Prestazioni professionali gratuite: ferma contrarietà dell'Ordine degli Architetti e dei Sindacati

L'affidamento di una prestazione professionale a titolo gratuito è legittima e deontologicamente/eticamente corretta? A questa risposta stanno a provando ...

24/06/2016
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Prestazioni professionali gratuite: ferma contrarietà dell'Ordine degli Architetti e dei Sindacati

L'affidamento di una prestazione professionale a titolo gratuito è legittima e deontologicamente/eticamente corretta?

A questa risposta stanno a provando a rispondere le parti interessate alla proposta di delibera con la quale il dirigente del Settore Pianificazione del Comune di Catanzaro, arch. Giuseppe Lonetti, ha previsto la redazione del Piano Strutturale Comunale (P.S.C.), ricorrendo ad apporti professionali esterni prestati a titolo gratuito a favore dell'Ente.

La vicenda, iniziata nel mese di febbraio (leggi articolo), ha visto l'intervento della Corte dei Conti che, trascurando alcune decisioni dell’ex Autorità di Vigilanza sui Contratti pubblici (oggi Anticorruzione) che in passato avevano fatto ritirare bandi di questa natura e al Codice Deontologico di alcune professioni ordinistiche (come quello degli Architetti che definisce “pratica concorrenziale scorretta e distorsiva dei normali equilibri del mercato” la richiesta di compensi palesemente sottostimati o l’assenza stessa di compensi), ha dato il via libera al bando proponendo la tesi per la quale non solo l'offerta di gratuita prestazione non va ad inficiare l’obbligo della necessaria selezione tecnica, ma, addirittura, che l’indiretto vantaggio, anche economico, discendente dall’aver conseguito uno specifico incarico professionale, anche se gratuito, concorrerà ad accrescere il prestigio professionale e la notorietà da parte del progettista.

Dopo le rimostranze palesate da Ordini e Sindacati (leggi articolo), abbiamo segnalato il contrattacco del Dirigente arch. Giuseppe Lonetti (leggi articolo) che, avendo partecipato ad un convegno sulla deontologia professionale, organizzato dall’Ordine degli Architetti, ha sottolineato la parte della relazione dell'Avv. Prof. Elena Morano Cinque (docente presso la facoltà di Giurisprudenza dell’Università Magna Grecia) nella quale veniva trattata giuridicamente la problematica degli incarichi gratuiti con specifico riferimento al Comune di Catanzaro e al recente Parere della Corte dei Conti della Calabria.

Nel suo commento Lonetti ha affermato "È stata smentita l’illogica e ombrosa insistenza con cui il Presidente dell'Ordine degli Architetti Giuseppe Macrì ha continuato la sua illegale battaglia contro il Comune di Catanzaro, non solo nei confronti della rappresentanza politica ma soprattutto nei confronti dei tecnici incaricati per il procedimento del Piano Strutturale Comunale ( P.S.C. ) che sono stati offesi e vessati dagli interventi usciti sui Mass Media. Dalle conclusioni giuridiche a valenza deontologica dell'esperta relatrice è conseguita di fatto la dimostrazione della scarsa competenza del Presidente Macrì nel ruolo che ricopre".

L'intervento dell'Arch. Lonetti ha ricevuto la replica sia del Presidente degli Architetti di Catanzaro Macrì (in allegato la risposta completa) che del Presidente di INARSIND Catanzaro, Ing. Domenico Attinà.

"L’arch. Giuseppe Lonetti, dovrebbe tacere - ha affermato Macrì - Dovrebbe tacere per quanti sono stati sopraffatti dalla crisi economica che ha colpito le categorie professionali, per quanti non riescono a garantire un minimo di sostenibilità alle loro famiglie, per quanti non ce la fanno a pagare i contributi pensionistici, per quanti hanno chiuso i loro studi professionali, per quanti ci hanno lasciato con un triste gesto e per quanti con dignità assistono a questa ulteriore mortificazione che lascerà per sempre un solco nei rapporti tra cittadini professionisti e pubblica amministrazione".

"Non riesco a capire - ha continuato Macrì - come mai si chiede agli Architetti liberi professionisti di lavorare gratis e non lo si chiede a quanti hanno già uno stipendio (piccolo o grande che sia, ma pur sempre dignitoso) ed operano nella pubblica amministrazione con retribuzione garantita. Il colpo di genio dell’Arch. G. Lonetti poteva essere rivolto alla P.A. convincendoli a rinunciare ad una mensilità per raggiungere gli obiettivi che si era prefissato, senza chiedere ulteriori sacrifici ad una categoria già provata dalla carenza di lavoro".

