Nota di aggiornamento al Def: Vertice a Palazzo Chigi

Al termine del vertice di ieri sulla manovra economica il Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte, il Ministro dell'economia e delle finanze Gio...

04/10/2018
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Nota di aggiornamento al Def: Vertice a Palazzo Chigi

Al termine del vertice di ieri sulla manovra economica il Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte, il Ministro dell'economia e delle finanze Giovanni Tria, i Vice Presidenti Matteo Salvini e Luigi Di Maio hanno rilasciato alla stampa le dichiarazioni che riportiamo integralmente precisando che al termine i giornalisti presenti non hanno avuto la possibilità di hanno fare domande.

Al vertice hanno partecipato, inoltre, il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, Enzo Moavero Milanesi, il Sottosegretario all Presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti, e i Vice Ministri all'economia e finanze, Laura Castelli e Massimo Garavaglia.

Riordiamo che il Consiglio dei Ministri n. 21 del 27 settembre 2018, su proposta del Presidente Giuseppe Conte e del Ministro dell’economia e delle finanze Giovanni Tria, aveva approvato la Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza (NaDef) 2018 e che nello stesso era prevista un rapporto Deficit/Pil al 2,4 per il triennio 2019, 2020, 2021.

Dopo il vertice di ieri che aveva fatto seguito ad una serie di botta e risposta tra la Commissione Europea che, dopo le anticipazioni successive al Consiglio dei Ministri relative al rapporto Deficit/Pil al 2,4, aveva richiamato l’Italia al rispetto delle regole europee. All'inizio delle dichiarazioni alla stampa, il Premier Conte aveva, invece, affermato che nel vertice non è stato deliberato alcunché di nuovo ma sono stati messi a punto alcuni dettagli tra i quali quelli di un rapporto Deficit/Pil variabile dal 2,4 nel 2019, al 2,1 nel 2020 ed all’1,8 nel 2021.

La scelta di un vertice di Governo e delle successive dichiarazioni alla stampa nasce, presumibilmente, per abbassare i toni di interlocuzione con la Commissione europea che avevano avuto il culmine con l’attacco del commissario europeo per gli Affari economici e monetari Pierre Moscovici all'Italia ed al Governo, definito decisamente euroscettico e xenofobo che aveva, tra l’altro, affermato "Gli italiani hanno fatto la scelta di un governo decisamente euroscettico e xenofobo che, sulle questioni migratoria e budgetaria, tenta di sbarazzarsi dei suoi obblighi europei" e che, la settimana scorsa, aveva, anche, dichiarato come il Def italiano sembrava "spingersi oltre i limiti delle nostre regole comuni". La dichiarazione aveva provocato l'ira del vicepremier Matteo Salvini, che aveva così replicato "Moscovici parla a vanvera, in Italia non c`è nessun razzismo o xenofobia, ma finalmente un governo scelto dai cittadini che ha bloccato gli scafisti e chiuso i porti ai clandestini. Siamo stufi degli insulti che arrivano da Parigi e da Bruxelles".

Qui di seguito il video delle dichiarazioni alla stampa, successivamente, trascritte integralmente.

