Consiglio Nazionale Architetti PPC: il silenzio è d'oro

Qualche mese fa, dopo aver scritto e pubblicato l'articolo "Agli Architetti italiani 15 Super Presidenti per tutelare la loro professione", ho ricevuto la ne...

26/03/2015
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Consiglio Nazionale Architetti PPC: il silenzio è d'oro
Qualche mese fa, dopo aver scritto e pubblicato l'articolo "Agli Architetti italiani 15 Super Presidenti per tutelare la loro professione", ho ricevuto la neanche tanto velatamente piccata risposta del Presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti PPC Leopoldo Freyrie, il quale ha definito il pezzo simile "all'approccio di alcuni media che, invece di esercitare il loro sacrosanto e doveroso diritto di critica alle istituzioni , usano il dileggio e la più o meno velata insinuazione per creare pregiudizio nei confronti dell'altro".

L'articolo in questione (clicca qui), a parte il lato prettamente umoristico, affermava che il Presidente Freyrie verrà certamente ricordato "per i suoi mille comunicati stampa in linea con la tendenza del Governo italiano che va avanti ad annunci sensazionali senza risultati concretamente utili".

A distanza di alcuni mesi e dopo aver ricevuto parecchi comunicati stampa del CNAPPC, ne ricevo uno nuovo dal titolo sensazionale "Edilizia: Freyrie, Architetti, "urgente approvare il provvedimento sulla qualità dell'architettura" finalmente al via l'iter di approvazione del Ddl Zanda buoni progetti e buona architettura antidoto contro mafie", che viene prontamente riportato da alcuni portali di primaria importanza.

Nell'ultimo comunicato, il Presidente del CNAPPC, dopo un doveroso incipit in cui condanna i "raccapriccianti fatti di cronaca di questi ultimi giorni", entra in un tema a lui tanto caro, quello della legge sulla qualità dell'architettura e dell'ormai noto disegno di legge presentato da Luigi Zanda sulla disciplina della progettazione.

Non che io sia contrario ad un provvedimento normativo che blocchi la tendenza a premiare l'utile e il risparmio piuttosto che la qualità dell'opera, ma desidero far presente al Presidente Freyrie che il ddl Zanda è stato presentato al Senato il 15 marzo 2013. Il 17 luglio 2013 è stato assegnato alla VII Commissione permanente (Istruzione pubblica, beni culturali) del Senato e sono del mese di settembre 2013 i pareri delle commissioni I (Aff. costituzionali), II (Giustizia), V (Bilancio), VIII (Lavori pubblici), XIII (Ambiente) e Questioni regionali.

Il ddl era stato annunciato nella seduta di commissione del 5 novembre 2013 ma da allora nessuna novità e, nonostante nelle convocazioni di questa settimana del VII Commissione permanente del Senato non si faccia alcun accenno al ddl, periodicamente sembra che il CNAPPC voglia riprendere l'argomento solo per fare quello che noi siciliani amiamo chiamare "scruscio" (rumore per attirare l'attenzione).

All'interno del comunicato il Presidente Freyrie afferma con convinzione "Molto positiva la promozione, che il Ddl Zanda prevede, del ricorso ai concorsi di progettazione o di idee per scegliere i progetti delle opere pubbliche, così come lo stop agli appalti integrati, l'obbligo di affidare a un unico soggetto i tre gradi del progetto e la direzione lavori al titolare del progetto esecutivo".

L'art. 8 (Delega al Governo per la modifica della disciplina degli appalti pubblici in materia di attività di progettazione e incentivazione della qualità architettonica) del ddl Zanda parla di delega al Governo ad adottare, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge, un decreto legislativo recante modifiche al codice dei contratti modificandolo secondo principi e direttive che premino la qualità dell'architettura tra i quali la subordinazione del principio di economicità al principio dell'incentivazione della qualità architettonica.

Principi giustissimi ma purtroppo per il CNAPPC e per chi consiglia il Presidente Freyrie nella stesura dei comunicati stampa, l’art. 8 del ddl Zanda è stato, ormai, superato dal disegno di legge delega sul recepimento delle nuove direttive sugli appalti. Ricordo, infatti, che le nuove direttive europee relative ad appalti pubblici di lavori, servizi e forniture e settori esclusi in sostituzione delle due direttive 2004/18/CE e 2004/17/CE e la nuovissima direttiva concessioni sono entrate in vigore il 17 aprile 2014 e gli Stati membri entro il 17 aprile 2016 dovranno mettere in vigore le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alle direttive stesse.
E’ impensabile, quindi, che, a distanza di quasi due anni dalla presentazione, venga oggi discusso un articolo di un ddl che contiene una delega al Governo relativa a modifiche così importanti al Codice dei contratti che sembra abbia, ormai, vita breve.
A dimostrazione che questo Ddl non sia più tra le priorità vi è il fatto che, pur essendo stato presentato nel marzo del 2013, oggi è ancora tra i 91 provvedimenti assegnati ma dei quali non è stato ancora iniziato l'iter (clicca qui).

Continuo, dunque, ad essere particolarmente perplesso in merito all'attività del CNAPPC e all'utilità di un organo di Governo che negli ultimi anni non ha portato risultati concretamente utili alla professione dell'architetto se non costi di cui probabilmente oggi tutti farebbero a meno. Lascio come sempre a voi l'ultima parola.

Pace e bene.

A cura di Gianluca Oreto - -

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