Ddl lavoro autonomo, Confedertecnica delusa ma non rassegnata

"Delusi, ma non rassegnati". Questo è il commento del presidente nazionale di Confedertecnica, Calogero Lo Castro, alla notizia dell'approvazione del disegno...

02/02/2016
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Ddl lavoro autonomo, Confedertecnica delusa ma non rassegnata

"Delusi, ma non rassegnati". Questo è il commento del presidente nazionale di Confedertecnica, Calogero Lo Castro, alla notizia dell'approvazione del disegno di legge recante "Misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato".

Dopo il totale disaccordo di due importanti associazioni di liberi professionisti (leggi articolo) che hanno definito il ddl "vacuo" e "carente" sotto tanti punti di vista, la parziale soddisfazione della Fondazione Inarcassa (leggi articolo) che ha contestato le norme sull'equo compenso e sulla garanzia dei pagamenti, e il commento di qualche buontempone che ha accolto con soddisfazione la deducibilità della polizza contro i clienti morosi, è arrivata la netta presa di posizione di Confedertecnica con un giudizio "del tutto privo di entusiasmo".

"Mancano del tutto - afferma Lo Castro - reali misure a favore di una ripresa della categoria dei liberi professionisti tecnici. La deducibilità delle spese relative alle assicurazioni per il mancato pagamento delle prestazioni, suona come una beffa per chi non vuole abituarsi a considerare una incontrastabile prassi quella del lavoro non pagato. Uno Stato che deroga dal suo dovere primario, cioè la tutela del giusto diritto dei suoi cittadini, e li incentiva piuttosto a rivolgersi ad assicurazioni per il mancato incasso, dimostra di avere con il mondo del lavoro un rapporto sempre più lontano".

Il Presidente Lo Castro ha rilevato l'assenza di comunicazione con il Ministro dello Sviluppo Economico e quello del Lavoro per l'elaborazione di un disegno di legge che li riguarda. "Non per niente - ha concluso Lo Castro - Confedertecnica ha chiesto al Mise prima e poi al Ministero del Lavoro un incontro che non è mai avvenuto, a monte dell'elaborazione di questo Disegno di legge. Ma come dicevo non siamo rassegnati: vogliamo far pesare la nostra voce più che mai e torniamo a chiedere un tavolo di confronto che possa, a partire dai Decreti attuativi di questo maldestro Ddl, correggerne la rotta e segnare un punto di svolta nel necessario dialogo tra politica e mondo reale".

In definitiva, Confedertecnica mentre "altri preferiscono applaudire, noi preferiamo approfondire: i professionisti hanno bisogno di tutele e non di appiattimento".

A cura di Redazione LavoriPubblici.it

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