Giuseppe Conte

Buonasera a tutti. Aspettiamo che il Ministro completi la sua telefonata. Siamo qui ad informarvi del fatto che invieremo a Bruxelles ed al Parlamento la nota aggiuntiva; non abbiamo deliberato alcunché di nuovo perché come sapete la deliberazione è avvenuta al Consiglio dei Ministri ma ci siamo ritrovati dopo la deliberazione per mettere a punto tutti i dettagli della nota aggiuntiva. Qualche anticipazione c’è stata ma a scanso d’equivoci Vi anticipiamo e Vi confermiamo ufficialmente che il rapporto Deficit/Pil per l’anno prossimo sarà attestato, nella nostra manovra, al 2,4 ma, poi, calerà negli anni successivi  al 2,1 al 2020 e nel 2021 andrà all’1,8, e nello stesso tempo anche il rapporto Debito/Pil prospetterà numeri più virtuosi. Adesso siamo intorno al 130,9 ma scenderemo progressivamente sotto il 130 nel 2019 sino ad arrivare al 126 e mezzo nel 2021. Questo per dire che stiamo rispettando l’impegno che abbiamo preannunciato. Anche insieme ai Vicepresidenti ed  al Ministro Tria avevamo annunciato che sarebbe stata una manovra seria, responsabile ed anche coraggiosa; mostriamo coraggio soprattutto per il 2019 perché riteniamo che il nostro Paese abbia bisogno di una manovra che solleciti una forte crescita che poggia il fondamento su un piano di investimenti pubblici molto significativo. Stiamo lavorando, anche, al riammodernamento delle infrastrutture; il dialogo con i concessionari sarà serrato per invogliarli e costringerli, se ci permettete l’espressione, ad un piano di manutenzione ordinaria e straordinaria molto più serio di quanto è stato fatto negli anni passati. Investiremo su riforme che abbiamo definito strutturale: il nostro Paese, l’abbiamo ripetuto più volte e non ci stanchiamo di ripeterlo, ha bisogno di riforme di infrastrutture non solo materiali ma, anche, immateriali: quindi, questo significa lavorare alla digitalizzazione dei servizi alla pubblica amministrazione, alla deburocratizzazione delle pratiche, revisione del Codice degli appalti, revisione del processo civile del codice civile; tutto ciò che consentirà alla nostra economia, agli operatori economici e, ovviamente, anche ai cittadini di poter avere un rapporto molto più amichevole con la pubblica amministrazione e consentirà agli operatori economici di poter realizzare le loro iniziative e, quindi, anche gli investimenti in modo più spedito per non dare segnali sbagliati sapete che un passaggio imprescindibile di tutte queste riforme è stata l’approvazione dell’anticorruzione; lo spazzacorrotti ci consentirà di dare un forte messaggio: “Non vogliamo che questa deburocratizzazione possa avvantaggiare disonesti e corrotti. Lascio la parola, se mi permettete alla frazione competenza, al Ministro Tria e, poi, però chiederei anche a Voi un intervento.

Giovanni Tria

Grazie e buongiorno. Commenterò soltanto queste poche cifre. Avevamo promesso, come ha detto il Presidente di aumentare il tasso di crescita perché volevamo eliminare quello che voi sapete è il gap di crescita con l’Europa che è sempre stato dell’1 per cento all’anno da oltre dieci anni qualunque situazione in cui noi ci trovavamo: avevamo detto che avremmo ridotto il rapporto Debito/Pil. Con questa manovra noi arriveremo a dimezzare il gap tra il tasso di crescita italiano e il tasso di crescita europeo nel primo anno della manovra, nel 2019. Per quanto riguarda il debito, il rapporto Debito/Pil, è stato già detto, la misura della diminuzione nel triennio sarà di oltre quattro punti percentuali mentre negli ultimi tre anni, la diminuzione cumulata del rapporto Debito/Pil è stata di 0,6 punti percentuali. Questo è, in sintesi. Quello che abbiamo fatto. Voglio soltanto far notare come, nel profilo di deficit previsto 2,4, 2,1, 1,8, nel primo anno, nel deficit, ci sono 0,2 punti percentuali di investimenti addizionali, nel secondo anno (sul 2,1) 0,3 punti percentuali sono di investimenti addizionali, nel terzo anno (sull’1,8) pesano per lo 0,4 investimenti addizionali. Questo descrive la qualità della manovra e noi puntiamo ad avere lo strumento degli investimenti pubblici come strumento principale per lavorare sulla crescita. È, sempre, stato detto che la crescita non si ha per decreto ma lo strumento che noi abbiamo è quello. Il Presidente ha descritto come sarà possibile rendere l’allocazione in bilancio di queste cifre in investimenti effettivi; voglio solo ricordare che la spinta di questi investimenti non sarà solo sulla domanda interna ma l’effetto sarà, soprattutto, quello di trainare gli investimenti privati aumentando il rendimento degli investimenti privati, cioè del capitale privato perché noto che in Italia ma in tutta Europa e, forse, negli Stati Uniti, vi è una carenza di investimenti infrastrutturali come denunciato da tutte le istituzioni internazionali a partire dal Fondo monetario internazionale. Ecco io mi fermo qui. Grazie

Giuseppe Conte

Così come tutti questi risultati li conseguiremo non rinunciando a quello che abbiamo scritto nel contratto di Governo perché riteniamo che quelle clausole che abbiamo inserito non fossero soltanto promesse elettorali, mi sembra giusto adesso che i Vicepresidenti. Inizierei da Matteo Salvini, ci illustrassero quali sono le riforme che, scritte nel contratto di programma,  sono state, poi, inserite anche in questa manovra.

