Autorità Nazionale AntiCorruzione: Relazione annuale 2015

Raffaele Cantone, Presidente dell’Autorità Nazionale AntiCorruzione (ANAC) ha presentato, recentemente,  al Parlamento la Relazione annuale prevista dall’art...

18/08/2016
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Autorità Nazionale AntiCorruzione: Relazione annuale 2015

Raffaele Cantone, Presidente dell’Autorità Nazionale AntiCorruzione (ANAC) ha presentato, recentemente,  al Parlamento la Relazione annuale prevista dall’articolo 213, comma 3 lettera e) del nuovo Codice dei contratti (D.Lgs. n. 50/2016). A semplice titolo di chiarezza aggiungiamo che nella citata lettera e) viene precisato che l’Autorità “predispone e invia al Governo e al Parlamento una relazione annuale sull’attività svolta evidenziando le disfunzioni riscontrate nell’esercizio delle proprie funzioni” e segnalando che all’articolo 6, comma 7 lettera h) del previgente Codice dei contratti (D.Lgs. n. 163/2006) era, invece, precisato che l’Autorità “predispone e invia al Governo e al Parlamento una relazione annuale nella quale si evidenziano le disfunzioni riscontrate nel settore dei contratti pubblici con particolare riferimento:

  •  h.1) alla frequenza del ricorso a procedure non concorsuali;
  •  h.2) alla inadeguatezza della pubblicità degli atti;
  •  h.3) allo scostamento dai costi standardizzati di cui all'articolo 7;
  •  h.4) alla frequenza del ricorso a sospensioni dell'esecuzione o a varianti in corso di esecuzione;
  •  h.5) al mancato o tardivo adempimento degli obblighi nei confronti dei concessionari e degli appaltatori;
  •  h.6) allo sviluppo anomalo del contenzioso”.

In pratica è possibile rilevare come con la formulazione prevista nel nuovo Codice, la definizione di tale Relazione resta più nel vago e può essere predisposta senza alcun particolare riferimento a quanto dettagliatamente indicato nella norma previgente.

Ritornando, adesso, alla Relazione annuale 2015 non possiamo fare a meno di segnalare che la maggior parte della stessa è dedicata ai contratti pubblici. Nel dettaglio la parte III contiene i seguenti capitoli:

  • 6. Il mercato dei contratti pubblici
  • 7. La nuova vigilanza: approccio collaborativo, ispezioni e indagini di carattere generale
  • 8. La vigilanza puntuale
  • 9. La vigilanza sul sistema di qualificazione e l’attività sanzionatoria
  • 10. I controlli e le misure straordinarie sui contratti pubblici
  • 11. L’attività di regolazione
  • 12. L’attività consultiva
  • 13. L’arbitrato e le attività della Camera arbitrale.

In oltre 150 pagine il presidente Cantone precisa, tra l’altro, che le segnalazioni di anomalie su appalti di lavori, servizi e forniture sono passate da circa 1.200 nel 2014 a quasi 3.000 nel 2015 (con un aumento di oltre il doppio!), generando l’apertura di circa 1.880 fascicoli (con un balzo di oltre il 50% rispetto al 2014). Considerando anche i procedimenti avviati sul sistema di qualificazione delle SOA (2.560), sull’applicazione delle misure di prevenzione della corruzione (929), sulla normativa in materia di trasparenza (341), le istruttorie di vigilanza c.d. “speciale” (oltre 600), il totale dei procedimenti di vigilanza aperti nel 2015 supera le 6.300 unità.

Il Presidente dell’ANAC, anche nella Relazione annuale, torna sull’argomento della carenza di risorse altre volte segnalato e precisa di ritenere “non più procrastinabile intervenire sull’art. 19 del decreto 90 che impedisce oggi all’Autorità di investire le risorse che ha già a disposizione. Rimuovere questo vincolo non significa aprire il rubinetto della spesa, ma vuol dire permettere all’ANAC - senza alcun onere aggiuntivo per le finanze pubbliche - di rafforzare le proprie competenze e professionalità, di offrire a cittadini e operatori del mercato strumenti e servizi indispensabili e, soprattutto, di portare avanti i tanti progetti utili per la prevenzione della corruzione”.

Aggiunge il Presidente che la richiesta di investire in nuove risorse è, anche, collegata all’ampliamento significativo delle competenze dell’ANAC, con nuovi compiti delicati tra i quali l’esercizio di un rilevante potere regolatorio in sostituzione del vecchio Regolamento, per rendere più flessibile l’attuazione delle norme e favorire una regolamentazione che offra meno il fianco ad anomalie e corruzione.

In merito alle modalità di scelta del contraente in termini di numerosità, con la procedura aperta si continuano ad assegnare circa il 25,5% delle procedure (con un massimo del 33,1% per le forniture e un minimo del 20,3% per i lavori), mentre complessivamente nel 38,2% e nel 26,9% dei casi (per un totale di ben il 65,1%) le stazioni appaltanti ricorrono rispettivamente a una procedura negoziata (con o senza bando) o all’affidamento in economia. Per quanto riguarda gli importi, nel 2015 la procedura aperta si conferma la modalità con cui si affida il maggior valore dei contratti pubblici (circa il 52,7%, con un massimo del 55,1% per i servizi e un minimo del 49% per le forniture), seguono le procedure negoziate, con e senza bando (nel complesso pari al 29,9%) e le procedure ristrette (7,3%).

Ovviamente tali percentuali dovrebbero subire sensibili variazioni nel 2016, successivamente all’entrata in vigore del nuovo Codice (D.lgs. n. 50/2016).

In allegato la presentazione del presidente Cantone al Senato e la Relazione integrale.

A cura di Redazione LavoriPubblici.it