Norme Tecniche Costruzioni (NTC) 2018: una proposta per il prelievo dei materiali da costruzione e l’esecuzione delle prove in situ

Riceviamo e pubblichiamo integralmente la nota ricevuta dall’Associazione scientifico-culturale MASTER per fissare i “Criteri per il rilascio dell’autorizzaz...

28/05/2018

Riceviamo e pubblichiamo integralmente la nota ricevuta dall’Associazione scientifico-culturale MASTER per fissare i “Criteri per il rilascio dell’autorizzazione ai laboratori addetti al prelievo dei materiali da costruzione ed all’esecuzione delle prove in situ”.

La MASTER, ponendosi come obiettivo primario quello della promozione della cultura della sicurezza e della ricerca nel campo dell’ingegneria civile ed essendo un’associazione pluralistica che annovera tra i suoi soci molteplici degli attori facenti parte della filiera del mondo delle costruzioni  (liberi professionisti, società di ingegneria, tecnici e società operanti nel settore della diagnostica strutturale, sperimentatori dei laboratori prove materiali da costruzione, funzionari tecnici della pubblica amministrazione, enti di certificazione, società produttrici di strumentazioni, ecc…), ha redatto una proposta per fissare i “Criteri per il rilascio dell’autorizzazione ai Laboratori addetti al prelievo dei materiali da costruzione ed all’esecuzione delle prove in situ”. Il documento è stato condiviso con l’Associazione Laboratori di Ingegneria e Geotecnica.

La proposta è scaturita dal fatto che la MASTER, dopo la pubblicazione dell’aggiornamento delle Norme Tecniche per le Costruzioni avvenuta con D.M. 17 gennaio 2018, relativamente a quanto definito dai punti 8.5.3, 11.2.2 e 11.2.6 “….per le prove di cui alla Circolare 8 settembre 2010, n. 7617/STC o eventuali successive modifiche o interazioni, il prelievo dei campioni dalla struttura e l’esecuzione delle prove stesse devono essere effettuate a cura di un laboratorio di cui all’articolo 59 del D.P.R. 380/2001”, pur comprendendo l’intento del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti nell’assicurare l’adeguata rintracciabilità del materiale da costruzione prelevato in opera (campioni cilindrici di calcestruzzo, barre di armatura, ecc…), ha percepito lo stato di preoccupazione ed apprensione proveniente da tecnici e società che si occupano da numerosi anni della diagnostica nel settore civile (monitoraggi strumentali, prove non distruttive, prove semidistruttive e prelievi in situ).

Sintesi dei contenuti della proposta

Il dettagliato documento ha lo scopo di definire una ponderata e razionale proposta per fissare i “Criteri per il rilascio dell’autorizzazione ai Laboratori addetti al prelievo dei materiali da costruzione ed all’esecuzione delle prove in situ”.

Nel documento sono stati prefigurati i seguenti settori oggetto di autorizzazione per l’esecuzione delle prove e della relativa certificazione:

  • Settore A: Prove su strutture in calcestruzzo armato normale e precompresso.
  • Settore B: Prove su strutture metalliche e strutture composte (autorizzazione facoltativa).
  • Settore C: Prove su strutture in muratura (autorizzazione facoltativa).
  • Settore D: Prove di carico statiche e dinamiche su strutture di elevazione (autorizzazione facoltativa).
  • Settore E: Prove di carico statiche e dinamiche su strutture di fondazione profonde (autorizzazione facoltativa).

La richiesta di autorizzazione per un laboratorio potrà riguardare uno o più dei settori sopra indicati.

Ai fini di quanto riportato nella proposta, per “Laboratorio” che effettua le prove in situ e che rilascia le certificazioni s’intende l’insieme costituito dal personale qualificato e certificato, dalle attrezzature/strumentazioni e dal sistema di gestione della qualità certificato. L’autorizzazione nei settori facoltativi B,C,D,E potrà essere rilasciata esclusivamente ai laboratori già autorizzati nel settore A.

I laboratori dovranno essere in grado di effettuare, documentare e certificare almeno le prove elencate previste per ciascun settore per i quali si richiede l’autorizzazione ed avere la proprietà (disponibilità piena ed esclusiva) delle attrezzature e delle strumentazioni minime riportate nella proposta.

Il soggetto gestore del laboratorio potrà essere una ditta individuale, una società, ovvero reti costituite da tali soggetti ai sensi e per gli effetti dell’art. 3, co. 4-ter, D.L. n. 10/2009, n. 5 convertito con L. n. 33/2009 e s.m.i., o un ente pubblico.

Saranno esclusi dall’autorizzazione le ditte individuali e le società i cui soci, i rappresentanti legali od altre figure equivalenti, siano direttamente interessati in attività imprenditoriali di esecuzione di opere di ingegneria civile, nonché in attività di produzione, rappresentanza, commercializzazione, messa in opera di prodotti o materiali destinati alle opere di ingegneria civile, che necessitano di certificazioni ufficiali ai sensi delle disposizioni normative vigenti.

Il laboratorio dovrà operare in regime di garanzia di qualità dotandosi di un Sistema di Gestione della Qualità (SGQ) che sovraintenda all’attività del laboratorio, coerente con la norma UNI EN ISO 9001 in corso di validità. La conformità alla norma UNI EN ISO 9001, in corso di validità, del SGQ dovrà essere certificata da parte di un organismo terzo indipendente ed accreditato, di adeguata competenza ed organizzazione.

