Fondazione Promozione Acciaio e Federazione FINCO: 'Preoccupazione sulla revisione del Codice dei contratti'

"Forte preoccupazione sulla pressione esercitata circa la revisione di alcuni aspetti salienti del Codice dei contratti pubblici, particolarmente in tema di ...

17/12/2018
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Fondazione Promozione Acciaio e Federazione FINCO: 'Preoccupazione sulla revisione del Codice dei contratti'

"Forte preoccupazione sulla pressione esercitata circa la revisione di alcuni aspetti salienti del Codice dei contratti pubblici, particolarmente in tema di subappalto, per addivenire ad una liberalizzazione che invece il Legislatore ha già, a più riprese, bocciato ritenendo, giustamente, che tale istituto nel nostro Paese debba continuare a essere regolamentato".

Queste le parole affidate ad un comunicato stampa di Fondazione Promozione Acciaio e Federazione FINCO in merito al recente via vai di notizie che hanno riguardato le possibili modifiche del D.Lgs. n. 50/2016 (c.d. Codice dei contratti) e per le quali le due associazioni hanno espresso forti perplessità.

Secondo le due associazioni "Non si sta parlando del subappalto di opere semplici, che ben si prestano ad essere affidate attraverso questa fattispecie, ma di opere specialistiche e super specialistiche che spesso (per non dire quasi sempre) hanno a che fare con la sicurezza e con i beni più preziosi della collettività. Gli esempi sarebbero molti: dalle dotazioni passive di sicurezza stradale agli impianti tecnologici sofisticati, dal restauro dei beni culturali alla carpenteria metallica, dall’archeologia al verde storico, dalle fondazioni alle facciate continue, etc.".

Per questo motivo, Fondazione Promozione Acciaio ha ribadito il "pieno sostegno al Nuovo Codice degli Appalti e si augura che siano mantenuti senza modifiche gli articoli che riguardano il subappalto, la OEPV, l’obbligo del progetto esecutivo per le gare, la qualificazione dell’appaltatore ed il ricorso all’appalto integrato solo nei casi adesso contemplati".

Ciò premesso, sono già state inviate delle proposte tese a migliorare il sistema normativo ed in particolare:

  • sul tema del subappalto, secondo Fondazione Promozione Acciaio il limite del 30% sul complessivo dei lavori deve essere tutelato e deve essere conservato anche il pagamento diretto al subappaltatore. Altra questione da lasciare immutata è il ribasso massimo del 20% che l’appaltatore può applicare al subappaltatore su un determinato lavoro. È necessario qualificare meglio chi lavora nel settore pubblico e il subappalto è l’anello debole della catena anche perché è potenzialmente soggetto alle infiltrazioni malavitose.
  • in riferimento alle attività superspecialistiche, in ragione della loro peculiarità, il Legislatore le ha trattate differentemente rispetto ad altre categorie di lavorazione, ma si rischierebbe di svuotarle di significato se i particolari requisiti che vengono loro chiesti si limitassero alla fase della qualificazione e non venissero richiesti/riconfermati nella fase dell’esecuzione. Poiché il nuovo Codice non riprende letteralmente l’art. 40 del D.Lgs. n. 163/2006, che prevedeva opportunamente ed esplicitamente che “I soggetti esecutori a qualsiasi titolo di lavori pubblici devono essere qualificati ……”, si potrebbe correre il rischio, non remoto, che i requisiti di specializzazione delle c.d. SIOS vengano richiesti per la sola fase di qualificazione e non anche per quella di esecuzione con ciò stesso vanificando la ragion stessa del loro esistere: la presenza di “notevole contenuto tecnologico o di rilevante complessità tecnica”.
  • per quanto attiene l’impostazione del nuovo Codice, è necessario partire da stazioni appaltanti qualificate che sappiano gestire anche la fase esecutiva.
  • l’offerta economicamente più vantaggiosa andrebbe migliorata per far sì che vinca l’offerta tecnica migliore. "I soci di Fondazione Promozione Acciaio, identificano positivamente l’“Offerta economicamente più vantaggiosa” condividendo l’impostazione concettuale giacché è possibile valutare sia la parte economica sia quella tecnica e tecnologica ed organizzativa delle imprese. In particolare viene condiviso quanto riguarda i criteri di valutazione citati nelle linee guida n. 2: “la pubblica amministrazione quando acquista lavori, servizi o forniture……. Non deve badare esclusivamente a un risparmio sui costi ma deve anche considerare la qualità di ciò che viene acquistato”. Infatti, indica quanto sia importante che la stazione appaltante definisca degli obiettivi che intende perseguire e l’importanza da attribuire a ciascuno di essi. Infine, si considera che il massimo ribasso comporta con sè una logica deviante che premia soltanto chi fa il prezzo più basso, abbassando notevolmente la qualità del costruito e l’allungamento i tempi di esecuzione. L’esperienza dimostra che nel passato questo ha comportato, addirittura, un aumento dei costi previsti, perciò sarebbe auspicabile che le stazioni appaltanti si servissero sempre di più di gare con Offerta economicamente più vantaggiosa".
  • Non viene condiviso il previsto innalzamento a 2.5 milioni della soglia applicabile agli affidamenti di lavori attraverso la procedura negoziata da parte delle Stazioni Appaltanti, nell'ambito del decreto semplificazioni.

Nell’intento di evitare ad un ritorno a posizioni già vissute in questi anni dalle Pubbliche Amministrazioni, stravolgendo il codice stesso ed abbassando la qualità finale dell’opera realizzata, Fondazione Promozione Acciaio auspica il mantenimento immutato dell’attuale impianto del Codice degli Appalti.

A cura di Redazione LavoriPubblici.it