Professionisti in cerca di lavoro: Il caso del Regno dell’Arabia Saudita

Su Linkedin, la società Salini-Impregilo ha annunciato che la sua unità Fisia Impianti, insieme ai partner spagnoli, si è aggiudicato il contratto dell’impor...

26/04/2017
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Professionisti in cerca di lavoro: Il caso del Regno dell’Arabia Saudita

Su Linkedin, la società Salini-Impregilo ha annunciato che la sua unità Fisia Impianti, insieme ai partner spagnoli, si è aggiudicato il contratto dell’importo di 255 milioni di dollari per la progettazione e la costruzione di un impianto di desalinizzazione nell’area di Shualba, sulla costa Ovest dell’Arabia Saudita.

Il sistema basato sulla tecnologia della “reverse osmosis” permetterà di consegnare 250.000 metri cubi di acqua potabile per alimentare le città della Mecca, Jedda e Taif.

Com'è noto, l’Arabia Saudita è la nazione più grande della Penisola Arabica ed è considerata leader tra le “sei sorelle” del GCC, la particolare condizione climatica del territorio che è prevalentemente desertico consente la vita solamente in poche aree del Paese, abitato solamente da 32 milioni di abitanti.

La capitale Riyad, concentra circa 6 milioni di abitanti, ed ha visto triplicata la sua popolazione negli ultimi 25 anni. la seconda città è Gedda (3.775.000 ab.), sul Mar Rosso, non distante dalla città santa per i musulmani, La Mecca (1.685.000 ab.), terza del Paese per numero di abitanti

In Arabia Saudita sono operanti non solo Impregilo (per chi cercasse nuove opportunità, visitare il sito), ma anche le nostre società di ingegneria più importanti.

Innanzitutto Proger che da anni è basata a Riyad e che annovera tra le sue ultime acquisizioni il progetto e la direzione dei lavori interni della Sede dello Human Resources Department Fund ad Al Olaya Tower A, poi Italconsult e 3TI che, come noto, da anni ha una politica aggressiva di posizioni di mercato del Golfo.

Tutte queste aziende si sono trovate a dover fronteggiare la crisi del mercato interno dei paesi del Golfo, che ha subito le inevitabili ripercussioni del calo del prezzo del petrolio. Come è noto, il prezzo del petrolio dal valore di 100 dollari al barile è calato fino a 33 dollari al barile, nel mese di febbraio 2016.

professionisti estero

Sopra si può vedere l’interessante diagramma pubblicato dal sito per la ricerca di personale specializzato GulfTalent, che fa vedere a quale livello di prezzo, sulla base dei budget 2016 si sarebbe dovuto fissare il prezzo del “crud oil”.

Adesso il prezzo del “crud oil” è attestato intorno ai 52 dollari per barile. Questo valore sembra che possa essere sopportato, per bilanciare i costi del bilancio nazionale, da Kuwait e Qatar, meno dall’Arabia Saudita, mentre per gli altri paesi aderenti all’OPEC si prospettano tempi duri, con tagli di bilancio importanti.

Solo per esempio, secondo fonti della CNN, il Qatar sta pianificando di tagliare il budget originario per la costruzione degli stadi per i mondiali del 2022 di circa il 40% riducendo il numero di stadi da costruire da 12 a 8.

Secondo una analisi condotta dalla compagnia di servizi finanziari “the motley fool”, la produzione OPEC calerà nel 2017, questo per attingere alle riserve esistenti e continuare la battaglia sui prezzi contro i produttori del petrolio di scisto. La previsione del prezzo OPEC del 2017 sembra sia ancora tra 50 e 60 dollari per barile, a questi livelli alcuni paesi dovranno inevitabilmente ridimensionare i loro interventi pubblici oppure affidarsi a capitali esteri come, in una politica illuminata, sembra stia facendo l’Oman.

L’Oman è un paese un po’ speciale. Sono sede di una cultura di accoglienza, che ha sempre vissuto storicamente in pace con gli altri territori, intrattenendo traffici commerciali e fungendo da elemento di mediazione internazionale. L’omanita tipico è aperto e gioviale, le donne hanno un ruolo preciso nella società e sono rispettate sia nella famiglia, sia sul lavoro. Come si vede, nel diagramma sopra riportato, l’Oman presenta una maggiore dipendenza da un prezzo alto del petrolio, perciò sta puntando in modo marcato sul turismo interno tra i paesi del GCC, ma anche verso gli stranieri. In Oman vi è inoltre una politica di accoglienza industriale, che crea delle aree a tassazione zero, a patto che gli investitori assumano obblighi di occupazione locali e di potenziamento infrastrutturale. Non è un caso che l’anziano Sultano Qaboos bin Said Al Said venga proposto, per la sua guida illuminata, come premio Nobel per la Pace.

professionisti estero

Per tornare invece ai dati occupazionali nell’area del Golfo, sempre il sito GulfTalent da conto di una decisa flessione nell’occupazione locale con una richiesta calata ovunque nei paesi del golfo.

