Periti industriali: obbligo di laurea triennale per l'accesso all'Albo

“Oggi l’Aula di Palazzo Madama ha approvato una norma che sancisce l’obbligo dal 2021 di una laurea triennale per l’accesso all’albo dei periti industriali, ...

13/05/2016
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Periti industriali: obbligo di laurea triennale per l'accesso all'Albo

Oggi l’Aula di Palazzo Madama ha approvato una norma che sancisce l’obbligo dal 2021 di una laurea triennale per l’accesso all’albo dei periti industriali, prevedendo, nello stesso tempo, un periodo transitorio di cinque anni per i diplomati. E così che il legislatore italiano ha voluto riconoscere che il perito industriale resta a pieno titolo nel quadro delle professioni intellettuali di stampo europeo”.

Questo il commento a caldo del Presidente del Consiglio Nazionale dei Periti Industriali Giampiero Giovannetti in merito all’approvazione dell’emendamento, a firma del relatore Francesca Puglisi, contenuto nel decreto scuola e ora atteso alla Camera.

Questo primo tassello - afferma Giovannetti - segna un passaggio importante per la categoria che da anni si batte per elevare il proprio titolo di studio, dal momento che la formazione tecnica di livello secondario, tradizionale nostro punto di riferimento, è andata sempre più depauperandosi, risultando oggi del tutto inadeguata e non in linea con le norme europee".

"Finalmente - continua il numero uno dei periti industriali - possiamo affermare che il Parlamento ha reso coerente il nostro ordine professionale al quadro europeo delle qualifiche, assecondando anche quanto stabilito dal “Primo rapporto italiano di referenziazione delle qualificazioni al Quadro europeo Eqf”, approvato in Conferenza Stato/Regioni il 20/12/12”, che prevede per l’esercizio di una professione “il possesso di un titolo accademico”, corrispondente, norme alla mano, al VI livello (lettera D direttiva 35/05)”.

"Solo con una laurea triennale - conferma Giovannetti - quindi il professionista italiano non sarà discriminato rispetto a quello europeo e solo così potrà mantenere quell’autonomia e quella capacità di progettare, cuore della professione intellettuale. Tutto facendo salve naturalmente tutte le competenze degli attuali iscritti. Si tratta solo di un punto di inizio, il prossimo passaggio che attende adesso la categoria è la creazione di un percorso triennale professionalizzante costruito a misura di professione su siamo impegnati da mesi. Nell’emendamento non si fa alcun riferimento ai percorsi equivalenti, ma questo non significa che il Consiglio nazionale li ha esclusi, ne valuteremo l’efficacia qualora si presenterà una concreta ipotesi di formazione riconosciuta al pari di una laurea triennale. Ora confidiamo nell’ultimo passaggio alla Camera dove ci attendiamo la stessa sensibilità avuta dai senatori di Palazzo Madama. In gioco non c’è l’interesse dei periti industriali, ma del Paese e della sua necessità di avere, e quindi di formare, professionisti competitivi, autonomi e liberi”.

A cura di Redazione LavoriPubblici.it