Strategia UE in materia di riscaldamento e raffreddamento: positiva la valutazione della Camera

Le Commissioni riunite VIII (Ambiente) e X (Attività produttive) hanno espresso valutazione positiva sulla comunicazione della Commissione al Parlamento euro...

11/10/2016
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Strategia UE in materia di riscaldamento e raffreddamento: positiva la valutazione della Camera

Le Commissioni riunite VIII (Ambiente) e X (Attività produttive) hanno espresso valutazione positiva sulla comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni "Una strategia dell'UE in materia di riscaldamento e raffreddamento".

In particolare, la presentazione della strategia rappresenta un fondamentale passo nel processo di attuazione dell'Unione dell'energia, uno dei progetti più ambiziosi dell'UE nell'ambito delle politiche per lotta ai cambiamenti climatici. In tal senso, riscaldamento e raffreddamento sono responsabili di metà del consumo energetico finale all'interno dell'UE e il 75% dell'energia primaria utilizzata a tali scopi deriva ancora da combustibili fossili. Quindi, una gestione più efficiente dei sistemi di riscaldamento e raffreddamento può assicurare, oltre che un abbattimento delle emissioni inquinanti, un consistente vantaggio economico in termini di riduzione dei costi sostenuti dalle imprese e dalle famiglie e del grado di dipendenza dell'Unione europea dai fornitori esterni, oltre a costituire una formidabile occasione di progresso tecnologico per le innovazioni che l'industria europea potrà conseguire.

Una strategia comune dell'UE si giustifica anche in ragione dei forti disallineamenti tra i diversi Stati membri per cui, mentre i Paesi baltici e nordici impiegano prevalentemente energie rinnovabili per il riscaldamento e il raffreddamento e sperimentano sempre più intensamente il teleriscaldamento e la cogenerazione, altri Paesi, tra cui l'Italia, continuano ad utilizzare prevalentemente combustibili più inquinanti ed impianti spesso obsoleti.

Ma proprio per questo, il nostro Paese ha ampi margini di riduzione degli sprechi di energia, se si considera che la quantità di calore prodotta dai processi industriali e dispersa nell'atmosfera o nell'acqua sarebbe in grado di coprire le necessità totali di riscaldamento degli edifici residenziali e terziari dell'UE.

L'utilizzo delle fonti rinnovabili, che coprono il 18% dell'energia primaria totale destinata al riscaldamento e raffreddamento, è complessivamente ridotta e presenta un significativo potenziale di incremento. Il patrimonio immobiliare europeo, per lo più risalente ad oltre cinquanta anni fa, in larga parte non è aggiornato dal punto di vista delle tecnologie utilizzate. Il tasso di ristrutturazione degli edifici esistenti è -nonostante le iniziative già adottate - inferiore all'1% per cui si pone l'esigenza di interventi diretti ad accelerare il processo di adeguamento.

Per questo motivo, le Commissioni riunite hanno espresso una valutazione positiva con le seguenti osservazioni:

  • dar seguito alle intenzioni manifestate dalla Commissione europea per favorire la ristrutturazione degli edifici esistenti, puntando, piuttosto che su interventi relativi a singole unità abitative, ad interventi che interessino interi edifici, sia pubblici che privati, che potrebbero assicurare risultati assai più consistenti per le economie di scala. In particolare, appare necessario prevedere misure specifiche volte a facilitare l'adeguamento degli impianti dei condomini, considerato che il 41% della popolazione UE vive in appartamenti e che in Italia la metà delle abitazioni residenziali sono in condominio;
  • una efficace politica a livello europeo implica anche che sia garantita la coerenza delle politiche adottate a livello nazionale, in modo da massimizzare i risultati che possono essere conseguiti. A tal fine, misure quali il cosiddetto ecobonus, che nel nostro Paese ha dato buoni risultati, pur essendo utilizzato prevalentemente per interventi su singoli appartamenti, potrebbero essere integrate in modo da renderle comparativamente più vantaggiose per i condomini rispetto alle singole unità immobiliari e per interventi che migliorino la classe energetica di un edificio, attraverso anche una maggiore dotazione del Fondo nazionale per l'efficienza energetica di cui all'articolo 15 del decreto legislativo n. 102 del 2014;
  • individuare soluzioni flessibili ed innovative per affrontare il problema dei consumatori incapienti, affiancando alle detrazioni fiscali uno strumento finanziario dedicato ali'efficienza energetica nell'edilizia privata, che consenta di coprire anche la gran parte dei costi necessari per gli interventi di riqualificazione;
  • puntare sull'energy intelligence per una migliore gestione dell'energia nonché sul risparmio energetico. A tal fine, è indispensabile consentire ai consumatori di avere accesso in tempo reale ai propri dati sul consumo energetico, in modo da poter modificare le proprie abitudini;
  • promuovere la consapevolezza dei consumatori sulle opportunità dell'efficientamento energetico delle abitazioni, nonché la qualificazione degli operatori del settore, compresi i tecnici;
  • indirizzare le eventuali misure premiali verso le tecnologie più avanzate che presentano minor impatto ambientale non solo in termini di riduzione delle emissioni di C02 ma anche di altre sostanze che hanno impatto sulla qualità dell'aria;
  • migliorare l'affidabilità e soprattutto l'utilità concreta delle certificazioni energetiche degli edifici, che possono tra l'altro diventare un'importante fonte di dati sullo stato del patrimonio edilizio nazionale;
  • sostenere l'autoproduzione e lo stoccaggio di energia da fonte rinnovabile, anche con le opportune misure per favorire lo scambio sul posto pur nel rispetto della giusta condivisione degli oneri di sistema, così da ridurre i costi del sistema dell'energia e contribuire a sostenere ad esempio la domanda di energia per raffrescamento oltre a ridurre le perdite del sistema e rafforzarne la resilienza;
  • adottare politiche che favoriscano una penetrazione del teleriscaldamento in linea con i paesi più avanzati, incentivando, con gli strumenti di promozione dell'efficienza energetica già operanti quali i Titoli di Efficienza Energetica, lo sviluppo efficiente delle reti che consentono il risparmio energetico, l'utilizzo del calore di recupero e quello prodotto da fonti rinnovabili;
  • promuovere gli interventi di efficientamento e di risparmio energetico nel sistema delle imprese e in particolare delle piccole e medie imprese, anche sostenendole con le opportune informazioni sui vantaggi nell'investire in efficienza energetica, nell'impiego dei combustibili efficienti e puliti, e negli edifici di servizio quali banche, uffici e negozi che hanno in media un consumo di energia per metro quadrato del 40% superiore a quello registrato nell'edilizia abitativa;
  • colmare il disallineamento con le esperienze dei paesi più avanzati, adottare. politiche che favoriscano una penetrazione del teleriscaldamento in linea con i paesi più avanzati, mediante strumenti di incentivazione (anche di natura fiscale) per lo sviluppo delle reti, modulati in funzione del risparmio energetico e delle minori emissioni di C02 ottenibili dall'eliminazione di centrali singole e condominiali, e altresì promuovendo lo sviluppo del teleriscaldamento da calore di recupero e da fonti rinnovabili;
  • stanziare risorse aggiuntive oltre a quelle cui si fa riferimento (i fondi di investimento e strutturali nonché il programma per la ricerca Horizon 2020) e prevedere un più intenso utilizzo delle potenzialità della BEI.

A cura di Redazione LavoriPubblici.it

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