In particolare, la richiesta di personale nel 2016 è calata del 14% nel Regno dell’Arabia Saudita, del 10% in Oman, del 9% negli Emirati e dell’8% in Qatar.

Per fare degli esempi concreti ho chiesto a nostri connazionali come si stanno trovando in Arabia Saudita.

Il primo che ho contattato è l’architetto Antonio Nanu che è il “lead architect” o “station architect” di Louis Berger a Riyad per la costruzione di undici stazioni interrate, due stazioni superficiali ed undici stazioni sopraelevate delle linee 4-5 e 6 della metropolitana, coordina un gruppo multidisciplinare di progettisti, ed è l’unico italiano. E’ da due anni in Arabia, dove si è trovato bene. Antonio ha maturato la sua esperienza essenzialmente nel mercato italiano, ha seguito molti lavori infrastrutturali, tra i quali alcune stazioni della metropolitana di Napoli. Con Renardet ebbe un brevissimo, ma molto apprezzato, periodo di progettazione di arredo urbano a Manila, e poi, a causa della crisi del mercato italiano, visto i buoni risultati raccolti nella prima esperienza estera, è stato con Italconsult in Algeria a fare parte di un gruppo di esperti per la supervisione della costruzione di una autostrada. Infine, ha avuto la possibilità di guidare il gruppo di designer a Riyad con Louis Berger.

Louis Berger è una società di servizi di architettura ed ingegneria internazionale con sede negli USA, a Morristown. I numeri di questa azienda sono impressionanti, tra le prime 20 società di ingegneria nel mondo, circa 6000 dipendenti, lavora in 50 nazioni nel mondo ed ha da poco acquisito la supervisione dei lavori di costruzione del Lusail Iconic Stadium e di altre infrastrutture locali nell’ambito dei mondiali del 2022. La politica di riservatezza adottata in queste aziende ci impedisce di fornire immagini dei lavori che però possono essere visionati sul sito ufficiale.

Ancora meglio di Antonio, si trova bene in Arabia Saudita l’arch. Luca Maugeri. Lui è stato pescato da una società di recruitment internazionale per lavorare da ottobre 2016 per la società egiziana EGIC, che è fornitrice di una serie di servizi di ingegneria per la Royal Commission ad Al Khobar, che è una città della KSA sulla costa orientale, vicina al Bahrein.

Luca, che è l’unico “western” del gruppo di lavoro, è il “project engineering manager” e pur avendo mosso le prime esperienze in Italia con Fuksas Associati, e poi con Nicoletti associati, dal 2012 ha un curriculum contraddistinto esclusivamente da esperienze estero. Oltre ad essere già stato in Arabia Saudita con Proger tra il 2012 ed il 2014, ha lavorato con Fuksas Ass/Archicentre sdn in China e Malaysia e poi, ancora a Kuala Lumpur in Malaysia con Turner & Townsend fino a settembre del 2016.

Scherzando, gli ho chiesto se per cercare un lavoro contassero di più le conoscenze trovate sul campo di calcio oppure il curriculum e lui mi ha riferito della lunga trafila che occorre percorrere per essere selezionati in questi ambienti, dopo la scelta sulla base del curriculum e con ben tre colloqui sostenuti in inglese via skype.

Gli ho chiesto se avesse percepito la crisi dei paesi OPEC, ma oltre ad aver detto che è più facile trovare posto nei compound non ha notato differenze, lui viene pagato regolarmente e non ha notizie di particolari impatti sui lavori.

Anche le storie degli architetti Antonio Nanu e Luca Maugeri parlano di professionisti che in Italia, pur avendo raggiunti buoni risultati, stentavano ad emergere, ed invece all’estero trovano soddisfazioni professionali e sono coinvolti in progetti di largo respiro, a conferma della brillante professionalità della nostra classe media e della capacità dei nostri tecnici di affermarsi nel mondo.

A cura di Ing. Mauro Fusco