Tassa Condizionatori: quando caldo e allarmismo fanno notizia

"Toccatemi tutto ma non il condizionatore". Soprattutto in questo periodo di forte caldo che ha attanagliato il Paese in una morsa rovente, cosa c'è di megli...

27/07/2015
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Tassa Condizionatori: quando caldo e allarmismo fanno notizia
"Toccatemi tutto ma non il condizionatore". Soprattutto in questo periodo di forte caldo che ha attanagliato il Paese in una morsa rovente, cosa c'è di meglio di una tassa sui condizionatori per fare notizia?

E' quello che è accaduto nelle ultime settimane, quando politica e informazione hanno allarmato non poco i contribuenti italiani parlando di una nuova tassa sui condizionatori che avrebbe gravato sulle famiglie italiane alla ricerca di refrigerio. Se a questo aggiungiamo la voglia di notorietà di molti politici italiani e i nuovi strumenti social che hanno sviluppato la tendenza sempre più marcata a cercare la "Notizia" più condivisa, retwittata, cliccata e con più "Mi Piace", una semplice notizia diventa virale e genera quello che si può definire "circolo della cattiva informazione" in cui ormai tutti si sono allineati.

Nella nuova era del web 2.0, ormai tutti sono alla ricerca di ciò che fa più notizia e chissenefrega se la notizia in questione viene "leggermente modificata", magari omettendo qualche contenuto e utilizzando un titolone ad effetto, ciò che conta è il risultato che oggi si misura sempre più spesso in seguaci di un account Twitter o Mi Piace di una pagina Facebook (tanto per citare i 2 social network più conosciuti). Il fascino dell'allarmismo è sempre molto intrigante, genera condivisioni ma non certo buona informazione.

A chi non è mai capitato di cliccare su un link con un titolone di quelli che non si può non cliccarci su, per poi ritrovarsi a leggere 4 righe che non c'entrano nulla?Anche nel caso dei condizionatori è successo più o meno la stessa cosa. La direttiva 2010/31/UE sulla prestazione energetica in edilizia prevede all'art. 15, rubricato "Ispezione degli impianti di condizionamento d'aria", che gli Stati membri dell'UE debbano stabilire delle misure affinché le parti accessibili degli impianti di condizionamento d'aria la cui potenza nominale utile è superiore a 12 kW siano periodicamente ispezionate. Ispezione che deve comprendere una valutazione dell'efficienza dell'impianto di condizionamento d'aria e del suo dimensionamento rispetto al fabbisogno di rinfrescamento dell'edificio. La valutazione del dimensionamento non deve essere ripetuta se nel frattempo non sono state apportate modifiche a tale impianto di condizionamento d'aria o con riguardo al fabbisogno di rinfrescamento dell'edificio.

La direttiva 2010/31/Ue è stata recepita nell'ordinamento italiano con il Decreto-Legge 4 giugno 2013, n. 63 recante "Disposizioni urgenti per il recepimento della Direttiva 2010/31/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 maggio 2010, sulla prestazione energetica nell'edilizia per la definizione delle procedure d'infrazione avviate dalla Commissione europea, nonché altre disposizioni in materia di coesione sociale" (convertito con modificazioni dalla Legge 3 agosto 2013, n. 90 - G.U. 03/08/2013, n. 181) a firma dell'allora Presidente del Consiglio Enrico Letta.

La notizia, non si sa per quale motivo, è però circolata nelle ultime settimane parlando di "nuova sberla per gli italiani", "tassa sul caldo" e, peggio ancora, "arriva la tassa sull'aria che respiriamo". Puntuale è arrivata la smentita del Ministero dello Sviluppo Economico che ha precisato che "l'Italia ha introdotto, al fine di adeguarsi alle direttive europee, prescrizioni per il miglioramento dell'efficienza energetica nel condizionamento per tutelare l'ecosistema e favorire risparmio economico e competitività".

La norma prevede, infatti, l'obbligo per i condizionatori di potenza superiore a 12 kW di tenere un libretto di impianto e prevedere una manutenzione periodica (un po' come per le caldaie). Un condizionatore da 12 kW corrisponde, più o meno, a 43.000 BTU. Considerato che nelle normali abitazioni, con stanza da massimo 40/50 mq, si utilizzano condizionatori da 9.000/12.000 o, volendo esagerare, 15.000 BTU, è chiaro che quella che molti hanno definito una tassa non riguarda certamente le normali famiglie in cerca di fresco ma solo esercizi commerciali che, da una corretta manutenzione dell'impianto, possono comunque ottenere non indifferenti vantaggi in termini di miglioramento dell'efficienza energetica e quindi di riduzione dei consumi e della spesa per la bolletta energetica.

Il Ministero dello Sviluppo economico ha anche ricordati che è in vigore un ecobonus del 65% per chi volesse sostituire il proprio impianto con uno più efficiente e che si può utilizzare anche la detrazione del 50% per la ristrutturazione edilizia. Un ulteriore strumento particolarmente adatto alle imprese che intendono sostituire gli impianti di condizionamento con altri più efficienti è il cosiddetto "Conto termico" che mette a disposizione incentivi per gli impianti a fonti rinnovabili.

Anche Assoclima è intervenuto affermando che "Non basta realizzare prodotti ad alta efficienza per risparmiare in bolletta e limitare l'uso di energia, è necessario mantenere elevato il livello di efficienza energetica nel corso dell'intero ciclo di vita del prodotto ". Queste le parole del Presidentedell'Associazione Costruttori Sistemi di Climatizzazione Alessandro Riello. "Le aziende che operano in Italia nel settore della climatizzazione sono leader a livello mondiale mentre in Italia fanno molta fatica a competere in un mercato dove ancora vincono tecnologie obsolete e prodotti di scarsa qualità. Questa eccellenza industriale italiana, che occupa oltre 7mila persone e crea valore sul territorio nazionale, merita ben altra attenzione da parte della politica".

Assoclima ha anche chiarito che l'introduzione del libretto di impianto per tutti gli impianti termici, compresi i sistemi di raffrescamento estivo, non prevede alcuna tassa per i cittadini. Si tratta, altresì, di un normale obbligo di legge per cui chi possiede un condizionatore dovrà dotarsi del libretto di impianto, una sorta di carta di identità dell'apparecchio che potrà essere compilata autonomamente o con l'intervento di un tecnico nel corso dell'abituale manutenzione periodica. "Soltanto nel caso di climatizzatori con potenza frigorifera superiore ai 12 kW - normalmente destinati a negozi, uffici e industrie - sarà necessario richiedere, periodicamente, in base alle indicazioni fornite dall'installatore o dal produttore della macchina, l'intervento di verifica di un tecnico abilitato in grado di valutare l'efficienza dell'impianto e le relative prestazioni".
"Quest'ultimo - continua Assoclima - avrà l'obbligo di rilasciare al cliente il cosiddetto rapporto di efficienza energetica e di trasmetterlo al catasto regionale di competenza secondo le scadenze temporali previste dal decreto per tipologia di impianto. Nessuna tassa è prevista, solo il pagamento dell'intervento del tecnico che garantirà nel tempo il massimo livello di efficienza energetica del condizionatore e quindi il massimo risparmio possibile in bolletta per il cittadino o l'impresa".

A cura di Gianluca Oreto
   
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