Legalità e qualità opere pubbliche: Decalogo anticorruzione di Legambiente, Libera, Cgil, Cisl e Uil

Con un comunicato stampa di ieri, Legambiente, Libera, Cgil, Cisl e Uil hanno lanciato il decalogo "Legalità e qualità nelle opere pubbliche" indirizzato al...

01/04/2015
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Legalità e qualità opere pubbliche: Decalogo anticorruzione di Legambiente, Libera, Cgil, Cisl e Uil
Con un comunicato stampa di ieri, Legambiente, Libera, Cgil, Cisl e Uil hanno lanciato il decalogo "Legalità e qualità nelle opere pubbliche" indirizzato al Premier e ministro ad Interim delle Infrastrutture Matteo Renzi.
L'obiettivo del decalogo è quello di sollecitare il Governo affinché siano prese tutte le misure necessarie affinché i cantieri delle opere pubbliche in Italia siano liberati dalla corruzione e dalle mafie, per rendere possibile la realizzazione di infrastrutture davvero utili per tutti, fondate su innovazione, qualità, trasparenza, sviluppo, occupazione, tutela del lavoro, dell'ambiente e del territorio.

Nel prima parte del decalogo viene precisato che, sempre più spesso, lo Stato, nella costruzoone delle opere, si comporta come un privato contraddicendo se stesso: saltando tutte le norme degli appalti pubblici, usa la trattativa privata e istituti misti che finiscono a creare delle enormi bolle di “legalità formale” ma che sono facile preda di corrotti, corruttori, clan criminali.
Viene, per altro, precisato che occorre far funzionare al meglio il quadro normativo della contrattazione nella Pubblica amministrazione, rendendolo snello, efficace, in linea con le direttive europee e minimizzando tutte le forme privatistiche che aumentano il rischio corruttivo. per andare nella direzione di responsabilizzare progettisti e costruttori e viene chiesto di:
  • 1. Rendere più efficace il quadro normativo
  • 2. Assegnare appalti di lavori, servizi e concessioni pubbliche solo tramite gare standardizzate
  • 3. Rafforzare i corpi tecnici dello Stato per eliminare il ricorso a professionisti esterni in progettazione e direzione lavori
  • 4. Affidare lavori solo sulla base di progettazioni esecutive
  • 5. Implementare e migliorare il sistema delle whitelist

Nella seconda parfte del decalogo viene aggiunto che “controllore e controllato” non possono coincidere né avere interessi in comune. Il piano del monitoraggio deve essere certo, efficace, orientato alla trasparenza come prevenzione, ma anche capace di erogare sanzioni per chi sbaglia.
Occorre istituire e rafforzare controlli sostanziali e non formalistici sull’adempimento contrattuale. Al tempo stesso, serve anche ad evitare opere inutili tramite la partecipazione popolare e rischi ambientali tramite valutazione d’impatto e recupero di materiali e vengono dettati i seguenti ulteriori 5 punti del decalogo:
  • 1. Attuare il miglior controllo istituzionale
  • 2. Rendere efficace il controllo tecnico per ogni appalto
  • 3. Garantire completa trasparenza e incoraggiare il controllo civico
  • 4. Proteggere l’ambiente
  • 5. Tutelare i lavoratori

A cura di Gabriele Bivona

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