BIM: cos'è, chi deve adeguarsi e nuove opportunità per i professionisti

Guida al BIM: cos'è, i vantaggi, come fare per adeguarsi, chi ha l'obbligo, nuove opportunità e nuovi guadagni per i professionisti

di Marco Montalbano - 17/04/2021
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BIM: cos'è, chi deve adeguarsi e nuove opportunità per i professionisti

Il BIM non è una realtà lontana, anzi, già dal 2017 la norma UNI 11337 detta tempi e modalità per la digitalizzazione del settore costruzioni. Le scadenze per l’obbligo BIM, quindi sono più vicine di quel che si pensa. Ma, chi deve adeguarsi? Chi ha obbligo?

Ci sono molti dubbi ancora, fra professionisti, enti appaltanti ed Imprese. Molti addetti, troppi direi, non conoscono ancora cosa sia il “metodo BIM” e tanto meno le norme che lo regolamentano e le relative scadenze. In questo breve articolo cercherò di fare chiarezza rendendo semplici i concetti.

Sai cosa è il BIM?

Il BIM anzitutto è un “metodo”, non un’insieme di software, ed è regolamentato in Italia dalla Norma UNI 11337, articolata in dieci parti rilasciate progressivamente già da dicembre 2017.  La norma UNI non è la sola a regolamentare il BIM: oggi è affiancata anche dalla normativa Europea ISO EN 19650, che recepisce, ed in parte unifica, e varie norme bim dei vari paesi dell’UE.  In sostanza la UNI e la ISO hanno contenuti sostanzialmente simili, ma in caso di determinati appalti la ISO ha prevalenza sulla UNI.

Chi ha obbligo di adeguarsi?

Tornando all’Italia la norma UNI detta i tempi per il progressivo obbligo del bim nel nostro paese. L’obbligo riguarda certamente gli appalti pubblici e tutti gli attori da essi coinvolti: tecnici professionisti, Pubbliche Amministrazioni, Imprese, Manifatturiero.

L’obbligo non può riguardare tecnici che adoperano con clienti privati, ne può imporre aggiornamenti su alcun tipo di software. Tuttavia, il vantaggio è tale da ritrovarsi comunque a fornire un servizio di gran lunga inferiore rispetto ai concorrenti che adoperano già con il BIM, rischiando anche qui di trovarsi comunque fuori mercato in breve tempo.

Il tempo vola e le scadenze sono dietro l’angolo! Chi non si adeguerà alle procedure BIM, rischia seriamente di trovarsi nell’arco di due anni, fuori dal mercato, e le Amministrazioni rischiano di trovarsi impreparate al momento di validare progetti con procedure BIM.

Le Amministrazioni italiane a che punto sono?

Molte Amministrazioni ancora sono troppo indietro e non si sono rese conto che hanno l’obbligo, non solo di adeguarsi ma di creare un piano formativo per il proprio organico, risultando inadempienti già su alcune disposizioni. E non hanno più molto tempo.

In particolare, la norma UNI 11337 con il Decreto attuativo DM 560 dell’1-12-2017, art. 3, 4 e 5, regolamenta gli adempimenti per le stazioni appaltanti sul BIM. Le stazioni appaltanti dovranno in sintesi:

…selezionare i tecnici in grado di potersi formare sulle nuove tecnologie e le nuove modalità di consegna digitale, attraverso l’Ambiente di Condivisione Dati (AcDat), predisponendo un piano formativo adeguato…. predisporre sia le dotazioni hardware necessarie alla lettura di file Bim con grandi mole di dati, ma anche la scelta di software preposti alla corretta Lettura e Vidimazione di file Bim…. (cit. Norma UNI 11337)

Quindi l’urgenza di attivare quanto prima un piano formativo, è significata dalla norma stessa, ma anche se rivolta alle PA, i privati non possono essere da meno..

Ma con la Pandemia ci saranno proroghe sul BIM?

Assolutamente no. L’obbligo BIM, contrariamente a quanto si possa pensare, non subirà slittamenti dovuti alla pandemia. Anzi, la pandemia ha messo fortemente alla luce come sia urgente passare alla nuova tecnologia che si è dimostrata efficiente anche a distanza.

Ciò significa che l’obbligo del BIM è imminente! Ecco le scadenze stabilite dalla norma UNI 11337:

  • 2021: Per lavori complessi oltre i 15 milioni di euro.
  • 2022: Per le opere oltre i 5,2 milioni di euro.
  • 2023: Per le opere oltre 1 milione di euro.
  • 2025: Per tutte le nuove opere. Messa a regime…

BIM

Viste le imminenti scadenze che il decreto sul bim impone, gli esperti Bim consigliano di cominciare tempestivamente l’adeguamento dei tecnici alle nuove metodologie Bim, dal privato al pubblico.

