Lavori, Servizi e Forniture: l'ANAC certifica il crollo delle gare

Nonostante le statistiche discordanti di stampa, associazioni ed enti di categoria, un dato su cui certamente non possiamo che essere tutti d'accordo è rappr...

19/01/2017
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Lavori, Servizi e Forniture: l'ANAC certifica il crollo delle gare

Nonostante le statistiche discordanti di stampa, associazioni ed enti di categoria, un dato su cui certamente non possiamo che essere tutti d'accordo è rappresentato dalla pubblicazione quadrimestrale dell'Autorità Nazionale Anticorruzione sulle procedure di affidamento perfezionate di importo superiore o uguale a € 40.000.

Un rapporto quadrimestrale che prende in considerazione tutte le gare per cui è stato rilasciato un CIG presenti nella Banca dati nazionale dei contratti pubblici (BDNCP), relative alle diverse tipologie di contratto (lavori, servizi e forniture), aggregando i dati e comparandoli con quelli dell'anno precedente. L'ultimo rapporto è relativo al periodo maggio-agosto 2016 e confronta i dati con lo stesso periodo del 2015.

Tutti i dati e gli importi a base d’asta (da non confondere con l’importo contrattuale che tiene conto del ribasso di aggiudicazione) fanno riferimento alle procedure di affidamento (bandi e inviti di importo a base di gara pari o superiore a 40.000 euro) c.d. “perfezionate” per le quali cioè è stato pubblicato un bando (nel caso di procedure aperte) o è stata inviata una lettera di invito (nel caso di procedure ristrette o negoziate). Per questa ragione, l’analisi potrebbe non ricomprendere alcuni appalti, anche di grande importo, che non risultano ancora perfezionate nella BDNCP.

Interessante notare come questa pubblicazione, prendendo come riferimento il quadrimestre maggio-giugno 2016, rappresenta una vera e propria cartina di tornasole per la valutazione complessiva delle nuove regole sugli appalti di cui al D.Lgs. n. 50/2016 e analizzare la tendenza degli appalti nei primi 8 mesi del 2016, prendendo come riferimento anche il Rapporto del quadrimestre precedente (clicca qui).

La pubblicazione fornisce le seguenti tabelle (relativamente al periodo maggio-agosto 2016):

  • Tabella 1A - Distribuzione delle procedure di affidamento di importo uguale o superiore a € 40.000 suddivise per tipologia di settore e di contratto
  • Tabella 1B - Distribuzione delle procedure di affidamento di importo uguale o superiore a € 40.000 suddivise per Osservatorio Regionale di competenza dell’Amministrazione
  • Tabella 1C - Distribuzione delle procedure di affidamento di importo uguale o superiore a € 40.000 suddivise per tipologia di stazione appaltante
  • Tabella 2A - Analisi comparata della domanda complessiva generata dagli appalti pubblici, per tipologia di settore
  • Tabella 2B - Analisi comparata della domanda complessiva generata dagli appalti pubblici, per tipologia di contratto, settori ordinari
  • Tabella 2C - Analisi comparata della domanda complessiva generata dagli appalti pubblici, per tipologia di contratto, settori speciali
  • Tabella 3 - Analisi comparata della domanda complessiva generata dagli appalti pubblici, per tipologia di settore e per fasce di importo
  • Tabella 4 - Analisi comparata della domanda complessiva generata dagli appalti pubblici, per tipologia settore e di scelta del contraente

Prendendo come riferimento la Tabella 3 dei due quadrimestri gennaio-aprile e maggio-agosto, è possibile fare un paio di considerazioni:

  • è falsa la tesi di chi sosteneva che le pubbliche amministrazioni hanno fatto una corsa alla pubblicazione dei bandi prima dell'entrata in vigore del Codice Appalti. Il confronto tra i due quadrimestri dei due anni, 2015 e 2016, evidenzia solo una situazione che peggiora anno dopo anno;
  • è certamente vero che la pubblicazione delle nuove regole e l'assenza di un periodo transitorio per l'"accettazione" delle nuove regole ha notevolmente peggiorato una situazione di per sé negativa;

Entrando nel dettaglio e prendendo come riferimento gli appalti nel settore ordinario, i numeri (che vanno solo letti) sono i seguenti.

