Codice dei contratti: Per l’ANCE giudizio positivo sul correttivo ma restano alcune criticità

Unitamente a quella del Consiglio nazionale degli Ingegneri questa dell’ANCE è la seconda dichiarazione sul correttivo relativo al nuovo Codice dei contratti...

14/02/2017
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Codice dei contratti: Per l’ANCE giudizio positivo sul correttivo ma restano alcune criticità

Unitamente a quella del Consiglio nazionale degli Ingegneri questa dell’ANCE è la seconda dichiarazione sul correttivo relativo al nuovo Codice dei contratti di cui al D.lgs. n. 50/2016 che dà la sensazione di una riforma che continua a lasciare il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto.

Il presidente dell’ANCE, Gabriele Buia ha commentato lo schema di decreto correttivo del Codice appalti diffuzo venerdì scorso precisando “Siamo soddisfatti del grande lavoro svolto dal Governo e, in particolare, dal Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e dai suoi collaboratori, per rendere il Codice dei contratti più efficiente e rispondente agli obiettivi che la legge delega aveva prefissato”.

 “Alcuni interventi di modifica - prosegue Buia - vanno sicuramente nella direzione giusta per ripristinare un corretto rapporto tra amministrazioni e imprese. Restano, tuttavia, alcuni punti critici sui quali ci auguriamo si possa intervenire nel corso dell’iter di approvazione del correttivo”.

In particolare, per l’ANCE è necessario innalzare a 2,5 milioni di euro la soglia per l’utilizzo dell’esclusione automatica delle offerte anomale, con metodo antiturbativa, in modo da garantire maggiore trasparenza nella fase di aggiudicazione dei lavori, soprattutto per opere che non necessitano di particolare complessità progettuale, come quelle di manutenzione.

Né appare condivisibile la possibilità di utilizzare il general contractor per lavori a partire dai 15 milioni di euro, un limite troppo basso per la fascia di mercato di riferimento di questo strumento. Resta inoltre da sciogliere il nodo del sorteggio delle imprese da invitare alle procedure negoziate senza bando, che svilisce la qualificazione e l’esperienza degli operatori e rende impossibile la programmazione dell’attività di impresa.

Infine occorre un ulteriore passo avanti in termini di chiarezza sulla realizzazione delle opere a scomputo, necessarie alla collettività.

 “Si tratta di proposte migliorative, a favore del mercato e della trasparenza, su cui mi auguro si possa trovare condivisione da parte delle istituzioni e degli organi competenti chiamati a breve a dare parere allo schema di decreto” conclude il presidente dell’Ance.

A cura di Redazione LavoriPubblici.it

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