Umbria: conferenza nazionale a Perugia su manutenzione del territorio

Nella prima volta in cui in una conferenza il rischio del territorio viene affrontato nella sua unità, indipendentemente dal fatto che gli eventi calamitosi ...

26/06/2013
Nella prima volta in cui in una conferenza il rischio del territorio viene affrontato nella sua unità, indipendentemente dal fatto che gli eventi calamitosi si chiamino terremoto, frana o alluvione, l'agenda concreta da seguire si riassume nella parola d'ordine "conoscenza e responsabilità": arricchimento delle conoscenze scientifiche, a tutti i livelli, dei fattori di rischio, ma anche e soprattutto, della "vulnerabilità urbana"; responsabilità, che non è soltanto istituzionale, nel senso che le istituzioni non possono più, di fronte all'evento calamitoso, assumere un "atteggiamento fatalista", ma anche responsabilità individuale, quella dei piccoli gesti dei cittadini, che tutti insieme possono risultare, soprattutto se correttamente agevolati, in una vasta, insostituibile e continua opera di prevenzione.

È questo il messaggio che è emerso oggi a Perugia dalla prima Conferenza Nazionale per la Manutenzione e Cura del territorio a Rischio, organizzata dall'Alta Scuola di Specializzazione e Centro Studi per la Manutenzione e la Conservazione dei Centri Storici in Territori Instabili (un'associazione no-profit costituita dalla Regione Umbria, dai Comuni di Orvieto e Todi), in collaborazione con la Regione Umbria, il Comune di Perugia, l'Istituto per la Protezione Idrogeologica e l'Osservatorio per il Controllo e la Manutenzione Permanente del Colle di Todi e della Rupe di Orvieto. La conferenza, svoltasi nel pomeriggio presso la Sala dei Notari, era stata preceduta stamani dai lavori di tre sessioni parallele, rispettivamente dedicate ai problemi dei terremoti, delle frane e delle alluvioni, i cui documenti conclusivi hanno, nella seduta plenaria del convegno, costituito la base comune di discussione. "L'incontro - ha fatto sapere il Presidente del Consiglio dei Ministri Enrico Letta, con una lettera indirizzata al presidente dell'Alta Scuola Endro Martini - è senza dubbio di particolare interesse e considerazione per l'attualità e l'importanza delle tematiche che affronta, e sarei stato - ha aggiunto - davvero lieto di partecipare, se inderogabili impegni istituzionali non me lo avessero impedito".

"Tenevamo molto al fatto che questo convegno si svolgesse a Perugia - ha detto nel suo indirizzo di saluto Wladimiro Boccali, sindaco di Perugia -; l'attenzione e la cura per il territorio - ha aggiunto - è infatti un tema fondamentale, non soltanto per l'ambiente e la nostra sicurezza, ma anche come volano di sviluppo economico".

Tanto più in Italia - gli ha fatto eco, introducendo l'esposizione dei documenti propositivi elaborati nelle tre sessioni di lavoro, Stefano Aversa, presidente dell'Associazione Geotecnica Italiana -, dove la manutenzione è un tema di straordinaria caratura, visto il patrimonio ricchissimo, in termini di ambiente e cultura, che si ha l'obbligo di mantenere, poiché la manutenzione continua è un aspetto importante della prevenzione dei rischi. "Non parlerei di 'territori a rischio' - ha ammonito Lucio Ubertini, presidente onorario dell'Alta Scuola -, ma di manutenzione del territorio tout court, anche di quello, cioè, che non è a rischio, ma lo può comunque diventare".

"Le amministrazioni - hanno detto i relatori dei documenti - devono operare per scelte consapevoli ed assunzione di responsabilità, con una pianificazione degli interventi che va compiuta a 360 gradi, e alla quale deve contribuire l'azione individuale dei singoli cittadini". Un esempio? Per quanto riguarda i terremoti, la certificazione edilizia antisismica può giocare lo stesso ruolo positivo della certificazione energetica degli edifici, che ne aumenta la riqualificazione e il valore. E il Governo potrebbe altresì (questa una delle proposte avanzate) aumentare al 65 per cento la detrazione fiscale per tutti coloro che eseguono sulle loro abitazioni interventi di prevenzione antisismica. La prevenzione - è stato detto - è infatti anche una somma delle piccole azioni quotidiane compiute dai singoli, che tutte insieme ne travalicano i limiti e giungono a risultati di valenza e portata generale.

a cura di www.regione.umbria.it
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