Jobs Act autonomi: le proposte del CoLAP

Nonostante il c.d. Jobs Act per i lavoratori autonomi sia stato accolto con un certo grado di freddezza, soprattutto dai professionisti su cui dovrebbero ess...

09/02/2016

Nonostante il c.d. Jobs Act per i lavoratori autonomi sia stato accolto con un certo grado di freddezza, soprattutto dai professionisti su cui dovrebbero essere applicate le nuove tutele, c'è chi ha riconosciuto nel testo del disegno di legge un primo tentativo di riforma per il mondo della libera professione.

La dimostrazione di questa svolta epocale, secondo il CoLAP – Coordinamento Libere Associazioni Professionali è rappresentato dalla nomina del Prof. Tommaso Nannicini come Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega sul Jobs Act per gli autonomi. "La delega sul Jobs Act del lavoro autonomo al sottosegretario Nannicini – ha commentato il Presidente CoLAP Emiliana Alessandruccicontinua a dimostrare l’attenzione che questo Governo vuole dare al nostro mondo, siamo in una svolta, oserei dire, epocale per il lavoro autonomo”.

Durante un incontro con il Prof. Nencini e con il Presidente dell’ANPAL Maurizio del Conte, il Presidente CoLAP Alessandrucci ha avuto la possibilità di evidenziare "l’esigenza di implementare provvedimenti capaci di incidere sulla competitività delle professioni. L’obiettivo del Jobs Act del lavoro autonomo deve essere: apertura di nuove partite iva (incidendo sulla occupabilità) e maggiore accesso ai servizi professionali offerti dai lavoratori a partita iva (contributo al PIL). Il testo in tal senso dovrebbe essere migliorato”.

L’incremento e la maggiore diffusione delle tutelecontinua il Presidente CoLAPè sicuramente un atto di giustizia ed equità che andava fatto: bene l’indennità per maternità senza astensione, bene il provvedimento su malattie lunghe, ma ci sono altri punti da rivedere. Occorre non trasferire tutele inapplicabili o strumenti del lavoro dipendente che sarebbero inefficaci in quello del lavoro autonomo! Ottima la deducibilità al 100% dei costi della formazione ma attenzione ai fatturifici (costi alti della formazione fatture gonfiate), importi così alti rischiano di essere utilizzati solo da professionisti consolidati a redditi alti (o effetto evasione o inutilizzabilità!), se ci sono dei fondi da spendere su questa riforma mettiamoli sulla deducibilità della formazione (intesa come strumento di innovazione) ma in misura congrua e rinforziamo le iniziative sulla competitività”.

I nostri interlocutoriha affermato la Presidente Alessandruccici hanno ascoltato, presentato proposte ed evidenziato alcuni vincoli e rischi; abbiamo condiviso con loro l’esigenza di proporre un’iniezione di legge 4/2013 nel testo e di partire dalla valorizzazione delle competenze, come primo elemento di competitività anche attraverso l’integrazione con gli obiettivi e gli strumenti del decreto 13/13. Il CoLAP ha preso l’impegno di presentare un documento sulla competitività: deducibilità per il cittadino dei costi dei servizi professionali, accessi agevolati alla professione con aliquote previdenziali ridotte, aliquote sostenibili nel presente e nel futuro, fisco equo e sostenibile, sinergie tra associazioni e centri per l’impiego, il ruolo delle associazioni nei processi formali di individuazione e validazione delle competenze”.

Questo modo di procedere - termina Emiliana Alessandrucci - ci ha incoraggiato e ci continua a far credere che questo è il momento della grande Riforma. Interlocuzioni aperte e chiare, come questa, fanno bene non solo ai nostri professionisti, ma al Paese e al nostro modo di tornare ad avere fiducia nella politica e nella sua reale capacità di innovare e di cambiare le cose”.

A cura di Redazione LavoriPubblici.it

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