Nuovo Codice dei contratti: Criticità e proposte di RFI e Invitalia

Dopo le precedenti audizioni iniziate, ormai, nel lontano mese di settembre dello scorso anno di Ance e Consip (7 settembre 2016), Union Soa, Generl Soa, CNA...

26/01/2017
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Nuovo Codice dei contratti: Criticità e proposte di RFI e Invitalia

Dopo le precedenti audizioni iniziate, ormai, nel lontano mese di settembre dello scorso anno di Ance e Consip (7 settembre 2016), Union Soa, Generl Soa, CNA, Confartigianato, Alleanza delle cooperative italiane, Rete professioni tecniche e Oice (19 settembre 2016), Finco, Anas, UPI, e Conferenza dei Presidenti Regioni e Province autonome (4 ottobre 2016), ANCI (20 settembre 2016), CGIL, CISL e UIL (10 gennaio 2017), si sono svolte il 24 gennaio 2016 in Commissioni riunite VIII Camera e VIII Senato le Audizioni Rete Ferroviaria Italiana e di Invitalia interessati sullo stato di attuazione e sulle ipotesi di modifica della nuova disciplina sui contratti pubblici di cui al D.Lgs. n. 50/2016. Le Commissioni riunite hanno ascoltato Maurizio Gentile, Amministratore delegato e Direttore Generale di Rete Ferroviaria Italiana e Domenico Arcuri Amministratore delegato di Invitalia - Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa SpA che hanno depositato documenti con cui hanno messo nero su bianco non soltanto le criticità riscontrate ad oltre nove mesi dall'entrata in vigore delle nuove regole sugli appalti pubblici ma, anche, le loro proposte.

Rete Ferroviaria Italiana (RFI)

L'Audizione di RFI ha evidenziato alcune criticità che hanno determinato un allungamento e irrigidimento della gestione della fase di gara. In particolare:

  • Livelli progettuali minimi posti a base di gara
  • Sistematico ricorso all'Offerta Economicamente più Vantaggiosa (OEPV)
  • Maggiori adempimenti amministrativi e di pubblicità
  • Verifica sistematica dell'anomalia delle offerte
  • Gestione complessa del subappalto
  • Avvalimento

La necessità di porre a base di gara il progetto definitivo e il generalizzato ricorso all'OEPV hanno portato un generale rallentamento delle gare. Stesso discorso per i maggiori adempimenti amministrativi e di pubblicità che, senza un'adeguata piattaforma unica e la definizione puntuale degli atti da pubblicare, ha causato un inutile appesantimento per le P.A.

RFI propone, inoltre, di:

  • rimandare la verifica del possesso dei requisiti dei subappaltatori alla successiva fase di autorizzazione del subappalto;
  • revisionare i criteri per la verifica dell'anomalie delle offerta;
  • ridurre i tempi per la produzione dei giustificativi richiesti in fase di gara;
  • anticipare in fase di gara (in busta separata dall'offerta) gli anticipativi dell'offerta;
  • rimandare la verifica dei requisiti dei subappaltatori alla fase esecutiva;
  • prevedere la possibilità che lo stesso subappaltatore possa essere indicato da più concorrenti;
  • estendere quanto previsto per l'avvalimento delle professinalità (esecuzione diretta da parte ausiliaria) anche ad altri requisiti prestabili: prestazioni analoghe e SOA;
  • disciplinare puntualmente l'ipotesi di avvalimento operativo in cui l'ausiliaria esegue direttamente la prestazione (no avvalimento per aggirare i limiti del subappalto).

RFI ha, infine, sottolineato l'incertezza normativa causata dalla mancata emanazione dei provvedimenti attuativi che devono ancora sostituire il vecchio regolamento di cui al D.P.R. n. 207/2010.

Invitalia

Dopo alcune considerazioni generali sull'entrata in vigore del D.Lgs. n. 50/2016 e il ruolo assunto con le nuove regole, Invitalia è entrato nel merito delle nuove regole parlando di un tessuto normativo "ben congegnato" volto a migliorare le performance delle stazioni appaltanti e a garantire alle imprese concorrenti alle gare di appalto una maggiore speditezza e trasparenza delle procedure. Dopo aver sottolineato uno degli aspetti che hanno trovato maggior consenso è rappresentato dal metodo antiturbativa (art. 97, comma 2) quando il criterio di aggiudicazione è quello del massimo ribasso, sono state evidenziate le maggiori criticità per le quali è auspicata una soluzione nel breve termine.

In particolare, le principali criticità riguardano i seguenti temi:

  • Subappalto
  • Sistema di qualificazione delle stazioni appaltanti
  • Commissioni di gara
  • Bandi-tipo

In riferimento al Subappalto, Invitalia ha evidenziato delle criticità simili a quelle che ANCE aveva sollevato subito dopo l'approvazione del Codice. Le nuove regole prevedono, infatti, una drastica modifica in tema di subappalti e che Invitalia ha riassunto nei seguenti punti:

  • Facoltà da parte della Stazione Appaltante di vietare già nella predisposizione degli atti di gara il ricorso al subappalto;
  • Quota massima subappaltabile pari al 30% dell’importo del contratto di appalto (limite valido per tutte le tipologie di appalto di lavori, servizi e forniture);
  • Obbligo di indicazione della terna di subappaltatori nell’ipotesi di cui all’art. 105, comma 6, del Codice (ossia qualora l’importo dell’appalto sia di importo pari o superiore alle soglie di cui all’articolo 35 e per i quali non sia necessaria una particolare specializzazione).

Secondo Invitalia, l'obbligo di indicare la terna di subappaltatori, a parte i difetti di interpretazione, ha appesantito l’operato delle committenti pubbliche, dovendo quest’ultime procedere all’analisi dei DGUE dei subappaltatori.

Tema controverso è quello della quota massima subappaltabile. Secondo Invitalia, e così come richiesto da altri Enti, bisognerebbe superare questa eccessiva rigidità, eliminando il riferimento all’importo complessivo dell’appalto, reinserendo il limite del 30% per la sola categoria prevalente e la facoltà di ricorrere al subappalto del 100% delle categorie scorporabili (fermo restando i divieti ed i limiti previsti per le categorie superspecialistiche).

Sul sistema di qualificazione delle stazioni appaltanti, si è subito evidenziato come la normativa non sia ancora completa in quanto si attende il d.P.C.M. che dovrà individuare i requisiti tecnico-organizzativi per l’iscrizione all’elenco tenuto dall’ANAC. Nel dettaglio, Invitalia sottolinea come prevedere quale elemento premiante per la valutazione delle stazioni appaltanti il "livello di soccombenza nel contenzioso" (art. 38, comma 4, lett. b, n. 4) sarebbe un criterio "aleatorio" considerato l’elevato livello di “litigiosità” nel mercato degli appalti. La proposta, quindi, è quella di stralciare tale criterio dall’elencazione prevista dall’art. 38 del Codice.

Sulle commissioni di gara Invitalia ha richiesto di poter allargare le ipotesi di ricorso ai commissari iscritti all’albo ANAC, ogni qualvolta si operi come Centrale di Committenza.

Per quanto concerne, infine i Bandi-tipo Invitalia ritiene necessario segnalare l’opportunità da parte dell’ANAC di prendere in considerazione, al momento in cui saranno predisposti i bandi-tipo ai sensi dell’art. 71 del Codice dei Contratti Pubblici, il profilo “telematico” che stanno ormai assumendo le procedure ad evidenza pubblica.

A cura di Redazione LavoriPubblici.it

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