Architetti e Ingegneri, nel 2014 il reddito medio è inferiore a 10.000 euro

"Un libero professionista su quattro vive sotto il livello di povertà e, addirittura, se è un tecnico laureato la situazione si aggrava dato che nel 2014 olt...

04/02/2016

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"Un libero professionista su quattro vive sotto il livello di povertà e, addirittura, se è un tecnico laureato la situazione si aggrava dato che nel 2014 oltre il 40% degli architetti e degli ingegneri hanno avuto un reddito inferiore a 10.000 euro l’anno".

Lo ha scritto il Presidente del Sindacato Ingegneri e Architetti Liberi Professionisti Italiani (Inarsind), l'ing. Salvo Garofalo,  in una lettera inviata al Presidente del Consiglio Matteo Renzi e ai Ministri della Giustizia (Andrea Orlando), delle Infrastrutture (Graziano Delrio), Per la Semplificazione e Pubblica Amministrazione (Maria Anna Madia), dello Sviluppo Economico (Federica Guidi) e del Lavoro e delle Politiche Sociali (Giuliano Poletti).

La lettera di Inarsind, dopo aver rilevato con soddisfazione l'interesse del Governo verso le libere professioni già a partire dalla Legge di Stabilità dove, per la prima volta, si prevede l’accesso ai fondi strutturali europei anche per i liberi professionisti, e il “Jobs Act per il lavoro autonomo”, il cui disegno di legge deve rappresentare solo un punto di partenza e un atto di “civiltà” che estende alcuni “normali” diritti del lavoro anche alle partite IVA, reclama un deciso intervento deciso su alcuni punti significativi che possano rimuovere gli "i vincoli strutturali che bloccano i professionisti, ancor più della stessa congiuntura economica".

Esistono, infatti, alcuni puntuali interventi, su cui Inarsind ha chiesto di intervenire, che consentirebbero di rafforzare le libere professioni e spingere il Paese sulla strada della crescita economica e sociale. In particolare:

  • effettiva semplificazione e decisiva riduzione della burocrazia, con un monitoraggio costante della reale efficienza dei provvedimenti varati, nonché un controllo continuo sull’operato delle Regioni che con le loro interpretazioni “a geometria variabile” spesso travalicano lo spazio attribuito al legislatore regionale provocando pericolosi effetti “boomerang” per gli operatori;
  • radicale e definitiva eliminazione di ogni tipo di doppio lavoro per i dipendenti delle pubbliche amministrazioni, al fine di rimuovere l’indebita concorrenza agevolando nel contempo l’inserimento dei giovani nel mercato del lavoro;
  • attuazione della delega sui lavori pubblici, con la previsione di criteri oggettivi nella valutazione delle offerte economicamente più vantaggiose per le prestazioni professionali per ridurre drasticamente la discrezionalità che ha sempre caratterizzato le gare effettuate con questo criterio, comunque da preferire al massimo ribasso (espressione tragica e deleteria dell’indifferenza alla qualità delle prestazioni);
  • deroga, almeno triennale, ai requisiti di carattere tecnico-professionale ed economico finanziario che vengono richiesti per la partecipazione alle gare di servizi di architettura e ingegneria, per ampliare la platea dei partecipanti ai giovani e ai professionisti che in questi anni hanno subito una sensibile riduzione di fatturati e di personale impiegato;
  • emanazione di incentivi per le aggregazioni professionali;
  • dignitoso adeguamento delle tariffe dei Consulenti Tecnici di Ufficio, che attualmente, per le perizie sia a vacazione sia a percentuale, percepiscono onorari indecorosi, ironia della sorte, proprio dal Ministero della Giustizia, nonché la totale rivisitazione del D.lgs 80/2015 che in atto favorisce solo le banche in danno ai professionisti;
  • profonda revisione della riforma delle professioni che, a oltre tre anni dalla sua entrata in vigore, ha mostrato una serie di gravi lacune e  incongruenze soprattutto in tema di ordini professionali, assicurazioni, formazione...;
  • decisa politica volta alla modernizzazione e alla messa in sicurezza del Paese che guardi principalmente alla rigenerazione “smart” degli edifici esistenti, intesa anche come messa a norma sismica ed efficientamento energetico sia delle strutture pubbliche (scuole, ospedali, caserme, prefetture...) che private, al dissesto idrogeologico e alle infrastrutture strategiche.

Nella speranza che il Governo possa ascoltare una platea di interlocutori qualificati che comprenda anche le libere associazioni, lasciamo come sempre a voi ogni commento.

A cura di Ing. Gianluca Oreto

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