Codice dei contratti e Correttivo: gli Ingegneri (CNI) bocciano il parere del Consiglio di Stato

Dopo le nostre interviste al Consigliere Tesoriere e delegato ai Lavori Pubblici del Consiglio Nazionale degli Ingegneri (CNI) Michele Lapenna (leggi articol...

04/04/2017
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Codice dei contratti e Correttivo: gli Ingegneri (CNI) bocciano il parere del Consiglio di Stato

Dopo le nostre interviste al Consigliere Tesoriere e delegato ai Lavori Pubblici del Consiglio Nazionale degli Ingegneri (CNI) Michele Lapenna (leggi articolo) e al Vicepresidente del Consiglio Nazionale degli Architetti PPC Rino La Mendola (leggi articolo), ecco che puntuale arriva la posizione ufficiale del CNI in merito al recente Parere del Consiglio di Stato n. 782 del 30 marzo 2017 sullo schema di decreto correttivo al nuovo Codice dei contratti di cui al d.lgs. n. 50/2016.

Confermata l'iniziale preoccupazione del Consigliere Lapenna che, in merito alle osservazioni del Consiglio di Stato sull'art. 24, comma 8 aveva subito affermato "Assolutamente non condivisibile quanto riportato nel parere, limitatamente al comma 8 dello stesso articolo 24, circa l'obbligatorietà della base d'asta calcolata con il Decreto Parametri. Il parere ricorre nuovamente nell'errore di considerare la base d'asta come una tariffa inderogabile mentre si tratta della determinazione di un Corrispettivo sottoposto a gara e conseguentemente a ribasso alla stregua del Prezzo di una qualsiasi lavorazione”.

Su questo, il Presidente del CNI Armando Zambrano ha affermato “Da tempo stiamo denunciando il rischio di un pericoloso ritorno al passato. Il parere espresso dal Consiglio di Stato sullo schema di decreto correttivo trasmesso dal Governo rischia di mettere in crisi uno degli elementi fondanti del nuovo Codice e cioè la centralità del Progetto nella realizzazione delle opere pubbliche. A questo punto, ci auguriamo che in fase di approvazione del Correttivo possa prevalere il buon senso e non sia reso vano l’ottimo lavoro sin qui svolto per definire un Codice appalti finalmente in grado di soddisfare le esigenze del Paese”.

Lo stesso Lapenna ha affermato “Non condividiamo quanto riportato dal Consiglio di Stato a proposito delle modifiche apportate dal Correttivo all'articolo 24 del Codice, in particolare per quanto riguarda la riproposizione della priorità della progettazione interna alle stazioni appaltanti. Questa posizione è in contrasto con la legge delega che, superando quanto previsto dalla precedente normativa, tende a ridefinire il ruolo dei tecnici della PA all'interno del processo di realizzazione delle opere pubbliche in termini di controllo dalla fase di programmazione a quella di esecuzione".

Il CNI ha, infine, fortemente criticato il parere del Consiglio di Stato circa l'obbligatorietà della base d'asta calcolata con il Decreto Parametri. Il parere ricorre nuovamente nell'errore di considerare la base d'asta come una tariffa inderogabile, mentre si tratta della determinazione di un corrispettivo sottoposto a gara. La base d'asta, inoltre, è il riferimento essenziale per la determinazione della procedura di gara da porre in essere e dunque rappresenta un elemento oggettivo di garanzia e trasparenza, come ribadito più volte e ripetutamente dall'ANAC.

Appare inaccettabile – afferma Lapenna - considerare vigenti i tariffari delle opere e non avere un riferimento certo per le basi d'asta delle prestazioni intellettuali”.

A cura di Redazione LavoriPubblici.it