Anac. Relazione annuale alla Camera

Il Presidente Giuseppe Busia presenta la Relazione annuale dell’Anac alla Camera dei Deputati

di Redazione tecnica - 21/06/2021
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Anac. Relazione annuale alla Camera

Venerdì 18 giugno 2021, si è svolta, presso la Sala Regina di Montecitorio, la presentazione della Relazione Annuale dell’Autorità Nazionale Anticorruzione. Il Presidente Giuseppe Busia ha illustrato alla presenza del Presidente della Camera dei Deputati Roberto Fico, del Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, del Ministro della Giustizia Marta Cartabia e del Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili Enrico Giovannini, le attività più rilevanti dell’Autorità svolte nel corso del 2020.

Il Presidente Busia nel suo intervento ha illustrato le linee di indirizzo del Consiglio dell’ANAC, anche riguardo al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Relazione annuale in 376 pagine suddivise in 4 parti e 16 capitoli

La Relazione annuale, predisposta ai sensi dell’art. 213, co. 3, lett. e), del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, illustra l’attività svolta dall’ANAC nel corso del 2020 e nei primi mesi del 2021, in un periodo particolarmente difficile per il Paese. 376 pagine suddivise in 16 capitoli inseriti nelle seguenti 4 parti:

  • Parte I - L’Autorità ed il contesto di riferimento
  • Parte II - La prevenzione della corruzione e la trasparenza
  • Parte III - I Contratti pubblici
  • Parte IV - Organizzazione

Intera Parte III dedicata ai contratti pubblici

La Relazione annuale dedica l’intera Parte III dal capitolo 6 al Capitolo 15 (9 capitoli in oltre 200 pagine) ai contratti pubblici ed, ovviamente, anche alle norme che stanno alla base degli stessi.

Relativamente ai contratti pubblici, il Presidente dell’Anac osserva come a partire dal 2019 (con il decreto-legge 18 aprile 2019, n. 32, c.d. “Sblocca cantieri”, convertito con la Legge 14 giugno 2019, n.55 prima, e con il decreto-legge 16 luglio 2020, n.76 c.d. “Semplificazioni”, convertito con la Legge 11 settembre 2020, n. 120) sono state introdotte una serie di modifiche temporanee all’art. 36 del Codice dei Contratti, relativo alle procedure di affidamento dei contratti sotto soglia comunitaria, ampliando, per tale tipologia di appalti, le soglie di utilizzo dell’affidamento diretto e delle procedure negoziate senza bando.

Impatto delle semplificazioni sul settore dei lavori

Analizzando l’impatto di tali semplificazioni in particolare sul settore dei lavori (che è quello maggiormente interessato) su base semestrale, si osserva che il ricorso all’affidamento diretto per le gare fino a 150.000 euro, e alla procedura negoziata senza bando per le gare tra i 150.000 euro e la soglia comunitaria, si è incrementato nel corso del tempo sia in termini congiunturali - fatta eccezione per il 1° semestre 2020 che ha sofferto del calo dovuto alla pandemia - che tendenziali.

In particolare, nel 2° semestre 2020

  • l’affidamento diretto è stato scelto nel 64,6% delle gare fino a 150.000 euro, per un controvalore triplo sul 1° semestre 2019 e doppio sul 2° semestre 2019 in termini di importo complessivo delle gare;
  • la procedura negoziata senza bando è utilizzata in più di 3 gare su 4 di importo compreso tra 150.000 euro e 1 mln euro, per un controvalore doppio sul 1° semestre 2019 in termini di importo complessivo delle gare;
  • nelle gare di importo compreso tra 1 milione di euro e la soglia comunitaria, dove la semplificazione normativa è più incisiva, si è fatto ricorso alla procedura negoziata senza bando in poco più della metà dei bandi, per un controvalore 7 volte maggiore di quello del 1° semestre 2019 e doppio rispetto al 2° semestre 2019.

Affidamenti sotto soglia decisi in via ampiamente discrezionale

In pratica gli affidamenti, nel caso di importi sotto soglia comunitaria sono decisi per il 70% circa in via ampiamente discrezionale con affidamenti diretti e con inviti delle stazioni appaltanti effettuati in via del tutto soggettiva. Dove sta in queste condizioni il rispetto dei principi di economicità, efficacia, tempestività e correttezza previsto al comma 1 dell’articolo 30 del Codice dei contratti? Ed è possibile affermare che si tratti di affidamenti a cui assegnare un alto coefficiente di concorrenza e, forse, anche, di trasparenza?

Codice dei contratti, cantiere aperto

Per il Presidente Busia, il codice dei contratti pubblici è, da un lato, un cantiere sempre aperto, oggetto di continui interventi e modifiche e, dall'altro, un’opera incompiuta perché mancano ancora dei tasselli fondamentali per la sua attuazione, come la qualificazione delle stazioni appaltanti e la digitalizzazione.

Alcuni correttivi sono necessari per semplificare le procedure ma le sole modifiche normative non bastano e sono, probabilmente, ancora più urgenti riforme sul piano amministrativo, organizzativo e funzionale.