Codice dei contratti e decreto correttivo: Il parere di Michele Lapenna (CNI)

Dopo l'attesa pubblicazione in Gazzetta del decreto legislativo 19 aprile 2017, n. 56 (c.d. “Decreto correttivo”) che apporta oltre 400 modifiche al testo or...

10/05/2017
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Codice dei contratti e decreto correttivo: Il parere di Michele Lapenna (CNI)

Dopo l'attesa pubblicazione in Gazzetta del decreto legislativo 19 aprile 2017, n. 56 (c.d. “Decreto correttivo”) che apporta oltre 400 modifiche al testo originario del D.Lgs. n. 50/2016 (c.d "Codice dei contratti"), e nell'attesa della prossima entrata in vigore (20 maggio 2017), abbiamo posto alcune domande al Consigliere Tesoriere del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, Michele Lapenna, che ha seguito da vicino il percorso della riforma del settore Appalti.

D. Le professioni tecniche possono ritenersi soddisfatte dalle modifiche introdotte e quali sono gli obiettivi più rilevanti  raggiunti con  con le modifiche introdotte dal decreto correttivo?

R. Credo che le professioni tecniche ed in particolare gli Ingegneri possano essere soddisfatti in quanto il Nuovo Quadro Normativo con le modifiche e le integrazioni previste dal decreto correttivo accoglie molte delle proposte fatte dal CNI e più in generale dalla Rete delle Professioni Tecniche. Voglio ricordare, a tale proposito, che gli obbiettivi più importanti da raggiungere nella definizione del nuovo quadro normativo, discendente dal recepimento delle direttive 23, 24 e 25 UE, erano secondo il nostro punto di vista:

  • l’apertura del Mercato dei SIA con la riduzione del peso dei requisiti di partecipazione alle gare;
  • l’eliminazione della priorità della progettazione interna alle Stazioni Appaltanti con la possibilità di favorire l’esternalizzazione degli stessi;
  • la riduzione dei ribassi negli affidamenti dei SIA;
  • la riduzione del ricorso agli Appalti integrati  e la Centralità della Progettazione nella realizzazione dell’Opera Pubblica;
  • Il rilancio dei Concorsi di Idee e di Progettazione;
  • L’istituzione di un fondo di rotazione per l’affidamento dei SIA.

Le modifiche e le integrazioni previste dal Correttivo rafforzano il quadro normativo nella direzione da noi auspicata infatti:

  • Con la modifica del comma 8 dell’articolo 24 finalmente si ribadisce, anche nella norma primaria, l’obbligatorietà dell’uso del cosiddetto decreto parametri per la determinazione del base d’asta, fatto che avrà sicuramente una influenza positiva sulla calmierizzazione dei ribassi;
  • Le integrazioni  previste dai commi 8bis e 8ter escludono inoltre, a garanzia dei professionisti tecnici, la possibilità di subordinare il pagamento del corrispettivo al finanziamento dell’opera o di prevedere per lo stesso forme di sponsorizzazione o di rimborso e impongono, infine, di riportare in convenzione le modalità di pagamento degli stessi;   
  • Le modifiche apportate dal Correttivo all’articolo 36 del Codice danno la possibilità alle Stazioni Appaltanti, per gli importi sotto i 40.000 euro, dell’affidamento diretto anche senza l’acquisizione di due preventivi. Si ridurrà quindi notevolmente il ricorso alla procedura al massimo ribasso per questo tipo di affidamenti, con l’effetto di una riduzione dei ribassi e una semplificazione delle procedure amministrative;
  • Resta quanto previsto all’articolo 24 del Codice circa l’eliminazione della priorità dell’affidamento dei servizi tecnici all’interno della stazione appaltante. Le pubbliche amministrazioni potranno decidere indifferente di rivolgersi  all’interno o all’esterno delle stesse per l’affidamento dei SIA e questo ha già determinato e speriamo continui a determinare un incremento notevole rispetto al periodo precedente all’entrata in vigore del DLGS 50/2016 del mercato dei SIA nel nostro paese;
  • Il nuovo quadro normativo congiuntamente all’atto di indirizzo dell’ANAC ha ridotto significativamente, di circa la metà, i requisiti di partecipazione alle gare per servizi generali, servizi di punta e personale prevedendo anche la possibilità di sostituire il fatturato con una polizza assicurativa favorendo quindi una apertura del mercato ai giovani e agli operatori di piccole e medie dimensioni;
  • Le modifiche e le integrazioni apportate al comma 1 dell'articolo 59 anche se attenuano la possibilità di non ricorrere agli appalti integrati, rispetto alla prima stesura del Codice, prevedono comunque l’esclusione della possibilità di affidare i lavori sulla base del progetto preliminare oggi progetto di fattibilità tecnica ed economica;
  • Le modifiche apportate all’articolo 23, circa la possibilità della divisione in due fasi del progetto di fattibilità tecnica ed economica, e la conseguente modifica dell’articolo 152 sui concorsi riduce l’onere di partecipazione agli stessi favorendo la diffusione di questa forma di affidamento che favorisce i giovani professionisti.

D. Quali sono le proposte della RPT che non sono state accolte e, dunque, quali sono a vostro avviso le criticità residue?

Le proposte che non sono state accolte riguardano l’accordo quadro, l’appalto Integrato, la non iscrizione all’albo dei Progettisti interni alla PA, i  concorsi e l’istituzione del fondo di rotazione per la progettazione.

Riteniamo che permangano quindi delle criticità che dovremo affrontare e risolvere nei prossimi anni che attengono:

  • Alla non esclusione dalla possibilità dell’utilizzo dell’Accordo Quadro per i servizi professionali fatto questo che ha nostro giudizio contrasta palesemente con i principi fondamentali di apertura del Mercato;
  • AlL’estensione della possibilità del ricorso all’appalto Integrato e soprattutto al “condono” per l’utilizzo di questa procedura per le opere i cui progetti definivi erano approvati alla data di entrata in vigore del Codice;
  • Alla non iscrizione all’albo dei progettisti interni alla PA;
  • Alla non completa definizione di una procedura che consenta l’affidamento al vincitore del concorso di progettazione delle fasi successive;
  • Alla mancata Previsione di un fondo di rotazione per la progettazione che finalmente  separi il momento della progettazione da quello dell’esecuzione dell’opera consentendo di mettere finalmente al centro del processo di realizzazione dell’opera pubblica il progetto.

Ringraziamo l'ing. Lapenna per il prezioso contributo e lasciamo come sempre a voi ogni commento.

A cura di Redazione LavoriPubblici.it

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