Società tra Professionisti, Architetti: urge varare il provvedimento di attuazione

"Sono anni che chiediamo ed attendiamo che i liberi professionisti possano formare apposite società, come avviene nel resto d'Europa, ma da troppi mesi ormai...

04/01/2013
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"Sono anni che chiediamo ed attendiamo che i liberi professionisti possano formare apposite società, come avviene nel resto d'Europa, ma da troppi mesi ormai il provvedimento che da attuazione alle Società tra Professionisti giace in un cassetto ministeriale, immaginiamo per la tenace opposizione dei colleghi del Consiglio Nazionale Forense, opposizione che però ora, dopo il varo della loro Riforma, non ha più alcun motivo d'essere".

Questo è quanto sostenuto dal presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori Leopoldo Freyrie in una lettera inviata al presidente del Consiglio Mario Monti, al sottosegretario alla presidenza del Consiglio Antonio Catricalà e ai ministri della Giustizia e dello Sviluppo economico Paola Severino e Corrado Passera, con la specifica richiesta di dar corso al nuovo step della riforma delle professioni varando finalmente il regolamento per le Società tra Professionisti.

"Ogni ulteriore ritardo - continua la lettera del Presidente Freyrie - sarebbe non solo ingiustificabile ma anche dannoso per oltre un milione di professionisti italiani, in particolare per i giovani che, anche grazie ai provvedimenti da voi stessi adottati quali le "start up" e le "società a 1 euro", si troverebbe, invece, nelle condizioni per un migliore accesso al lavoro, integrando le competenze e mettendo assieme le risorse".

"Lo stesso riguardo alla possibilità di accesso dei professionisti italiani alle Reti d'Impresa, che l'Agenzia delle Entrate impropriamente nega agli iscritti agli Albi - contro la lettera e lo spirito delle norme comunitarie, in contraddizione con la possibilità in essere da decenni - professionisti che, in questa situazione, non possono far parte dei G.E.I.E, Gruppo Europeo di interesse economico".

"I doveri di attuazione della Riforma - continua il leader degli Architetti italiani - sono una nostra responsabilità in quanto organi ausiliari dello Stato - e ne siamo consapevoli - così come lo siamo per quanto concerne la vostra responsabilità riguardo all'attuazione di Leggi e di norme comunitarie in vigore".

"Mirare poi - conclude la lettera - con azioni burocratiche ad hoc, ad impedire ai professionisti di fruire degli stessi vantaggi fiscali delle imprese, appare evidentemente in contraddizione con la volontà di rilanciare lo sviluppo e di creare, nell'interesse generale, nuove opportunità di lavoro".