Caldaie in ambienti domestici: le cause d'incendio e/o di esplosione

Il Nucleo investigativo  Antincendi di Roma del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco ha, recentemente, pubblicato la guida "Le cause d'incendio e/o di esplos...

19/02/2016
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Caldaie in ambienti domestici: le cause d'incendio e/o di esplosione

Il Nucleo investigativo  Antincendi di Roma del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco ha, recentemente, pubblicato la guida "Le cause d'incendio e/o di esplosione nelle caldaie e generatori di calore in ambienti domestici". Nella guida viene precisato che gli incidenti domestici rappresentano un problema di rilevanza sociale per l'impatto psicologico che hanno sulla popolazione che considera la casa il luogo sicuro per eccellenza. In Italia, su circa 60 milioni di abitanti, gli individui coinvolti in incidenti domestici in un anno sono circa 2,8 milioni, con un numero di incidenti pari a circa 3,3 milioni.

Questi incidenti determinano un numero di vittime che varia, secondo le diverse stime disponibili, tra 4.500 e 8.000. Il gruppo sociale più coinvolto è quello delle donne che lavorano tra le mura domestiche. Circa 900.000 incidenti domestici interessano i maschi, con una percentuale pari al 27,5%, ma ben 2.400.000 sono gli incidenti che vedono coinvolte le donne, con una percentuale del 72,5%.

Nella guida viene precisato che, fermo restando le competenze dei Comuni e delle Province in merito ai controlli e alle ispezioni da porre in essere, la guida si applica alle caldaie ad uso civile con potenza fino a 35 kW; può, comunque, risultare un utile riferimento anche nel caso di interventi con presenza di generatori di calore di potenza superiore ed alimentati da combustibili liquidi o solidi come camini e/o stufe.

La disciplina di riferimento per la revisione degli impianti di riscaldamento delle abitazioni è stata innovata dal DPR n. 74 del 2013. Con tale norma cambiano i tempi per l’individuazione delle periodicità della revisione e della prova fumi caldaia. Si affida, infatti, per la prima volta, alla ditta installatrice la possibilità di indicare la periodicità e la tipologia di operazioni di manutenzione e pulizia da compiere, in genere ogni uno o due anni. Nel caso in cui la ditta non fornisca indicazioni, faranno fede le indicazioni riportate dal costruttore della caldaia sul libretto di impianto. Solo nel caso in cui mancassero anche questi dati, ci si riferirà infine alle norme UNI e alle norme CEI della caldaia (esempio per le caldaie domestiche inferiori a 35 kW fa fede la norma UNI 10436/96 mentre per le caldaie condominiali di potenza superiore a 35 kW ci si riferisce alle norme UNI 10435/95).

Nella guida vengono trattati i seguenti argomenti:

  • Differenza fra la manutenzione ed il controllo fumi della caldaia
  • La revisione ed il bollino blu della caldaia
  • La normativa di riferimento per la certificazione caldaia
  • I rischi in caso di mancata revisione e controllo dei fumi della caldaia
  • Modalità e tempi per la revisione e prova fumi caldaia
  • Chi è abilitato ad effettuare il cosiddetto “bollino blu”
  • Il libretto della caldaia

In allegato la copia integrale della guida.

A cura di Redazione LavoriPubblici.it

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