Per la fascia di importo compresa tra 40.000 e 150.000 euro

Il primo quadrimestre (gennaio-aprile) 2016 ha avuto rispetto allo stesso periodo del 2015:

  • -17,8% in numero
  • -16,3% in valore

Il secondo quadrimestre (maggio-agosto) 2016 ha avuto rispetto allo stesso periodo del 2015:

  • -20% in numero (peggioramento del 2,2% rispetto al precedente confronto)
  • -18,9% in valore (peggioramento del 2,6% rispetto al precedente confronto)

Per la fascia di importo compresa tra 150.000 e 1.000.000 euro

Il primo quadrimestre (gennaio-aprile) 2016 ha avuto rispetto allo stesso periodo del 2015:

  • -12,8% in numero
  • -11,8% in valore

Il secondo quadrimestre (maggio-agosto) 2016 ha avuto rispetto allo stesso periodo del 2015:

  • -22,8% in numero (peggioramento del 10% rispetto al precedente confronto)
  • -24,1% in valore (peggioramento del 12,3% rispetto al precedente confronto)

Per la fascia di importo compresa tra 1.000.000 e 5.000.000 euro

Il primo quadrimestre (gennaio-aprile) 2016 ha avuto rispetto allo stesso periodo del 2015:

  • -8,5% in numero
  • -7,3% in valore

Il secondo quadrimestre (maggio-agosto) 2016 ha avuto rispetto allo stesso periodo del 2015:

  • -26,7% in numero (peggioramento del 18,2% rispetto al precedente confronto)
  • -25,6% in valore (peggioramento del 18,3% rispetto al precedente confronto)

Per la fascia di importo compresa tra 5.000.000 e 25.000.000 euro

Il primo quadrimestre (gennaio-aprile) 2016 ha avuto rispetto allo stesso periodo del 2015:

  • -9,6% in numero
  • -10,3% in valore

Il secondo quadrimestre (maggio-agosto) 2016 ha avuto rispetto allo stesso periodo del 2015:

  • -18,5% in numero (peggioramento del 8,9% rispetto al precedente confronto)
  • -16,4% in valore (peggioramento del 6,1% rispetto al precedente confronto)

Per la fascia di importo maggiore di 25.000.000 euro

Il primo quadrimestre (gennaio-aprile) 2016 ha avuto rispetto allo stesso periodo del 2015:

  • -8,2% in numero
  • +8,8% in valore

Il secondo quadrimestre (maggio-agosto) 2016 ha avuto rispetto allo stesso periodo del 2015:

  • -11,7% in numero (peggioramento del 3,5% rispetto al precedente confronto)
  • +10,6% in valore (miglioramento dell'1,8% rispetto al precedente confronto)

Ricordiamo che in quest'ultima fascia sono compresi i grossi Accordi quadro che dalla pubblicazione delle nuove regole sugli appalti hanno registrato un vero e proprio boom, soprattutto per le grandi stazioni appaltanti che lo preferirebbero:

  • per la difficoltà a progettare i lavori da eseguire secondo la disciplina del nuovo Codice;
  • per la scarsa capacità a coordinare contemporaneamente tante procedure e controllare la regolarità delle operazioni di gara;
  • per la volontà di accentrare potere e decisioni a livello centrale;
  • per la volontà di ridurre il numero dei potenziali concorrenti attraverso un innalzamento dei requisiti di qualificazione.

Ed è il motivo per cui sono gli unici che non risentono della crisi del settore.

Riportiamo di seguito le principali tabelle del Rapporto ANAC e vi invitiamo, come sempre, a fare le vostre deduzioni.

ANAC
Tabella 1A - Distribuzione delle procedure di affidamento di importo uguale o superiore a € 40.000 suddivise per tipologia di settore e di contratto

ANAC
Tabella 2A - Analisi comparata della domanda complessiva generata dagli appalti pubblici, per tipologia di settore

ANAC
Tabella 2B - Analisi comparata della domanda complessiva generata dagli appalti pubblici, per tipologia di contratto, settori ordinari

ANAC
Tabella 2C - Analisi comparata della domanda complessiva generata dagli appalti pubblici, per tipologia di contratto, settori speciali

ANAC
Tabella 3 - Analisi comparata della domanda complessiva generata dagli appalti pubblici, per tipologia di settore e per fasce di importo

ANAC
Tabella 4 - Analisi comparata della domanda complessiva generata dagli appalti pubblici, per tipologia settore e di scelta del contraente

A cura di Redazione LavoriPubblici.it