Professioni: quale ruolo attribuire a Ordini e Consigli Nazionali?

Dai primi interventi di liberalizzazione operati dall'allora Ministro dello Sviluppo Economico Pier Luigi Bersani, la situazione dei professionisti italiani ...

28/07/2015
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Professioni: quale ruolo attribuire a Ordini e Consigli Nazionali?
Dai primi interventi di liberalizzazione operati dall'allora Ministro dello Sviluppo Economico Pier Luigi Bersani, la situazione dei professionisti italiani è cambiata parecchio e, purtroppo, non in meglio. Non è, invece, cambiato il ruolo degli Ordini professionali e dei Consigli Nazionali a cui, diversamente da quanto ritiene la maggior parte dei professionisti italiani, resta sempre e solo il compito di "controllare" l'operato dei propri iscritti a tutela del mercato.

Negli ultimi anni, l'unica novità che ha riguardato i Consigli Nazionali è stata la nascita della Rete delle Professioni Tecniche, costituita il 26 giugno 2013 e a cui fanno parte: il Consiglio Nazionale degli Ingegneri; il Consiglio Nazionale dei Geologi, il Collegio Nazionale dei Periti agrari e Periti agrari laureati; il Consiglio Nazionale dei Chimici; il Consiglio dell'Ordine Nazionale dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali; il Consiglio nazionale Geometri e Geometri laureati; il Consiglio Nazionale dei Periti Industriali e dei Periti Industriali laureati e il Consiglio nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori.

Nonostante, però, c'è chi ha affermato che "rappresenti oltre 600 mila professionisti tecnici", la realtà dei fatti è che, essendo emanazione dei consigli nazionali, la RPT non ha alcun potere rappresentativo. C'è anche chi fa notare che avendo la RPT un fondo costituito a norma di legge e finanziato dagli Consigli Nazionali (con un contributo annuale il cui 40% è ripartito in quote uguali tra tutti i Consigli Nazionali e il 60% funzione del numero dei rispettivi iscritti), dovrebbe rispettare i dettami previsti dalla legge n. 190/2012, dai decreti delegati (d.lgs. n. 33/2013 e d.lgs. n 39/2013) e dalle raccomandazioni della delibera dell'Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) n. 145 del 21 ottobre 2014, pubblicando quantomeno il Bilancio. Nulla, però, ancora si conosce, a parte lo Statuto, la nuova sede (leggi articolo) e gli interventi a favore della professione in audizione alla Camera e al Senato.

La mancanza di rappresentatività e la necessità di operare una vera e propria riforma di Ordini e Consigli Nazionali, è stata sottolineata da Confedertecnica. "E' arrivato il momento di mettere mano a una riforma seria, globale, definitiva rispetto a una giungla che crea confusione tra ordini professionali, consigli nazionali, sigle di rappresentanza". Lo ha dichiarato il Presidente di Confedertecnica, Calogero Lo Castro in una lettera indirizzata al Presidente del Consiglio, Matteo Renzi in cui ha evidenziato la duplicazione di rappresentatività, con i Consigli nazionali posti sotto la tutela del Ministero della Giustizia, gli Ordini professionali aventi ciascuno vita propria, e tra questi e le sigle di rappresentanza dei professionisti.

"In quest'ultimo caso - ha affermato Lo Castro - voglio fare notare che per i liberi professionisti le sigle come la nostra costituiscono un punto di riferimento ben diverso dai sindacati dei dipendenti, e dai C.N. essendo una parte sociale deputata a rivestire un ruolo più ampio, di raccordo appunto tra le esigenze di tanti liberi professionisti ed Ordini, sindacati, enti bilaterali, ministeri e legislatori. Il punto centrale è capire quale ruolo attribuire ad Ordini e Consigli Nazionali delle professioni, ponendo fine ad un ordinamento ormai obsoleto, nato durante il fascismo, che aveva una impostazione corporativa centrale, tendente al controllo degli iscritti con finalità diverse da quelle di tutela. E va rimessa in discussione la norma tutta italiana, anche in chiave di confronto con l'Europa, dell'obbligo di iscrizione dei professionisti ad Ordini in cui la tenuta degli Albi non corrisponde più, in molti casi, al variegato universo delle nuove competenze professionali, oggi articolate in un ventaglio di specificità cui occorrono minori vincoli, maggior flessibilità ed una voce più forte nelle occasioni negoziali, a dispetto di quanto avviene".

"Auspichiamo - continua il presidente di Confedertecnica - che, al controllo sulle funzioni ordinistiche del Ministero di Giustizia, sia affiancato un pari ruolo del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali per quanto attiene le problematiche di sviluppo della formazione e dei rapporti committenza - professioni, al fine di assumere procedure attuative che tengano conto delle esigenze dei professionisti".

"Confedertecnica - conclude Calogero Lo Castro - si continua a dichiarare disponibile per un approfondimento in materia, sia con il legislatore che con le parti sociali e ordinistiche, allo scopo di pervenire ad una riforma generale che riveda alla radice la rappresentanza dei liberi professionisti, tecnici e non solo".

A cura di Gianluca Oreto