Reti di sicurezza: Il nuovo quaderno per immagini

L’Inail ha, recentemente, pubblicato otto opuscoli che compongono la collana “Quaderni per immagini”. I quaderni sono stati realizzati dalla sinergia dal Dip...

02/05/2016
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Reti di sicurezza: Il nuovo quaderno per immagini

L’Inail ha, recentemente, pubblicato otto opuscoli che compongono la collana “Quaderni per immagini”. I quaderni sono stati realizzati dalla sinergia dal Dipartimento per le Innovazioni Tecnologiche e dalla Direzione centrale pianificazione e comunicazione dell’Inail e riguardano i dispositivi di protezione, le opere provvisionali e le attrezzature utilizzate dai lavoratori nei cantieri edili.

Nell’opuscolo viene precisato che Quaderni per immagini nasce dall’esigenza di sperimentare una tipologia di comunicazione che si possa esprimere esclusivamente attraverso le immagini. Gli opuscoli sono tratti dai “Quaderni Tecnici per i cantieri temporanei o mobili”, collana già edita dall’Inail, riguardante i dispositivi di protezione, le opere provvisionali e le attrezzature utilizzate dai lavoratori. I testi sono stati eliminati e alle immagini originali ne sono state aggiunte delle altre disegnate approfondendo al massimo il dettaglio di ogni particolare così da fornire il maggior numero possibile di indicazioni per il corretto utilizzo di dispositivi di protezione, opere provvisionali e attrezzature di lavoro.

Uno degli otto quaderni è dedicato alle Reti di sicurezza. Le reti di sicurezza contribuiscono a ridurre gli effetti di una possibile caduta dall’alto e ben esprimono il concetto di protezione collettiva. Questi dispositivi sono ancora poco utilizzati nel nostro Paese per diversità culturali rispetto ad altri Paesi europei. L’impresa edile italiana e gli operatori di settore in generale, difatti, installano d’abitudine i parapetti provvisori e non vengono indotti a valutare l’impiego delle reti di sicurezza che sono invece più adatte in taluni contesti, quali la bonifica delle coperture in amianto, il rifacimento delle strutture secondarie dei tetti in legno o le pavimentazioni aeree, solo per citarne alcuni. I vantaggi offerti da questo tipo di protezione collettiva sono facilmente individuabili nella semplicità di posa e nelle ridotte conseguenze che il corpo del lavoratore può subire in caso di caduta. Non vanno utilizzate nel caso in cui lo spazio vuoto al di sotto di esse sia limitato o quando esiste il rischio di caduta di materiale, come quello incandescente, che ne possa causare il danneggiamento.

Nel quaderno le seguenti 10 figure:

  • Figura 1 – Sistema U. Montaggio/Smontaggio
  • Figura 2 – Sistema S. Montaggio/Smontaggio
  • Figura 3 – Sistema T                                                                             
  • Figura 4 – Sistema U - L’esempio, in cui si presuppone che il lavoratore possa stare in piedi senza scivolare verso il basso, rappresenta esclusivamente la protezione dal rischio di caduta dall’alto all’esterno dell’edificio
  • Figura 5 – Sistema S
  • Figura 6 – Sistema S
  • Figura 7 – Sistema U
  • Figura 8 – Sistema S
  • Figura 9 – Sistema S. Montaggio/Smontaggio
  • Figura 10 – Sistema U. Montaggio/Smontaggio

Oltre al quaderno in argomento l’Inail ha, anche, realizzato nel 2014 un'interessante pubblicazione dal titolo "Reti di sicurezza". Ricordiamo che le reti di sicurezza vengono divise in quattro sistemi, due per l’impiego orizzontale (Sistema S e Sistema T) e due per l’impiego verticale (Sistema U e Sistema V)”.

Sistemi per l’impiego orizzontale (S, T)

- Sistema S: “è la rete di sicurezza con fune sul bordo che incornicia e rinforza la zona perimetrale e alla quale vengono collegati i cavi di sollevamento e ancoraggio. Essa viene messa in opera in posizione orizzontale per proteggere da cadute una zona ampia dell’area di lavoro generalmente interna alla struttura da proteggere. Le reti di sicurezza del Sistema S devono avere una superficie minima di 35 mq e lato corto non inferiore a 5 m”;

- Sistema T: “è la rete di sicurezza attaccata a consolle (telaio metallico di supporto) per utilizzo orizzontale; a differenza del Sistema S ha un minore sviluppo superficiale e si presenta come una mensola agganciata alla parete esterna del manufatto”.

Sistemi per l’impiego verticale (U, V)

- Sistema U: “è la rete di sicurezza attaccata a una intelaiatura di sostegno per utilizzo verticale; essa può avere o non avere un telaio proprio, fornito dal costruttore, e viene vincolata e agganciata all’intelaiatura di sostegno tramite idonea fune o cinghia”;

- Sistema V: “è la rete di sicurezza con fune sul bordo attaccata a un sostegno a forca; è a installazione verticale e protegge da cadute sia laterali che verticali che si verificano da due piani”.

Riguardo poi alla scelta delle reti, si ricorda che le reti di sicurezza da adottare in una specifica realizzazione dipendono dai rischi da eliminare e/o ridurre, preventivamente individuati nell’attività di valutazione dei rischi. E comunque devono essere posizionate il più possibile vicino al piano di lavoro.

A cura di Redazione LavoriPubblici.it