Privacy: il position paper di CNA sul nuovo regolamento generale sulla protezione dei dati

La CNA (Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa) ha recentemente pubblicato un position paper sull’entrata in vigore il pro...

15/05/2018
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Privacy: il position paper di CNA sul nuovo regolamento generale sulla protezione dei dati

La CNA (Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa) ha recentemente pubblicato un position paper sull’entrata in vigore il prossimo 25 maggio del nuovo Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio (noto come GDPR - General Data Protection Regulation) relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati.

Tale provvedimento abroga la direttiva 95/46/CE (Regolamento generale sulla protezione dei dati), da cui è disceso il  decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 (c.d. Codice in materia di protezione dei dati personali).

Si tratta di una piccola rivoluzione nel mondo della privacy. Il suo percorso, però, è risultato in continua salita. Nato con l’intento di regolarizzare soprattutto le attività di marketing e profilazione svolte dai grandi gruppi societari, rischia di penalizzare le piccole imprese, che in un Paese come l’Italia costituiscono l’ossatura e il traino del sistema economico.

Le ingiustificabili lentezze del legislatore italiano nel recepimento del Regolamento europeo sulla protezioni dei dati personali rischiano di penalizzare pesantemente le piccole imprese, ossatura e traino del sistema economico italiano. La CNA chiede, quindi, una fase transitoria di sei mesi nella quale non andranno inflitte sanzioni alle imprese, come già ottenuto in sede Ue dalla Francia”. Lo dichiara il presidente nazionale della CNA, Daniele Vaccarino.

Inoltre - aggiunge  - la CNA chiede una più stretta collaborazione con il Garante per la protezione dei dati personali per diradare preoccupazioni e timori delle piccole imprese.  Chiediamo in particolare che il Garante individui le tipologie di trattamento dei dati che vanno esonerati dalla valutazione d’impatto. Precisi con puntualità le imprese tenute ad adottare il registro sulle attività di trattamento. Espliciti con chiarezza quali soggetti sono obbligati a designare il responsabile della protezione dei dati, considerato che – conclude Vaccarino – alcune risposte hanno generato un clima di profonda incertezza su questo aspetto tutt’altro che secondario della nuova regolamentazione”. 

A cura di Redazione LavoriPubblici.it

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