Lavori in house: Un emendamento con ritorno al passato

Forse aveva ragione il Presidente dell’ANAC (Autorità Nazionale AntiCorruzione) Raffaele Cantone quando ad Ancona a un convegno sulla ricostruzione post sism...

06/11/2017
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Lavori in house: Un emendamento con ritorno al passato

Forse aveva ragione il Presidente dell’ANAC (Autorità Nazionale AntiCorruzione) Raffaele Cantone quando ad Ancona a un convegno sulla ricostruzione post sisma ha affermato "Temo che il Codice degli appalti non vedrà mai la luce".

Il Codice dei contratti forse non vedrà mai la luce sia per gli innumerevoli provvedimenti che ne condizionano la completa entrata in vigore sia per il fatto che è iniziato il ritorno al passato.

E’ stato depositato nei giorni scorsi in Commissione Bilancio del Senato un emendamento alla legge di conversione del Decreto fiscale (decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148) firmato da 9 senatori del Partito democratico (primo firmatario Daniele Borioli) che modifica l’articolo 177 (Affidamento ai concessionari) del Codice dei contratti.

L'emendamento prevede che in deroga a quanto previsto i soggetti titolari delle concessioni autostradali sono obbligati ad affidare una quota pari al sessanta per cento dei contratti di lavori, servizi e forniture di importo pari o superiore a 150mila euro tramite gara mentre la restante percentuale del quaranta per cento potrà essere affidato alle società in house. In pratica resta in vita il vecchio tetto del 60%, lasciando la situazione invariata rispetto a quanto avviene adesso.

L’emendamento contiene, quindi, un grande regalo per i concessionari autostradali che potranno continuare a realizzare con società in house il 40% dei contratti di lavori, servizi e forniture. In pratica mentre in atto con l’art. 177 del Codice degli appalti è stabilito che l’80% degli appalti per i lavori autostradali debbano essere affidati tramite gara pubblica, se l’emendamento presentato dal PD dovesse essere approvato, soltanto il 60% dovrà essere affidato con gara mentre il restante 40% potrebbe essere realizzato direttamente dai concessionari autostradali senza gara e con società in house.

In pratica se dovesse essere approvato l’emendamento, la soglia dell'80% per i lavori delle società autostradali da affidare con gara, prevista dall’articolo 177 del Codice dei contratti che avrebbe dovuta essere attivata per le concessioni in essere entro due anni dalla data di entrata in vigore del Codice dei contratti e, quindi, entro aprile 2018, non sarà mai attivata e resterà tutto invariato con le attuali percentuali del 60% e del 40%.

Sul problema degli affidamenti alle società in house, nel corso dell’approvazione del Codice dei contratti abbiamo ascoltato pareri del ministero delle Infrastrutture, dell'Autorità anticorruzione, delle commissioni parlamentari, tutti d’accordo sulla necessità di abbassare la percentuale dei lavori da affidare a società in house senza gara ma oggi, probabilmente,  hanno fatto breccia le proteste dei sindacati, preoccupati dalla possibilità che l’entrata in vigore dell’articolo 177 del Codice dei contratti potesse causare migliaia di licenziamenti nelle società in house dalle concessionarie autostradali.

Da notare che l’emendamento è firmato, anche, dal senatore Stefano Esposito vicepresidente della Commissione lavori pubblici che ha sottolineato, però, la sua contrarietà all'emendamento promosso dalla maggioranza aggiungendo che l'alternativa poteva essere quella di inserire una deroga per le manutenzioni, portandole fuori dal conteggio del tetto dell'80% ma sarebbe stata una soluzione molto pasticciata.

A cura di Redazione LavoriPubblici.it

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