Matteo Salvini

Buonasera a tutti ma ci tengo a sottolinearne tre impegni presi con il Popolo Italiano che cominciamo a mettere in pratica. Uno il superamento della legge Fornero che vedrà la possibilità, ripeto la possibilità evidentemente non l’obbligo), di andare in pensione con alcuni anni di anticipo rispetto alla vigliacca riforma Fornero per alcune centinaia di persone già dall’anno prossimo senza alcun tipo di penalizzazione come previsto in passato. Secondo la Flat tax, un’aliquota fiscale e fissa al 15 per cento per le partite IVA ed i piccoli dimenticati dalla sinistra, accompagnata da un pesante sconto fiscale per gli imprenditori che reinvestiranno gli utili in assunzioni, ricerca, innovazione e macchinari, quindi, una pesante, abbondante manovra a sostegno delle imprese, degli autonomi, delle partite IVA e poi per quello di competenza del mio Ministero un piano di assunzioni straordinarie senza precedenza negli ultimi anni per circa 10.000 donne ed uomini delle forze dell’ordine per portare più sicurezza nelle strade del paese. Quindi, diciamo che sono tre grandi obiettivi fra gli altri che ci tengo a sottolineare essere presenti in questa bella e coraggiosa manovra.

Luigi Di Maio

Io qualcosa per quanto riguarda la parte del contratto di Governo che abbiamo molto a cuore la pensione di cittadinanza, il reddito di cittadinanza, la riforma dei centri per l’impiego, il fondo per i truffati delle banche sono le quattro misure che verranno finanziate sia per il 2019, 2020, 2021, come tutte le altre misure che ha detto il Vicepresidente Salvini e, quindi, noi abbassiamo gli obiettivi di deficit nel 2020 e nel 2021, tenendo il 2,4 quest’anno ma senza, come diceva il Presidente Conte, sacrificare le misure fondamentali che restano finanziate e che sono il cuore di una legge di bilancio che per la prima volta invece di far pagare al popolo ripaga il popolo italiano di tante ruberie e di tanti sprechi. È chiaro ed evidente che il 2019 sarà l’anno in cui tante persone potranno andare in pensione per la legge Fornero e tante altre ne troveranno lavoro grazie al programmo di reinserimento del reddito di cittadinanza ed il programma di assunzioni che nascerà anche grazie al piano di investimenti di cui parlavano il ministro Tria ed il Presidente Conte che è un piano di investimenti importantissimo e che aiuterà soprattutto le imprese. Rifinanziamo l’iper ammortamento, il super ammortamento impresa 4.0 che sono misure che aiuteranno ulteriormente le imprese ma la cosa importante, lo dico da Ministro allo sviluppo economico, è che ci sarà un abbassamento dell’Ires per le aziende che investono e che assumono e più è stabile il contratto, più si abbasserà l’Ires. Quindi, manteniamo, anche, la promessa che avevamo fatto sul decreto dignità di aiutare le imprese ad assumere e a stabilizzare i giovani ed i meno giovani. Ci sono tante altre misure: saranno importanti, anche, i tagli agli sprechi che porteremo avanti nei prossimi mesi e, soprattutto, nel 2019 per tagliare tutto ciò che non serve nel bilancio dello Stato ed a questo si aggiungono, sicuramente, una serie di cose che scoprirete che rappresentano tagli significativi e che rappresentano le battaglie del Movimento 5 stelle del contratto di Governo.

Giuseppe Conte

Se mi posso permettere un commento finale così riassuntivo. I Paese riparte, rilanciamo la crescita economica, assicuriamo lo sviluppo sociale, prospettiamo una pubblica amministrazione amica in particolar modo un fisco amico, adottiamo misure nel segno dell’equità e dello sviluppo sociale, non, assolutamente, andiamo a tagliare anzi invertiamo il trend di questi ultimi anni per quanto riguarda la sanità, prestiamo attenzione all’istruzione e alla ricerca, all’innovazione tecnologica , creiamo tutte le premesse per poter essere orgogliosi di essere italiani ed in ultimo abbiamo, con queste riforme, previsto che, anche, il tasso di disoccupazione che, adesso, si attesta intorno al 10 per cento, tenderà ancora a scendere nelle nostre previsioni attestandosi ragionevolmente intorno all’8 se non al 7 per cento. Vi ringraziamo.

A cura di Redazione LavoriPubblici.it