“Si, ma.. Quali sono i vantaggi del BIM? O è solo una perdita di tempo?”.

Chi ancora oggi vede l’adozione del BIM come una mera perdita di tempo ed aggiornamento di software commette un grave errore, in quanto porta notevoli vantaggi, per tutta la filiera costruttiva, dal pubblico al privato. Ecco perché:

Nuove opportunità di lavoro e guadagni

Già con la legge di bilancio 2020 e il decreto-legge n. 162/2019, sono state previste diverse misure volte a promuovere e valorizzare l’informatizzazione della pubblica amministrazione. Ma proprio il 2021 segna una grande accelerazione di questo processo: Con il PNRR che il Governo Draghi presenterà nell’imminente 30 Aprile, si spingerà con grandi investimenti la “digitalizzazione delle PA” in tutti i settori, specie nelle costruzioni.

Questo significa una sola cosa.. i fondi destinati all’edilizia saranno in gran parte nel Bim! E chi sarà pronto avrà grandi opportunità di aumento di fatturato ed apertura di nuovi business, prima impensabili.

È dimostrato che chi ha attuato in pieno il Bim, sia pubblico che privato, ha avuto un ritorno economico di gran lunga superiore all’investimento già il primo anno. Inoltre le nuove figure Tecniche Certificate Esperti Bim secondo la UNI 11337-7 (Bim Specialist, Bim Coordinator, Bim Manager), sono infatti le più ricercate dal mercato, creando nuovi posti di lavoro!

Lettura e controllo del progetto, immediato

Per le PA il vantaggio è esponenziale. I nuovi Strumenti digitali consentono in modo rapidissimo una facile ed immediata lettura e controllo del progetto, permettendo ai responsabili della procedura di verificare digitalmente la correttezza dei dati e dei grafici trasmessi ed indicare i diversi conflitti rilevati, azzerando gli errori.

Riduce i tempi di oltre il 60% e fornisce strumenti adeguati per i contenziosi

La procedura riduce i tempi di oltre il 60% e minimizza gli errori sia per il progettista ma anche per i R.U.P delle Pubbliche Amministrazioni. È oltre modo indispensabile, quindi, che i tecnici delle P.A. si adeguino alle nuove metodologie secondo la norma UNI 11337. L’obiettivo principale è il Sistema Integrato, che è la risposta vera ai problemi del sistema tradizionale ed ai contenziosi.

Se non è ancora chiaro, le consegne negli appalti avverranno entro il 2025 esclusivamente in digitale e non più in cartaceo! Questo come ben capite stravolge e migliora esponenzialmente la consegna ed il controllo dei progetti.

E i privati? Anche privati come TIM, VODAFONE, IKEA, PRADA e tanti altri sono passati al metodo bim obbligando tutti i tecnici e tutte le società esterne ed interne ad adeguarsi in tempi brevissimi, pena l’esclusione dalle loro commesse.

Quanto tempo serve per passare al metodo BIM?

Oggi, visti gli imminenti obblighi delle norme sugli appalti, risulta difficile pensare che una Pubblica Amministrazione ed ancor di più le engineering, non si aggiornino a tali procedure. I tempi variano in base agli “Usi bim” previsti ed alla “maturità bim” (grado di conoscenza iniziale del bim) che si possiede.

Per una P.A., si è accertato che il tempo stimato per la formazione adeguata è di circa 8-12 mesi in base al tempo dedicato (impegno di una o due mezze giornate a settimana con la nostra formazione). Ovvero una P.A. che ad oggi comincia l’iter di cui sopra, rischia già di essere in notevole ritardo rispetto alle scadenze della normativa UNI.

Per i privati in media il piano formativo va da 6 a 8 mesi in base all’impegno.

Che fare allora? Come adeguarsi?

Serve avviare il Piano Formativo Bim (richiesto dalla NORMA UNI) al più presto! Senza improvvisare, ma facendosi seguire da veri esperti del settore, che sappiano pianificare il passaggio in bim senza sprechi di tempo, denaro e risorse umane. Non serve altro.

Passare al Bim non è semplice, chi ha improvvisato si è trovato con enormi difficoltà ed in certi casi costretto a correre ai ripari dando incarichi esterni, trasformando un vantaggio in un costo.. Bisogna fare in modo che questo non succeda.