Nuovo Codice Appalti: senza correttivo blocco gare fino a dicembre 2016

"Il Codice appalti è un’occasione irripetibile, non va perduta. Ma se non interverrà un decreto correttivo ‘a breve’, c’è il rischio che il blocco determinat...

30/05/2016
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Nuovo Codice Appalti: senza correttivo blocco gare fino a dicembre 2016

"Il Codice appalti è un’occasione irripetibile, non va perduta. Ma se non interverrà un decreto correttivo ‘a breve’, c’è il rischio che il blocco determinato non solo in Sicilia, ma in tutta Italia dall’entrata in vigore della nuova norma possa durare sino alla fine dell’anno”.

Lo ha affermato Edoardo Bianchi, Vice Presidente ANCE Nazionale con delega alle infrastrutture, nel corso del convegno che si è tenuto il 27 maggio 2016 presso la sede dell’Ance Palermo.

Il Convegno organizzato da Ance Sicilia, Ance Palermo e GRAFILL Editoria tecnica, è stato un grande momento di confronto a cui hanno partecipato oltre 200 professionisti e imprese interessati a conoscere i cambiamenti nella Regione Sicilia.

Convegno Codice Appalti

All’incontro, coordinato dall’arch. Paolo Oreto, hanno relazionato Edoardo Bianchi e Francesca Ottavi di ANCE, Gaetano Armao (Docente diritto amministrativo Università di Palermo) che ha parlato dell’impatto della normativa nazionale su quella regionale, Vincenzo Palizzolo (Dirigente Generale Dipartimento Regionale Tecnico) che è entrato nel dettaglio della normativa Regionale illustrando come la Regione Sicilia si sta muovendo per rendere operativo il nuovo D.Lgs. n. 50/2016, Elio Caprì (Presidente Associazione Regionale Liberi Professionisti Architetti e Ingegneri) che ha parlato dei principali cambiamenti per i professionisti che operano nel settore dei lavori pubblici. Il convegno si è concluso con gli interventi dell’On. Claudia Mannino (Membro dell’VIII Commissione Lavori Pubblici Camera Deputati) che ha illustrato le criticità avvenute nel processo di approvazione del D.Lgs. n. 50/2016 e invitato le associazioni presenti a porre maggiore attenzione alle logiche europee da cui discendono molte delle normative italiane (come il nuovo Codice che recepisce le direttive 2014/23/UE, 2014/24/UE e 2014/25/UE) e dell’Arch. Giovanni Lazzari (Presidente Consulta Regionale Architetti) che ha raccontato con la Rete delle Professioni Tecniche ha provato a far sentire il suo peso trovando però un muro da parte del Governo.

Nella sua relazione, il vice presidente ANCE con delega alle infrastrutture Edoardo Bianchi ha rilevato che “Negli ultimi dieci anni gli investimenti in infrastrutture sono stati ridotti del 55% e il grosso dei lavori è stato concentrato sui concessionari autostradali (che li hanno realizzati prevalentemente ‘in house’, quindi senza metterli in gara) e sulla Legge Obiettivo. Ci chiediamo quale sia, quindi, la politica industriale per il rilancio del nostro settore e come mai non ci si accorga che, basando la qualificazione delle aziende sul fatturato dei soli ultimi cinque anni, ciò comporterà l’esclusione dal mercato di tutte quelle imprese che non si sono piegate a determinate logiche”.

Bianchi ha anche rilevato un atteggiamento ondivago del Governo che, durante l’approvazione del D.Lgs. n. 50/2016, ha cambiato le carte in tavole diverse volte, come nel caso dei subappalti. In riferimento ai criteri di aggiudicazione Bianchi ha ribadito che “L’Ance è contraria al massimo ribasso, consentito negli appalti di importo inferiore al milione di euro. Il massimo ribasso favorisce solo i riciclatori. E siamo contrari a che l'utilizzazione o meno del subappalto sia deciso in sede di gara, volta per volta, dalla stazione appaltante. Servono regole certe preventive perché anche attraverso il subappalto si decidono le politiche industriali di un Paese e gli operatori devono sapere per tempo come debbono organizzarsi per eseguire i lavori pubblici”.

Così comeha continuato Bianchi - non ha senso prevedere l’offerta economicamente più vantaggiosa per interventi, ad esempio, di manutenzione di importo di 1,1 milioni: ci saranno magari 200 o 300 imprese costrette a fare un progetto esecutivo e non si capisce dove possano fare migliorie all’opera. L’Ance, invece, propone di applicare per importi fino a 2,5 milioni con possibilità di estensione fino a 5 milioni in assenza di interesse transfrontaliero dell’opera, il sistema di esclusione automatica delle offerte con metodo non predeterminabile, già sperimentato con successo in Sicilia; e che i commissari che devono valutare le offerte economicamente più vantaggiose siano nominati direttamente dall’Anac”.

Interessante l’intervento del dirigente del Dipartimento regionale Tecnico, Vincenzo Palizzolo, che pur rilevando le particolari complessità del nuovo codice alimentate dall’assenza di un periodo transitorio ha anche affermato che “gli Urega stanno lavorando a regime e sono pronti ad affrontare la nuova sfida. In Sicilia ci sarà la piena applicazione del Codice appalti senza particolari sforzi, perché i principi di legalità che lo ispirano erano già previsti da una nostra legge del 2012, per cui siamo già preparati e attrezzati, tant’è che abbiamo pubblicato ieri sulla Gurs le norme che ne stabiliscono l’applicazione, abbiamo varato le norme che abrogano gli istituti non più compatibili, abbiamo diramato una circolare esplicativa e abbiamo distribuito agli uffici gli schemi di bandi tipo”.

A cura di Redazione LavoriPubblici.it

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