Come specificato nella nota del Presidente dell'Ordine degli Architetti di Catanzaro "L’Arch. G. Lonetti, ha strumentalizzato l’intervento della prof.ssa Avv. Elena Morano Cinque, estrapolando una parte del contenuto del convegno, senza attendere le conclusioni della professionista ed omettendo di dire quanto affermato dal relatore e cioè, che gli Ordini hanno fatto bene a contrastare questa deriva sociale".

"Risulta completamente sottaciuto - ha continuato Macrì - nel comunicato stampa dell’Arch. Lonetti che l’avv. Morano Cinque ha ipotizzato eventuali profili di illegittimità che, invece, potrebbe presentare l’ipotetico, futuro bando del Comune di Catanzaro, laddove tentasse di aderire solo formalmente ma non sostanzialmente al dettato normativo ed alle prescrizioni della giurisprudenza. L’avv. Morano Cinque chiariva che essi potrebbero essere presenti o meno a seconda di come il bando in questione verrà redatto. Peraltro, l’avvocato concludeva incitando l’Ordine a vigilare attentamente e a proseguire la sua battaglia di dignità, anche tenendo conto che: le prescrizioni di legge, confermate dal parere della Corte dei Conti, sono talmente stringenti che, laddove il Comune dovesse adeguarvisi rettamente, potrebbe addirittura arrivare a perdere interesse per l’emanazione di un bando del genere".

Soddisfazione per la risposta del Presidente Macrì è arrivata dal Presidente di INARSIND Catanzaro, Ing. Domenico Attinà, che per primo ha denunciato la vicenda e che oggi pone pubblicamente alcune domande.

In particolare, il Presidente di INARSIND Catanzaro chiede "quale sia la molla che spinge il dirigente di settore a voler procedere alla pubblicazione di un bando che costituirebbe una mortificazione oltre che un danno economico per le categoria professionali che questo sindacato rappresenta?"

Come specificato da Attinà "Sembrerebbe che la motivazione sia di tipo economico, ovvero mancanza di fondi per far fronte agli onorari dei tecnici che verrebbero ad essere incaricati dell'espletamento dell'incarico. Quindi ci si deve chiedere dove siano finiti o a cosa saranno destinati i 500.000,00 euro allo scopo messi in bilancio dalla precedente amministrazione comunale?"

La seconda domanda entra nel merito chiedendo "quali siano le vere motivazioni che spingono a voler, con così tanta forza, la redazione di un bando che preveda la mancanza di remunerazione per chi vi partecipa e soprattutto da cosa deriva l'apparente certezza che vi sarebbe chi, tra ingegneri, architetti, geologi, avvocati, commercialisti, agronomi della Provincia, della Regione, d'Italia o d'Europa, aderirebbe ad un siffatto bando?"

In maniera provocatoria il Presidente Attinà chiede di conoscere "il motivo per cui il Dirigente del Settore Urbanistica, esperto in materia, non avoca a se detto incarico, magari rinunciando magari ad ogni compenso?"

La nota di Inarsind si conclude con una vera e propria dichiarazione di guerra nei confronti di queste vicende. "Nel concludere mi corre l'obbligo di affermare con forza che le professioni tecniche rappresentate da questo sindacato non si faranno umiliare dal gioco poco trasparente messo in atto dal Comune di Catanzaro per il tramite del suo Dirigente del Settore Urbanistica. Questo sindacato inoltre avendo acquisito l'appoggio del consiglio nazionale di INARSIND ed anche di Confprofessioni ( confederazione delle 19 professioni ordinistiche italiane) alla quale INARSIND aderisce, ritenendo epocale la battaglia di contrasto già intrapresa nei confronti di simili iniziative reagirà con forza a tale scellerato disegno e con ogni mezzo a sua disposizione, e ciò in quanto il consentire che si portino a compimento tali tipi di operazioni significherebbe creare dei precedenti in base al quali, noi tutti liberi professionisti italiani, dovremmo smettere di essere dei LIBERI professionisti, invece di occuparsi del sostentamento delle proprie famiglie dovrebbero trasformarsi in caritatevoli filantropi".

Da parte nostra lasciamo come sempre a voi l'onere di commentare e lasciare il vostro punto di vista, sempre prezioso.

A cura di Ing. Gianluca Oreto

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