Bonus edilizi, sanzioni e proroghe: l'Appello degli ingegneri Siciliani

20.000 ingegneri siciliani scrivono ai parlamentari sugli effetti devastanti sulla filiera edile causati dagli ultimi Decreti Legge di modifica al superbonus e altri bonus edilizi

di Redazione tecnica - 14/03/2022
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Bonus edilizi, sanzioni e proroghe: l'Appello degli ingegneri Siciliani

Tutti gli Ordini degli Ingegneri della Sicilia, insieme alla Consulta regionale, schierati compatti per una modifica alle ultime disposizioni previste dagli ultimi Decreti Legge che hanno introdotto nuove strette per la fruizione del superbonus 110% e degli altri bonus edilizi.

Superbonus 110% e Bonus edilizi: cosa è cambiato

Ricordiamo che è all'esame del Senato il disegno di legge di conversione del Decreto Legge n. 4/2022 (Decreto Sostegni-ter) che, tra le altre cose, interverrà sugli articoli del Decreto Legge n. 34/2020 (Decreto Rilancio) relativi al superbonus 110%, al meccanismo di cessione del credito e all'operato dei tecnici coinvolti nel processo di realizzazione degli interventi che accedono ai bonus edilizi.

La legge di conversione del Sostegni-ter anticiperà i tempi relativi alla conversione del D.L. n. 13/2022 che sarà abrogato nei contenuti che riguardano i bonus edilizi che saranno rimessi con modifiche all'interno della legge di conversione stessa.

L'appello degli ingegneri siciliani

Di seguito l'appello integrale ai Parlamentari firmato da:

  • Achille Furioso - Presidente Ordine degli Ingegneri della Provincia di Agrigento
  • Fabio S. Corvo - Presidente Ordine degli Ingegneri della Provincia di Caltanissetta
  • Mauro Scaccianoce - Presidente Ordine degli Ingegneri della Provincia di Catania
  • Salvatore Milici - Presidente Ordine degli Ingegneri della Provincia di Enna
  • Santi Trovato - Presidente Ordine degli Ingegneri della Provincia di Messina
  • Vincenzo Di Dio - Presidente Ordine degli Ingegneri della Provincia di Palermo
  • Vincenzo Di Martino - Presidente Ordine degli Ingegneri della Provincia di Ragusa
  • Sebastiano Floridia - Presidente Ordine degli Ingegneri della Provincia di Siracusa
  • Giovanni Indelicato - Presidente Ordine degli Ingegneri della Provincia di Trapani
  • Elvira Restivo - Presidente della Consulta degli Ordini degli Ingegneri della Sicilia

La lettera degli Ingegneri Siciliani

Pregiatissimo,

Nell’interesse di una categoria che in Sicilia conta oltre 20mila professionisti, desideriamo rappresentarti e trasferirti criticità e preoccupazioni che vedono coinvolti gli Ingegneri a seguito del Decreto Sostegni Ter.

La stretta, ingiustificata, che il Governo ha avanzato nei confronti dei professionisti, rischia di mettere seriamente a rischio il lavoro che in questi mesi ci ha visto coinvolti nella direzione dell’efficientamento energetico e della sicurezza, in un territorio che oggi più che mai necessita di attenzione su questi due fronti. Inoltre, il sistema economico – finalmente incentivato dai bonus edilizi – dopo lo slancio iniziale rischia nuovamente la paralisi, con l’aggravante di un indebitamento dovuto alla sovraesposizione iniziale di chi ha investito tempo e risorse per arrivare puntuale all’appuntamento con la “ripresa” della filiera edile.

Una situazione, ulteriormente aggravata dalla drammatica situazione dettata dalla guerra e dalla necessità di ridurre l’approvvigionamento di risorse energetiche esterne, attraverso l’utilizzo di energie rinnovabili e il potenziamento dei sistemi di isolamento degli edifici.

La Rete delle Professioni Tecniche (RPT) che, anche su impulso degli Ordini provinciali, si è messa al servizio delle forze politiche per fronteggiare il sistema fraudolento di cessione del credito e per mettere a punto azioni convergenti e comuni, ha elaborato proposte condivise di subemendamenti relativi al provvedimento AS 2505 “Decreto Sostegni Ter”, da utilizzare nel caso non fosse possibile la soppressione integrale del comma 2 dell’articolo 28-bis.

I nove Ordini provinciali siciliani e la Consulta degli Ordini degli Ingegneri della Sicilia Le chiedono pertanto di farsi portavoce delle istanze avanzate unitamente dalla categoria, con l’obiettivo di sciogliere finalmente i “nodi” relativi ai Bonus Edilizi, per evitare il paventato blocco dei cantieri e ottenere la massima efficacia dagli strumenti normativi legati soprattutto al 110%, alleggerendo il peso delle preoccupazioni che coinvolgono imprese, operatori e cittadini.

Gli emendamenti della Rete delle Professioni Tecniche

Riportiamo di seguito i due emendamenti al SOSTEGNO TER elaborati dalla Rete delle Professioni Tecniche (RPT):

AS 2505 - Emendamento 15.0.1000 - Subemendamento

All’articolo 28-bis, comma 2, la lettera a) è sostituita dalla seguente:

a) dopo il comma 13-bis è inserito il seguente: “13-bis.1”. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, il tecnico abilitato che, nelle asseverazioni di cui al comma 13, allo scopo di conseguire un ingiusto profitto per sé o per altri attesta falsamente l’effettiva realizzazione dell’intervento è punito con la multa da 10.000 a 50.000 euro;

Una proposta emendativa finalizzata a mitigare l’indiscriminato inasprimento delle sanzioni a carico dei professionisti in relazione ai bonus fiscali in edilizia. Sì ai controlli. Sì alle pene severe per chi non rispetta la legge. Sì alla caccia ai furbetti.

