Istat e Indici prezzi al consumo gennaio 2020: variazione positiva dello 0,1% rispetto mese precedente

L'Istat ha comunicato il dato definitivo sull'incremento dell'indice dei prezzi al consumo nel mese di Gennaio 2020

di Redazione tecnica - 25/02/2020

L'Istat ha comunicato il dato definitivo sull'incremento dell'indice dei prezzi al consumo nel mese di Gennaio 2020; l'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati, al lordo dei tabacchi, nel mese di gennaio 2020 ha registrato aumenti dello 0,1% su base mensile e dello 0,5% su base annua (come nel mese di dicembre); la stima preliminare era +0,6%.

Ai fini della determinazione del trattamento di fine rapporto (TFR) maturato nel periodo tra il 15 Dicembre 2019 ed il 14 Gennaio 2020, occorre rivalutare la quota accantonata al 31 Dicembre 2019 del +0,271342.

Con gli indici di gennaio 2018, l’Istat avvia, per la stima dell’inflazione, l’utilizzo dei dati sui prezzi registrati alle casse di ipermercati e supermercati mediante scannerizzazione dei codici a barre (scanner data). Questo utilizzo riguarda i prezzi dei beni alimentari confezionati, per la cura della casa e della persona. Come previsto dal Regolamento (CE) n. 1921 (19/10/2001), nel corso del 2018 sarà diffusa la stima dell’impatto di questa nuova fonte di dati sul tasso di variazione tendenziale dell’indice dei prezzi al consumo armonizzato (IPCA).

Ricordiamo che a partire dai dati di gennaio 2016, la base di riferimento dell'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività (NIC) e dell'indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI) è il 2015 (la precedente era il 2010).

Il coefficiente di raccordo dalla base 2010 alla base 2016 dell'indice generale dei prezzi al consumo per le Famiglie di Operai e Impiegati (senza tabacchi) è pari a 1,071.

Nel mese di gennaio 2020, si stima che l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registri un aumento dello 0,1% su base mensile e un aumento dello 0,5% su base annua (come nel mese di dicembre); la stima preliminare era +0,6%.

La stabilità dell’inflazione è effetto di andamenti opposti: da un lato accelerano i prezzi dei Beni energetici non regolamentati (da +1,6% a +3,2%) e dei Servizi relativi ai trasporti (da +1,1% a +2,6%); dall’altro si amplia la flessione dei Beni energetici regolamentati (da -7,8% a -9,6%) e rallentano la loro crescita i prezzi dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +1,3% a +0,9%).

L’“inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, e quella al netto dei soli beni energetici si portano entrambe a +0,8%, rispettivamente da +0,6% e da +0,7%.

Il lieve aumento congiunturale dell’indice generale è dovuto principalmente alla crescita dei prezzi dei Beni alimentari, sia nella componente lavorata (+1,0%) che non (+0,8%), in parte bilanciata dalla diminuzione dei prezzi dei Beni energetici regolamentati (-0,4%) e dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (-0,5%).

L’inflazione accelera lievemente per i beni (da una variazione tendenziale nulla di dicembre a +0,1%), mentre rimane stabile la crescita dei prezzi dei servizi (+1,0%); il differenziale inflazionistico rimane positivo e pari a +0,9 punti percentuali (era +1,0 a dicembre).

L’inflazione acquisita per il 2020 è pari a zero per l’indice generale e per la componente di fondo.

I prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona aumentano dello 0,6% su base annua (stabili rispetto al mese precedente) e quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto dell’1,3% (da +1,0% di dicembre), registrando in entrambi i casi una crescita maggiore di quella riferita all’intero paniere.

L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) diminuisce dell’1,8% su base mensile, per effetto dei saldi invernali prevalentemente di Abbigliamento e calzature, di cui l’indice NIC non tiene conto. L’IPCA aumenta dello 0,4% su base annua, in lieve rallentamento rispetto al mese precedente. La stima preliminare era +0,5%.

L’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI), al netto dei tabacchi, registra un aumento dello 0,2% su base mensile e dello 0,5% rispetto a gennaio 2019.

Per quanto concerne le locazioni l'indice annuale, ridotto al 75%, si è attestato al +0,375% e l'indice biennale al +0,900%
L'Istat spiega che, nel mese di gennaio 2020, per quanto concerne l'indice dei prezzi al consumo per l'intera collettività, gli incrementi congiunturali più significativi si sono verificati nei capitoli Trasporti (+2,9%), Bevande alcoliche e tabacchi (+2,4%), Altri beni e servizi (+1,6%), Servizi ricettivi e di ristorazione (+1,5%), Istruzione (+1,2%), Servizi sanitari e spese per la salute, Abbigliameno e calzature (+0,7% per entrambi), Prodotti alimentari e bevande analcoliche (+0,6%), Mobili, articoli e servizi per la casa (+0,2%).

Variazioni nulle non si sono registrate in nessun capitolo.

Variazioni congiunturali negative si sono verificate nei capitoli Comunicazioni (-6,2%), Abitazione, acqua, energia (-2,7%), Ricreazione, spettacoli, cultura e (-1,2%).

Gli incrementi tendenziali più elevati si sono registrati nei capitoli Tabacchi (+2,9%), Servizi relativi ai trasporti (+2,6%), Servizi vari (+1,7%).

Quelli più contenuti si sono registrati nei capitoli  Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+0,9%), Beni alimentari (+0,7%), Servizi relativi all'abitazione (+0,5%).

Incrementi tendenziali nulli si sono registrati in nessun capitolo.

Gli incrementi tendenziali negativi si sono registrati nei capitoli Servizi relativi alle Comunicazioni (-5,2%), Beni energetici (-0,1%).

Nell'ambito delle 20 città capoluogo di regione, gli aumenti tendenziali più elevati dell'indice NIC si sono verificati nelle città di Bolzano (+1,3%), Napoli e Bari (+1,1% per entrambe), Trieste, Catanzaro e Catania (+0,8% per tutte e tre), Firenze (+0,7%), Trento, Torino e Messina (+0,6% per tutte e tre), Verona, Palermo, Padova, Modena, Milano, Genova e Cagliari  (+0,5% per tutte e sette), Roma, Ravenna, Perugia e Brescia  (+0,4% per tutte e quattro), Venezia, Reggio Calabria e Bologna (+0,3% per tutte e tre), Potenza, Parma, Livorno e Ancona (+0,2% pr tutte e quattro), , , e (+0,4% per tutte e quattro), Reggio Emilia e (+0,1%), Aosta (-0,1%).

I prossimi indici saranno pubblicati il 16 marzo 2020.        

A cura di Redazione LavoriPubblici.it

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