Istat: Prezzi al consumo dicembre 2020

L'indice dei prezzi al consumo al lordo dei tabacchi a dicembre 2020 ha registrato aumenti dello 0,2% su base mensile e diminuzioni dello 0,2% su base annua

di Redazione tecnica - 26/01/2021
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Istat: Prezzi al consumo dicembre 2020

L'Istat ha comunicato il dato definitivo sull'incremento dell'indice dei prezzi al consumo nel mese di Dicembre 2020; l'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati, al lordo dei tabacchi, nel mese di dicembre 2020 ha registrato un aumento dello 0,2% su base mensile e diminuisce dello 0,2% su base annua (come nel mese precedente); la stima preliminare era -0,1%.

Trattamento di fine rapporto

Ai fini della determinazione del trattamento di fine rapporto (TFR) maturato nel periodo tra il 15 Dicembre 2020 ed il 14 Gennaio 2021, occorre rivalutare la quota accantonata al 31 Dicembre 2019 del +1,500000.

Con gli indici di gennaio 2018, l’Istat avvia, per la stima dell’inflazione, l’utilizzo dei dati sui prezzi registrati alle casse di ipermercati e supermercati mediante scannerizzazione dei codici a barre (scanner data). Questo utilizzo riguarda i prezzi dei beni alimentari confezionati, per la cura della casa e della persona. Come previsto dal Regolamento (CE) n. 1921 (19/10/2001), nel corso del 2018 sarà diffusa la stima dell’impatto di questa nuova fonte di dati sul tasso di variazione tendenziale dell’indice dei prezzi al consumo armonizzato (IPCA).

Ricordiamo che a partire dai dati di gennaio 2016, la base di riferimento dell'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività (NIC) e dell'indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI) è il 2015 (la precedente era il 2010).

Il coefficiente di raccordo dalla base 2010 alla base 2016 dell'indice generale dei prezzi al consumo per le Famiglie di Operai e Impiegati (senza tabacchi) è pari a 1,071.

Aumento dello 0,2% su base mensile e diminuzione dello 0,2% su base annua      

Nel mese di dicembre 2020, si stima che l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, aumenti dello 0,2% su base mensile e diminuisca dello 0,2% su base annua (come nel mese precedente); la stima preliminare era -0,1%.

In media, nel 2020 i prezzi al consumo registrano una diminuzione pari a -0,2% (da +0,6% del 2019). Al netto degli energetici e degli alimentari freschi (l’“inflazione di fondo”), i prezzi crescono dello 0,5% (come nel 2019) e al netto dei soli energetici dello 0,7% (da +0,6% del 2019). Per i dati annuali cfr. pag. 8.

L’inflazione rimane negativa per l’ottavo mese consecutivo, a causa dei prezzi dei Beni energetici (-7,7%, da -8,6% del mese precedente) il cui calo meno marcato, insieme con quello dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (da -1,6% a -0,7%), è però compensato dal rallentamento dei prezzi degli Alimentari non lavorati (da +3,2% a +1,6%), determinando così la stabilità della flessione dell’indice NIC.

L’“inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, accelera a +0,6% (da +0,4% di novembre) e quella al netto dei soli beni energetici rimane stabile a +0,6%.

L’aumento congiunturale dell’indice generale è dovuto alla crescita dei prezzi dei Beni energetici non regolamentati (+1,9%) e dei Servizi relativi ai trasporti (+1,8%), solo in parte compensata dalla diminuzione dei prezzi dei Beni alimentari non lavorati (-1,0%).

I prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona dimezzano la loro crescita su base annua a +0,6% (da +1,2%), mentre quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto sono stabili a -0,3%.

L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) aumenta dello 0,2% su base mensile e diminuisce dello 0,3% su base annua (come a novembre), confermando la stima preliminare. La variazione media annua del 2020 è pari a -0,1% (era +0,6% nel 2019). Per i dati annuali cfr. pag. 14.

L’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI), al netto dei tabacchi, registra un aumento dello 0,3% su base mensile e una diminuzione dello 0,2% rispetto a dicembre 2019. La variazione media annua del 2020 è pari a -0,3% (era +0,5% nel 2019).

Nell’approfondimento si analizza l’impatto che l’inflazione, misurata dall’IPCA, ha avuto nel 2020 sulle famiglie distinte per livelli di consumo, in particolare su quelle con minore e maggiore capacità di spesa.

Per le modalità con le quali è stata affrontata, per le stime di dicembre e nei mesi precedenti, l’emergenza sanitaria si veda la Nota metodologica alle pagine 31, 32 e 33.

Indice annuale e biennale locazioni

Per quanto concerne le locazioni l'indice annuale, ridotto al 75%, si è attestato al -0,150% e l'indice biennale al +0,150%.

Variazioni congiunturali

L'Istat spiega che, nel mese di dicembre 2020, per quanto concerne l'indice dei prezzi al consumo per l'intera collettività, gli incrementi congiunturali più significativi si sono verificati nelle divisioni di spesa Ricreazione, spettacoli e cultura (+2,0%), Trasporti (+1,6%), Mobili, articoli e servizi per la casa (+0,3%), Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+0,1%), Servizi sanitari e spese per la salute (+0,1%).

Variazioni nulle si sono registrate nei capitoli Abbigliameno e calzature, Istruzione.

Variazioni congiunturali negative si sono verificate nelle divisioni di spesa Prodotti alimentari e bevande analcoliche (-0,6%), Bevande alcoliche e tabacchi (-0,6%), Servizi ricettivi e di ristorazione (-0,5%), Comunicazioni (-0,2%), Altri beni e servizi (-0,1%).

Variazioni tendenziali

L'Istat spiega che, nel mese di dicembre 2020, per quanto concerne l'indice dei prezzi al consumo per l'intera collettività, gli incrementi tendenziali più significativi si sono verificati nelle divisioni di spesa Altri beni e servizi (+1,9%), Bevande alcoliche e tabacchi (+1,6%), Servizi sanitari e spese per la salute (+0,9%), Prodotti alimentari e bevande analcoliche (+0,8%), Servizi ricettivi e di ristorazione (+0,8%), Ricreazione, spettacoli e cultura (+0,7%), Mobili, articoli e servizi per la casa (+0,6%), Abbigliameno e calzature (+0,1%).

Variazioni nulle si sono registrate in nessun capitolo

Variazioni tendenziali negative si sono verificate nelle divisioni di spesa Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (-2,0%), Trasporti (-2,8%), Istruzione (-3,7%), Comunicazioni (-5,1%).

Variazioni tendenziali nelle 20 città capoluogo

Nell'ambito delle 20 città capoluogo di regione, gli aumenti tendenziali più elevati dell'indice NIC si sono verificati nelle città di Bolzano (+0.8%), Napoli (+0,7%), Perugia  (+0,6%), Modena e Potenza (+0,4% per entrambe), Trento (+0,3%), Bari, Palermo, Messina, Reggio Calabria, Catanzaro e Catania (+0,1% per tutte e sei), Trieste, , Ravenna e Livorno (0,00% per tutte e tre) Cagliari, Venezia e Genova (-0,1% per tutte e tre), Torino e Bologna  (-0,2% per tutte e due), Ancona, Reggio Emilia, Padova e Brescia (0,3% per tutte e quattro), Firenze e Parma (+0,4% per entrambe),  Verona, Roma e Milano (-0,5% per tutte e tre),  Aosta (-0,8%).

I prossimi indici saranno pubblicati il 19 febbraio 2021.        

A cura di Redazione LavoriPubblici.it

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