Tutto giusto e condiviso in primis da noi ingegneri, che operiamo nella legalità e non vogliamo vedere calpestati i nostri diritti e sacrifici. Ma la battaglia alle azioni fraudolenti in edilizia non può scagliarsi SOLO contro i professionisti, con gravi errori di metodo e di merito che minano la compatibilità costituzionale. Tale elevatissima sanzione penale, riservata a chi svolge attività di progettazione e asseverazione delle opere ricomprese nei Superbonus (i.e. la forma di agevolazione in edilizia caratterizzata ad oggi dal più alto tasso di controllo, dal più basso tasso di “frode” e dal più alto ritorno economico per l’Erario) dovrebbe riguardare fattispecie più significativamente lesive del pubblico interesse e del pubblico denaro.

AS 2505 - Emendamento 15.0.1000 - Subemendamento

All’articolo 28-bis, comma 2, la lettera b) è sostituita dalla seguente:

b) al comma 14 viene aggiunto il seguente periodo:

Il massimale assicurativo per l’attività di asseverazione deve essere pari almeno al 10% del totale dell’importo complessivo degli interventi oggetto delle asseverazioni se l’ammontare degli stessi è inferiore a 5 milioni di euro IVA esclusa e pari almeno al 20% del totale dell’importo complessivo degli interventi oggetto delle asseverazioni se l’ammontare degli stessi è pari o superiore a 5 milioni di euro, IVA esclusa

Una modifica necessaria perché il nuovo testo sulle assicurazioni rischia di far saltare la copertura assicurativa dei professionisti, dato che nessuna compagnia assicurativa coprirà il rischio delle sanzioni penali. In subordine, qualora il mercato assicurativo dovesse, in tesi, offrire prodotti in grado di sostenere tale rischio, pare evidente che i relativi premi sarebbero insostenibili. Inoltre, va osservato che le modifiche previste sul massimale delle assicurazioni a garanzia dell’incentivo statale è errata, come dimostrato in un apposito documento CNI-ANIA, perché confligge con tutte le regole sui principi di calcolo statistici e probabilistici in materia e sicuramente aumenterà i costi. Inoltre, unita alla sanzione penale di cui sopra, bloccherà, a breve, il plafond delle aziende assicuratrici, creando ulteriori problemi nell’attuazione del bonus edilizi. Si ritiene pertanto necessario che la norma prevista venga corretta secondo le modalità proposte perché possa essere realmente foriera di risultati positivi e non discutibili sul piano della prevenzione delle frodi, cui il Parlamento è assolutamente sensibile.

Vi sono inoltre due richieste di proroga, che sono oggetto di presentazione da parte della filiera delle costruzioni, ma in altro provvedimento in fase di definizione.

AS 2505 - Emendamento 15.0.1000 - Subemendamento

Alla lettera c), n. 2), capoverso 1-bis, prima della lettera a), inserire la seguente:

“0a) all’articolo 119, comma 8-bis, secondo periodo, le parole:

31 dicembre 2022” e “30 giugno 2022” sono rispettivamente sostituite dalle seguenti “28 febbraio 2023” e “30 settembre 2022”

In considerazione del blocco dell’operatività determinato dall’incertezza scaturita dalla normativa sulla cessione dei crediti che, dallo scorso 27 gennaio 2022, si è, di fatto, determinata per effetto della formulazione originaria dell’articolo 28 del decreto-legge in esame, il sub emendamento proposto prevede la proroga al 30 settembre 2022 del termine vigente del 30 giugno 2022 entro il quale deve essere realizzato il 30% dell’intervento per poter godere del superbonus 110% in presenza di interventi su edifici unifamiliari. Parimenti viene prorogato di due mesi il termine entro il quale è possibile sostenere le relative spese per beneficiare dell’agevolazione. Considerato il blocco nella realizzazione degli interventi che si è verificato in vigenza dell’originario art. 28 che aveva reso praticamente impossibile la cessione dei crediti e l’incertezza che le nuove misure in tema di asseverazioni stanno comportando, l’allungamento di 60 giorni dei termini indicati non determina nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato.

AS 2505 - Emendamento 15.0.1000 - Subemendamento

Alla lettera c), n. 2), capoverso 1-bis, prima della lettera a), inserire la seguente:

0a) all’articolo 119, comma 8-bis, secondo periodo, le parole “30 giugno 2022” sono sostituite dalle seguenti: “30 settembre 2022”

In considerazione del blocco dell’operatività determinato dall’incertezza scaturita dalla normativa sulla cessione dei crediti che, dallo scorso 27 gennaio 2022, si è, di fatto, determinata per effetto della formulazione originaria dell’articolo 28 del decreto-legge in esame, il sub emendamento proposto prevede la proroga al 30 settembre 2022 del termine vigente del 30 giugno 2022 entro il quale deve essere realizzato il 30% dell’intervento per poter godere del superbonus 110% in presenza di interventi su edifici unifamiliari.

Considerato il blocco nella realizzazione degli interventi che si è verificato in vigenza dell’originario art. 28 che aveva reso praticamente impossibile la cessione dei crediti e l’incertezza che le nuove misure in tema di asseverazioni stanno comportando, l’allungamento di 60 giorni del termine indicato non determina nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato.

Ringraziandola per la Sua attenzione e sperando in un accoglimento delle istanze da parte dei nove ordini provinciali e della Consulta degli Ordini degli Ingegneri della Sicilia, ci teniamo ancora una volta a ribadire che i temi sopra esposti hanno importanti ricadute sul futuro della categoria, sul futuro del nostro territorio, sul futuro dei cittadini siciliani.