Gli interventi di Mario Draghi dal 3 febbraio

Nel corso della replica alla Camera dei Deputati abbiamo avuto modo di conoscere il pensiero di Mario Draghi sui lavori pubblici

di Paolo Oreto - 22/02/2021
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Gli interventi di Mario Draghi dal 3 febbraio

Dal 3 febbraio scorso abbiamo sentito il Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Draghi poche volte e precisamente:

  • il 3 febbraio quando, al Palazzo del Quirinale, ha accettato l’incarico di Presidente del Consiglio dei Ministri con riserva;
  • il 12 febbraio quando, al Palazzo del Quirinale, ha  reso nota la composizione del Governo;
  • il 17 febbraio, nel discorso programmatico per la fiducia al Senato della Repubblica
  • il 17 febbraio, nella Replica al Senato della Repubblica
  • il 18 febbraio, nella Replica alla Camera dei deputati

Il pensiero del Presidente Draghi sul settore degli appalti pubblici

Il Presidente del Consiglio dei Ministri ha parlato di appalti pubblici il 18 febbraio nel corso della replica alla Camera dei deputati quando ha affermato che “Con riguardo al settore degli appalti pubblici, tradizionalmente sensibili al tema della trasparenza delle procedure e della corretta selezione degli operatori, centrale è il ruolo dell’Anac, anche per i suoi compiti di vigilanza collaborativa con le amministrazioni pubbliche. Una delle chiavi per combattere la diffusione della corruzione è rappresentata dai presidi di prevenzione. Ovvero da quegli strumenti anche di natura pattizia con cui si fa schermo ai tentativi di interferenza illecita esercitata a fini corruttivi. Tuttavia molto resta da fare in vista della prevenzione, oggi perseguita attraverso strumenti e meccanismi di carattere ancora troppo formali. Questi meccanismi impegnano pubblici funzionari, cittadini e imprese in numerosi adempimenti che sottraggono tempo e rendono meno efficace l’azione amministrativa, finendo così per alimentare più che prevenire fenomeni di illegalità. Qui la semplificazione avrebbe una funzione anti-corruttiva. Dobbiamo spostare l’asse degli interventi su un piano più sostanziale, puntando sui due cardini di un’efficace politica di prevenzione, trasparenza e semplificazione. La trasparenza della pubblica amministrazione è il presupposto logico. I cittadini devono poter far sentire la loro voce. E’ la base per la responsabilità. Quindi accesso alle informazioni, siano essi dati quantitativi o qualitativi. Questo consente ai cittadini di analizzare l’attività e i processi decisionali pubblici. Il tutto in un virtuoso rapporto di collaborazione tra istituzioni e collettività amministrate, che veda rispettato il principio del coinvolgimento attivo della cittadinanza nelle scelte e riesca ad alimentare e consolidare la fiducia nelle istituzioni, ma anche il necessario controllo sociale.

La semplificazione dei procedimenti amministrativi serve per snellire e accelerare i processi decisionali pubblici. Sono proprio le farraginosità degli iter, la moltiplicazione dei passaggi burocratici, spesso, la causa inaccettabile di ritardi amministrativi, ma anche il terreno fertile in cui si annidano e prosperano i fenomeni illeciti.”.

Soltanto nel corso della replica alla Camera dei Deputati abbiamo avuto, quidi, modo di conoscere il suo pensiero, prima riportato, sui lavori pubblici e dalle sue parole è possibile ricavare il seguente riassunto che crediamo sarà il filo conduttore dei provvedimenti su cui dovrebbe orientarsi il nuovo Governo:

  1. ha riaffermato il ruolo centrale dell’Anac;
  2. ha chiarito, in poche parole, che è meglio prevenire che reprimere e che la corruzione si combatte con la prevenzione che, però, in atto è perseguita attraverso strumenti e meccanismi di carattere ancora troppo formali;
  3. ha precisato che i meccanismi, in atto utilizzati impegnano pubblici funzionari, cittadini e imprese in numerosi adempimenti che sottraggono tempo e rendono meno efficace l’azione amministrativa, finendo, così, per alimentare, più che prevenire, fenomeni di illegalità;
  4. crede che la semplificazione vera abbia un carattere anticorruttivo;
  5. ritiene che sia necessaria un’efficace politica di prevenzione, trasparenza e semplificazione;
  6. ha aggiunto che la semplificazione dei procedimenti amministrativi serve per snellire e accelerare i processi decisionali pubblici;
  7. ha concluso precisando che le farraginosità degli iter, la moltiplicazione dei passaggi burocratici sono, spesso, la causa inaccettabile di ritardi amministrativi ma, anche, il terreno fertile in cui si annidano e prosperano i fenomeni illeciti.

Le nuove idee di Draghi ed il Codice vigente

Non vediamo come tutto quanto affermato possa, conciliarsi con l’attuale Codice dei contratti che, invece, così com’è impostato ed anche con le varie modifiche introdotte, si trova su un piano diametralmente opposto; pensiamo, quindi, che sia necessario ripartire soltanto da quelle norme che hanno una valenza sovranazionale e che devono essere rispettate. Ci riferiamo alle tre direttive europee 2014/23/UE, 2014/24/UE e 2014/25/UE.

Le direttive europee come base per norme semplificative sottosoglia

Sulla base delle direttive europee che devono essere utilizzate per le procedure al di sopra della soglia comunitaria potranno essere costruite semplici norme nazionali che semplifichino e non complichino quanto già scritto nelle direttive stesse.

Linee guida e non Regolamento

Alle direttive europee per i lavori soprasoglia ed a semplici norme nazionali per i lavori sottosoglia potrebbe essere associato un unico fascicolo di Linee guida vincolanti, magari rivisitato una volta all’anno e predisposto dall’Anac che dovrebbe chiarire alcuni aspetti delle direttive stesse e dare utili indicazioni attuative sia per i lavori sovrasoglia che sottosoglia.

Le linee guida avrebbero, poi, il pregio rispetto ad un classico Regolamento emanato con Decreto del Presidente della Repubblica di poter essere aggiornate, ove necessario, in tempi enormemente più rapidi rispetto a quelli di un D.P.R. unico atto idoneo all'emanazione di un regolamento.

A cura di Arch. Paolo Oreto