Quale RIUSO?Restauro e conservazione dell'architettura del novecento

Architettura del Novecento: l'architetto ha la formazione adeguata per intervenire su questa complessa eredità? Oggi la parola chiave della progettazione è ...

13/10/2015
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Quale RIUSO?Restauro e conservazione dell'architettura del novecento
Architettura del Novecento: l'architetto ha la formazione adeguata per intervenire su questa complessa eredità? Oggi la parola chiave della progettazione è riuso. Questo significa confrontarsi anche con un patrimonio edilizio diffuso che fino a ieri patrimonio non era e che al pari del patrimonio monumentale richiede un accurato intervento di conservazione.
L'architettura del Novecento per le molteplici tecniche costruttive succedutesi in tempi relativamente brevi rispetto al passato, per l'obsolescenza e la continua ottimizzazione di materiali e tecnologie, per l'incessante mutare dei regolamenti prestazionali delle costruzioni, nonché di quelli della progettazione e conduzione dei lavori, richiede ancor più che per le architetture antecedenti l'applicazione sincronica e integrata di molteplici competenze e sensibilità professionali.
Il professionista di oggi deve acquisire specifiche conoscenze e competenze utili nella elaborazione di progetti di conservazione e fornire capacità di istruttoria, coordinamento, progettazione e direzione degli interventi sul moderno.
Il corso è organizzato per moduli. I quattro incontri sviluppano un percorso compiuto che, a partire dalle questioni relative alla normativa e alla sua applicazione arriva al progetto e alla realizzazione di interventi concreti. L'obiettivo è fornire specifiche conoscenze e competenze utili nella elaborazione di progetti di conservazione, fornire capacità di istruttoria, coordinamento, progettazione e direzione degli interventi sul moderno ed è destinato a liberi professionisti, (ingegneri e architetti), funzionari di amministrazioni e enti pubblici preposti alla tutela e alla gestione degli interventi sul patrimonio architettonico (soprintendenze, regioni, enti locali territoriali, enti e aziende di diritto pubblico, ecc.).

PROGRAMMA
Martedì 17 novembre 2015, ore 13.30 - 17.30
Procedure / Strumenti
Ugo Carughi, Presidente di Docomomo Italia
Stefania Dassi, Mibact Segretariato Regionale per il Piemonte
Cristina Natoli, Mibact Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio
Guido Montanari, Presidente della Commissione Locale del Paesaggio di Torino
Per quanto riguarda l'architettura più recente - in particolare dalla seconda metà del Novecento all'inizio del XXI secolo - i meccanismi che governano la tutela del territorio appaiono spesso inadeguati, in particolare in nazioni come l'Italia, in cui sono 'ab origine' distinti da quelli che ne regolano la gestione, afferenti alle discipline urbanistiche. Con specifico riferimento all'Italia, la produzione architettonica moderna e contemporanea sollecita il 'nervo scoperto' dei meccanismi di tutela riferiti alla produzione d'ogni epoca, contribuendo in modo determinante a rilevarne le problematicità. Tra i punti di crisi della legislazione e delle procedure di tutela il fattore 'tempo'; la gradualità del vincolo; la progettualità del vincolo; il rapporto monumento-contesto; l'interesse intrinseco e relazionale. I suddetti punti saranno sinteticamente illustrati con l'ausilio di alcuni casi-studio.

Martedì 24 novembre 2015, ore 13.30 - 17.30
Conoscenza / Documentazione
Sergio Pace - Politecnico di Torino
Caterina Franchini - Politecnico di Torino
Cristiana Chiorino - libero professionista
Spesso gli strumenti di tutela a disposizione non sono sufficienti. Condividere le conoscenze relative all'architettura italiana del Novecento è dunque il primo, strategico atto per promuoverne la salvaguardia, la conservazione e la valorizzazione. Censimenti e cataloghi possono costituire una forma di protezione indiretta, un primo passo verso il riconoscimento del loro valore storico artistico e documentario. Verranno illustrati i progetti di censimento più recenti e le possibilità di trasferimento dei risultati delle ricerche di catalogazione all'interno di strumenti urbanistici e paesaggistici cogenti.
La ricostruzione della storia delle singole opere attraverso la documentazione archivistica relativa alle fasi ideativa, esecutiva e di cantiere è, insieme al rilievo diretto dello stato attuale dei manufatti, un passo imprescindibile in grado di rivelare l'originario nesso tra le scelte costruttive e quelle formali e di orientare, caso per caso e senza soluzioni predefinite, le opzioni progettuali relative all'intervento conservativo.


Martedì 1 dicembre 2015, ore 13.30 - 17.30
Progetto/ Strategie
Roberta Grignolo - Accademia di Architettura di Mendrisio
Giulia Marino - Epfl Losanna
Restauro e riuso devono essere considerati come due poli di uno stesso continuum: l'intervento sul patrimonio edilizio esistente. Solo un'indagine storica approfondita fornisce gli strumenti e i criteri per valutare le qualità intrinseche dell'edificio e per capire se e perché è portatore di un valore estetico, storico-documentario, culturale, sociale, economico e ambientale. A partire da un'analisi di esempi esteri verranno messi in evidenza i possibili approcci progettuali e l'importanza di una coerenza tra indagine storica e progetto: dal restauro, alla conservazione programmata, al riuso, alla manutenzione.

Giovedì 10 dicembre 2015, ore 13.30 - 17.30
Progetto / Ripristino
Enrico Giacopelli - libero professionista
Emilia Garda - Politecnico di Torino
Nell'intervento sull'architettura del Novecento, al di là delle alternative praticabili (restauro, ripristino, riuso, recupero, manutenzione, conservazione programmata ...), non si tratta esclusivamente di riportare il patrimonio moderno e contemporaneo al suo stato originale, ma anche di valutare culturalmente quali siano i caratteri di un'opera espressivi delle intenzioni degli autori e quali le peculiarità materiche da restituire alla contemporaneità, progettando il cambiamento senza violare l'eredità degli architetti del Novecento. Verranno illustrati alcuni casi di intervento recenti in Italia sia a larga che a piccola scala come negli interni.

La Fondazione OAT si riserva la facoltà di variare le date di programma del corso; ogni variazione verrà comunque prontamente segnalata ai singoli partecipanti.

Quota iscrizione
Iscritti OAT: € 210 + IVA = € 256.20
Non iscritti OAT: € 250 + IVA = € 305.00
Termine iscrizione: 22/10/2015

Riconoscimento
Attestato:
frequenza minima obbligatoria: 80% del monte ore complessivo
CFP riconoscibili per gli architetti: n° 15

Durata e sede
16 ore
Ordine Architetti Torino
Via Giolitti 1, Torino
Accessibilità
Aperto anche ai non iscritti OAT.
CFP solo per architetti

Referenza scientifica
arch. Cristiana Chiorino - Focus Group OAT "Conservazione, Riuso, Restauro" con DOCOMOMO Piemonte, Mibact, Politecnico di Torino
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Iscrizione