Codice Appalti e Direttive Europee: arriva il primo parere condizionato della V Commissione del Senato

Mentre siamo in attesa che l'VIII Commissione (Lavori Pubblici, Comunicazioni) del Senato completi l’esame degli oltre 340 emendamenti presentati, registriam...

20/05/2015
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Codice Appalti e Direttive Europee: arriva il primo parere condizionato della V Commissione del Senato
Mentre siamo in attesa che l'VIII Commissione (Lavori Pubblici, Comunicazioni) del Senato completi l’esame degli oltre 340 emendamenti presentati, registriamo l'arrivo del primo parere condizionato della V Commissione permanente (Bilancio) del Senato sul testo del disegno di legge delega relativo al recepimento delle direttive europee su appalti e concessioni.

Il 12 maggio scorso, infatti, la V Commissione ha espresso il seguente parere non ostativo:
"La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato il nuovo testo del disegno di legge in titolo, esprime, per quanto di propria competenza, parere non ostativo, nel presupposto che i decreti legislativi attuativi delle nuove funzioni attribuite all'ANAC dall'articolo unico, comma 1, lettere f), h) e n), ove comportino maggiori oneri saranno preceduti dai necessari stanziamenti a mezzo di apposito provvedimento legislativo; nel presupposto che le nuove attività di cui al comma 1, lettere g) e r), non comportino l'insorgenza di nuovi o maggiori oneri finanziari; a condizione, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, di inserire al comma 1, lettere aa) e cc), infine, le seguenti parole: ", comunque nel pieno rispetto del diritto dell'Unione Europea".

Si tratta, dunque, di un parere condizionato del quale dovrà tenere conto l'VIII Commissione che, dopo le audizioni avvenute nei primi mesi del 2015 che ha coinvolto le diverse parti interessate (tra cui ANAC, ANCE, Aniem, Fise-Anip, Consip, Consiglio di Stato, Rete delle Professioni Tecniche).

Sembrerebbe che la Commissione Lavori Pubblici del Senato sia intenzionata ad esprimere il proprio parere prima della pausa elettorale di fine settimana in maniera da portare il provvedimento in aula per i primi del mese di giugno. Si prevedono, comunque, tempi lunghi in quanto è impossibile immaginare che la legge delega possa uscire dai due rami del Parlamento prima ed essere pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale prima della pausa estiva. Tutto ciò, certamente, comporterà ritardi nel processo di allineamento della normativa italiana con quella comunitaria. E' utile, infatti, ricordare che le tre nuove direttive europee relative ad appalti pubblici di lavori, servizi e forniture e settori esclusi in sostituzione delle due direttive 2004/18/CE e 2004/17/CE e la nuovissima direttiva concessioni sono entrate in vigore il 17 aprile 2014 e agli Stati membri è stato concesso tempo fino al 17 aprile 2016 per mettere in vigore le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie a conformarsi alle direttive stesse

Considerando che arrivati al 20 maggio 2015 resta meno di un anno alla scadenza imposta dall'Europa e che non è stato neanche definito il disegno di legge delega che dovrà essere approvato dal Parlamento prima che il Governo si possa attivare per la definizione del D.Lgs., dubito che i lavori potranno essere chiusi in tempo, soprattutto alla luce degli scandali che hanno visto l'Italia prima nella speciale classifica dei Paesi più corrotti dell'Unione Europea (Corruption Perception Index 2014 di Transparency International).

Ritornando al parere della V Commissione, in pratica, la stessa fa riferimento alle nuove funzioni assegnate all'ANAC, col presupposto che ove tali nuove funzioni comportino maggiori oneri, i necessari stanziamenti saranno inseriti in apposito provvedimento legislativo. La Commissione Bilancio ha aggiunto, infine, che in riferimento all'introduzione di criteri e modalità premiali di valutazione delle offerte nei confronti delle imprese che operano nel proprio territorio e della previsione di una disciplina specifica per gli appalti pubblici di servizi, con particolare riguardo a quelli ad alta intensità di manodopera, è necessario precisare che tutto avvenga nel pieno rispetto del diritto dell'Unione Europea.

A cura di Gianluca Oreto