Il Direttore del laboratorio dovrà essere in possesso di laurea in materie scientifiche ad indirizzo tecnico (ingegneria, architettura, ecc…) o di diploma di geometra laureato o di altro equipollente titolo di studio.

Al Direttore sarà richiesta la certificazione di esperto di Livello 3 (secondo i livelli di qualificazione definiti al punto 6 della UNI EN ISO 9712 “Prove non distruttive - Qualificazione e certificazione del personale addetto alle prove non distruttive”), almeno nelle specifiche metodologie di prova elencate nel/i settore/i per i quali si richiede l’autorizzazione.

La certificazione dovrà essere rilasciata da un Organismo di Certificazione:

  • accreditato da ACCREDIA secondo la UNI CEI EN ISO/IEC 17024 “Requisiti generali per organismi che eseguono la certificazione di persone”;
  • dotato di schema accreditato da ACCREDIA per la “Qualificazione e Certificazione del personale tecnico addetto alle Prove Non Distruttive nel campo dell’ingegneria civile”.

Nota: si fa presente che la UNI EN ISO 9712 al Punto 1 “Scopo e campi di applicazione” indica che la norma internazionale specifica i requisiti per la qualificazione e la certificazione del personale incaricato di effettuare prove non distruttive (PND) in campo industriale. Il termine "industriale" implica l'esclusione delle applicazioni nel campo della medicina. Il sistema specificato nella norma internazionale si può però applicare anche ad altri metodi PND, o a nuove tecniche nel contesto di un metodo PND affermato, a condizione che esista uno schema completo di certificazione e che il metodo o la tecnica siano trattati da norme internazionali, regionali o norme nazionali, o che l'efficacia dei nuovi metodi o tecniche PND sia stata dimostrata in modo soddisfacente per l'organismo di certificazione.

In ogni caso il Direttore dovrà possedere specifiche competenze nei seguenti settori:

  • delle caratteristiche fisico-meccaniche dei materiali da costruzione;
  • delle procedure sperimentali;
  • della normativa nazionale ed internazionale di riferimento;
  • del funzionamento delle attrezzature e delle strumentazioni.

Il Curriculum vitae, la qualificazione, la certificazione e l’esperienza del Direttore dovranno essere adeguatamente documentate con riferimento a studi ed attività rientranti nel campo specifico delle prove eseguite in situ sulle strutture civili.

Il personale tecnico addetto alle prove (minimo uno sperimentatore) dovrà avere una perfetta conoscenza delle procedure e delle modalità di funzionamento delle attrezzature, strumentazioni, dei sistemi di acquisizione e dei software per il trattamento e l’elaborazione dei dati.

La qualificazione degli sperimentatori dovrà essere documentata da un titolo di studio non inferiore al diploma di secondo grado ad indirizzo tecnico, nonché dall'attività svolta nel campo delle prove eseguite in situ, riferita ad un periodo di almeno due anni.

Allo sperimentatore sarà richiesta la certificazione almeno di Livello 2, nelle specifiche metodologie di prova elencate nel/i settore/i autorizzato/i.

Il personale tecnico del laboratorio dovrà assicurare, ciascuno per quanto attiene alla propria qualifica, ruolo e competenza, ed in osservanza alle procedure definite dal SGQ, il funzionamento del laboratorio secondo le indicazioni impartite dal Direttore.

In particolare, il personale dovrà curare lo svolgimento delle prove, secondo il programma e le modalità stabilite dal Direttore.

Nel documento sono state, altresì, trattate:

  • Le clausole di riservatezza e sicurezza.
  • L’imparzialità, indipendenza e integrità.
  • I requisiti dei locali del laboratorio.
  • La tipologia di prove per ciascun settore oggetto di richiesta di autorizzazione.
  • Le attrezzature e strumentazioni minime per ciascun settore oggetto di richiesta di autorizzazione.
  • I metodi di prova e le procedure.
  • La documentazione relativa all’iter amministrativo ed alla procedura di certificazione.
  • I certificati di prova.
  • La documentazione da allegare all’istanza di autorizzazione.
  • L’istruttoria e controlli.
  • La durata e rinnovo dell’autorizzazione.
  • La diffida al laboratorio e sospensione dell’autorizzazione.
  • La revoca dell’autorizzazione.

Conclusioni

Considerando le nuove disposizioni impartite dall’aggiornamento delle Norme Tecniche per le Costruzioni relativamente alla caratterizzazione dei materiali in opera, sia per la soluzione delle non conformità che per la valutazione della vulnerabilità sismica delle strutture, l’intento della MASTER è quello di contribuire a disciplinare un settore di primaria importanza nel processo di verifica strutturale per la garanzia d’uso e prestazione del patrimonio edilizio, infrastrutturale e monumentale esistente. L’autorizzazione ad operare nel settore delle Prove Non Distruttive, definendo i requisiti minimi di accesso, prescrivendo le procedure di gestione delle attività sperimentali e di certificazione risponde all’esigenza di migliorare l’applicazione delle recenti norme tecniche nel settore dei lavori e delle opere di ingegneria civile e garantire migliori condizioni di qualità, affidabilità ed indipendenza nelle attività di prova e certificazione. Tutto ciò in coerenza con il quadro normativo introdotto dall’entrata in vigore dell’aggiornamento delle Norme Tecniche per le Costruzioni e delle Linee Guida per la messa in opera del calcestruzzo strutturale e per la valutazione delle caratteristiche del calcestruzzo in opera pubblicate nel settembre del 2017 dal Consiglio Superiore del Lavori Pubblici - Servizio Tecnico Centrale.

A cura di Consiglio Direttivo MASTER

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