Il progetto esecutivo strumento di produzione di un’architettura di qualità per il Paese

Molti progetti sono fermi o bloccati a causa di un circolo vizioso di combinazione tra burocrazia, difficoltà finanziarie e processi decisionali politici

di Donato Carlea - 15/03/2021
© Riproduzione riservata
Il progetto esecutivo strumento di produzione di un’architettura di qualità per il Paese

Ci troviamo di fronte ad un Nuovo Governo e dobbiamo immaginare quale possa essere l’iter legislativo che attraverserà per l’ennesima volta il mondo dei LL.PP.. Lo Sblocca Cantieri il D.L. n. 32/2019 convertito in L. n. 55/2019 sostituiva le Linee Guida con un Regolamento che si sarebbe dovuto occupare di vari argomenti che ora si trova in “sala di attesa”.

L’emergenza sanitaria e i DPCM

Nel frattempo è intervenuta l’emergenza sanitaria e sono fioriti i D.P.C.M., poi norme di dettaglio, forse la riscrittura del Codice, norme sospensive e transitorie, sentenze, giurisprudenza, consuetudini ……le disposizioni si susseguono a ritmi vorticosi, gli addetti ai lavori sono in stato di confusione, nessuno sa più quale sia la regola da seguire senza poi essere contraddetti nelle aule giudiziarie.

Sappiamo però che la passione per il nostro lavoro, ci da la forza di protendere verso la ricerca, verso l'attività intellettuale, in maniera inestinguibile e infatti nel vocabolario della lingua italiana il significato della parola “resilienza” dovrebbero specificare: ”......la capacità di un dipendente pubblico, del libero professionista (architetto e ingegnere) e delle imprese di affrontare e superare un evento traumatico o un periodo di difficoltà, naturalmente”.

Da dove possiamo partire o ripartire?

Il confronto, la condivisione e il coordinamento interdisciplinari, sono più che mai necessari per il perseguimento del bene comune, nel segno di una visione strategica unitaria per gli addetti ai lavori, dove l’unione deve essere un obbligo!

Superare le infrazioni di normative ipertrofiche

E' evidente che ci sia il bisogno di un superamento delle infrazioni di normative ipertrofiche, di un vero snellimento delle procedure, di finanziamenti certi e di sgravi burocratici, con controlli ferrei e severi per chi delinque, non è un caso che il Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Draghi, nei sui interventi al Senato il 17/02/2021e alla Camera il giorno successivo abbia insistito sulla semplificazione dei procedimenti amministrativi che servono “…per snellire e accelerare i processi decisionali pubblici. Sono proprio le farraginosità degli iter, la moltiplicazione dei passaggi burocratici, spesso, la causa inaccettabile di ritardi amministrativi, ma anche il terreno fertile in cui si annidano e prosperano i fenomeni illeciti.”

E’ fondamentale avere chiaro in mente che le nostre priorità devono essere il rifacimento o adeguamento degli edifici scolastici  e ospedalieri,  imparare a programmare e pianificare in modo che nell’arco di trent’anni il nostro Territorio possa fronteggiare adeguatamente  i  tanti terremoti che mietono morti e distruggono paesi interi, procedere al riassetto idrogeologico, dotare le città italiane di reti metropolitane e di servizi in superficie non inquinanti, è fondamentale realizzare l’opera pubblica secondo un progetto esecutivo elaborato da progettisti veri ed eseguito da Imprese che oltre a pensare, come è giusto che sia, ai loro profitto e dare lavoro a tanta gente, pensino anche a incrementare il loro prestigio, come era una volta.

Il Ponte sullo Stretto di Messina e…

Constatiamo sempre di più che sia fondamentale e importante realizzare il Ponte sullo Stretto di Messina. Cosa importa se, una volta attraversato, si entri poi nelle gallerie della Messina Palermo e della Messina Catania e si attraversino i vari viadotti delle autostrade siciliane. Cosa importa se, si ripete il terremoto-tsunsami del 1908 e il Ponte resta su, perché lo sappiamo progettare e costruire, un po’ meno sappiamo curare la sua manutenzione, ma Reggio Calabria e Messina vengono rase al suolo.

Il mal funzionamento della macchina della contrattualistica pubblica deve essere contrastato non certo con normative che permettono un procedimento fittizio dove un progetto esecutivo, approvato e validato può essere “migliorato” dalle imprese che dovrebbero eseguirlo e permette ad una commissione di scegliere un’impresa arbitrariamente, prima ancora che discrezionalmente. Dovrebbero essere contrastati con procedimenti che riducano i tempi di attraversamento, dove l’iter di progettazione si gestista con regimi di autorizzatori per accelerare in ambito di conferenze servizi, riducendo i tempi di attesa dei pareri.

Molti progetti sono fermi o bloccati a causa di un circolo vizioso di combinazione tra burocrazia, difficoltà finanziarie e processi decisionali politici, che evidenziano l’esiste di un’area di impunità amministrativa.

Pensiamo sia necessario promuovere un grande sforzo Nazionale caldeggiando investimenti che abbiano un ritorno economico-sociale. Dobbiamo rimuovere tutti quegli ostacoli di carattere strutturale che compromettono lo sviluppo del nostro Paese.

Un contributo alla soluzione può arrivare dai liberi professionisti, architetti e ingegneri tutori della qualità del bene, con la donazione delle proprie risorse alla collettività attraverso il progetto esecutivo di qualità redatto senza incognite, per produrre un’architettura complessa di pregio e funzionale, ma anche e soprattutto con processi ideativi e qualitativi.

Il progetto esecutivo è lo strumento indispensabile per sostenere la qualità delle nostre città, dei nostri borghi, del nostro territorio delle nostre infrastrutture siano essere lineari o puntuali. E’ il congegno che incentiva il settore dei servizi con una sana concorrenza, obbligando le P.A. ad organizzare in maniera razionale la propria attività.

Il progetto di architettura

Il progetto di architettura fatto bene, è portatore di cultura, di valorizzazione e di enfatizzazione della qualità del nostro paese, contribuisce alla risoluzione delle patologie quali l’eccesso di ribasso e approssima, allo zero i rischi quali riserve, varianti, contenziosi e tempi di realizzazione.

Tutto questo implica una riorganizzazione e una riforma della macchina amministrativa, che ci sentiamo di rappresentare, anche per non perdere l'occasione del Recovery Plan. Arriveranno risorse e dovremmo utilizzarle correttamente, nei tempi adeguati e con un approccio sistematico, programmando gli obiettivi in grado di promuovere un’autentica accelerazione dell’economia, affrontando tematiche care al nostro Paese, relative al dissesto idrogeologico, al rischio sismico, alla digitalizzazione dei territori, oltre che alla mobilità-sociale, non dimenticando che vanno affrontate partendo da uffici pubblici formati e strutturati, cercando di inquadrarli e migliorarli ridefinendo i ruoli, valorizzando le competenze specifiche, anche attraverso una campagna di assunzione di merito, che passa attraverso i giovani che possono portare innovazione e cambiamento.

Ci auguriamo vivamente che questo sia un punto di partenza proficuo per gli addetti ai lavori oltre che una speranza per l’Italia.

A cura di

Ing. Donato Carlea
già Presidente Consiglio Superiore Lavori Pubblici
docente universitario

Arch. Viviana Caravaggi Vivian
Resp.U.O. Grandi Opere e riqualificazione urbana di un Ente