istat spiega che, nel mese di agosto 2019, per quanto concerne l'indice dei prezzi al consumo per l'intera collettività, gli incrementi congiunturali più significativi si sono verificati nei capitoli Bevande alcoliche e tabacchi (+1,9%), Altri beni e servizi (+1,5%), Servizi ricettivi e di ristorazione (+1,0%), Alimentari e bevande analcoliche (+0,9%), Trasporti, (+0,6%), Salute (+0,6%), Abbigliameno e calzature (+0,3%), Mobili, articoli e servizi per la casa (+0,1%).

Variazioni nulle si sono registrate nei capitoli, Istruzione, Ricreazione, spettacoli e cultura.

 Variazioni congiunturali negative si sono verificate nei capitoli Comunicazioni (-8,0%), Abitazione, acqua, energia (-0,3%).

Gli incrementi tendenziali più elevati si sono registrati nei capitoli Tabacchi (+2,9%), Servizi relativi ai trasporti (+1,7%), Servizi vari (+1,4%).

Quelli più contenuti si sono registrati nei capitoli Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+1,0%), Beni alimentari (+0,8%), Servizi relativi all'abitazione (+0,7%).

Incrementi tendenziali nulli si sono registrati in nessun capitolo.

Gli incrementi tendenziali negativi si sono registrati nei capitoli Servizi relativi alle comunicazioni (-6,5%), Beni energetici (-1,9%), Altri beni (-0,1%).

Nell'ambito delle 20 città capoluogo di regione, gli aumenti tendenziali più elevati dell'indice NIC si sono verificati nelle città di Bari (+1,3%), Modena (+1,1%), Bolzano (+1,0%), Genova (+0,9%),  Catania e Napoli (+0,8% per entrambe), Brescia, Catanzaro, Reggio Calabria, Trieste e Verona (+0,7 % per tutte e cinque), Messina (+0,6%), Torino (+0,5%), Palermo e Potenza (+0,4% per tutte e due), Firenze, Milano e Roma (+0,3% per tutte e tre), Padova, Reggio Emilia e Venezia (+0,2% per tutte e tre), Aosta e Parma (+0,1% per tutte e due), Cagliari, Livorno e Perugia (0,0% per tutte e tre), Ancona (-0,1%), Trento (-0,2%), Bologna e Ravenna e (-0,3% per tutte e due).

I prossimi indici saranno pubblicati il 16 ottobre 2019.        

A cura di Redazione LavoriPubblici.it

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