Bonus Mobili 2023: la guida completa alle agevolazioni

Arredare un immobile in fase di ristrutturazione può essere conveniente. Vediamo come fare, quanto spetta e cosa si può acquistare

di Redazione tecnica - 03/06/2023

Ristrutturare un immobile è un’operazione costosa, che però può essere ottimizzata utilizzando le agevolazioni previste dall’art. 16-bis del d.P.R. n. 917/1986 (TUIR), c.d. “Bonus Casa”, che prevede una detrazione del 50% per interventi di recupero del patrimonio edilizio per un massimale di 96mila euro di spese sostenute fino al 31 dicembre 2024.

Ma c’è di più: ristrutturare casa permette l’accesso a un’altra vantaggiosa agevolazione fiscale, utilizzabile per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici destinati ad arredare l’immobile oggetto di interventi di recupero del patrimonio edilizio: il Bonus Mobili.

Bonus Mobili ed Elettrodomestici 2023: cos’è

Introdotto dal D.L. n. 63/2013 e più volte prorogato, il bonus mobili consiste in una detrazione Irpef del 50% per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici destinati ad arredare un immobile oggetto di interventi di recupero del patrimonio edilizio. L’agevolazione è stata prorogata dalla legge di bilancio 2022 (legge n. 234/2021, articolo 1, comma 37) per le spese sostenute negli anni 2022, 2023 e 2024 per acquistare mobili e grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla classe A per i forni, alla classe E per le lavatrici, le lavasciugatrici e le lavastoviglie, alla classe F per i frigoriferi e i congelatori.

La detrazione spetta:

  • a condizione che sia stato realizzato un intervento di recupero del patrimonio edilizio iniziato a partire dal 1° gennaio dell’anno precedente a quello dell’acquisto dei mobili e degli elettrodomestici;
  • anche quando i beni acquistati sono destinati ad arredare un ambiente diverso dello stesso immobile oggetto di intervento edilizio,
  • quando i mobili e i grandi elettrodomestici sono destinati ad arredare l’immobile ma l’intervento cui è collegato l’acquisto viene effettuato su una pertinenza dell’immobile stesso, anche se accatastata autonomamente.

Per ottenere il bonus mobili è necessario indicare nella dichiarazione dei redditi le spese sostenute esclusivamente dal contribuente che usufruisce della detrazione per le spese di intervento di recupero del patrimonio edilizio.

Nel caso di interventi su parti condominiali, i condòmini hanno diritto alla detrazione, ciascuno per la propria quota, solo per i beni acquistati e destinati ad arredare queste parti, mentre il bonus non spetta per arredi destinati alla propria abitazione. Per ottenere il bonus è necessario che la data dell’inizio dei lavori preceda quella in cui si acquistano i beni. Non è fondamentale, invece, che le spese di recupero del patrimonio edilizio siano sostenute prima di quelle per l’arredo dell’immobile.

Bonus mobili: gli interventi per averela detrazione su arredi ed elettrodomestici

Per richiedere il Bonus Mobili 2023 è necessario avere effettuato un intervento tra i seguenti:

  • manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia su singoli appartamenti. I lavori di manutenzione ordinaria su singoli appartamenti (per esempio, tinteggiatura di pareti e soffitti, sostituzione di pavimenti, sostituzione di infissi esterni, rifacimento di intonaci interni) non danno diritto al bonus;
  • ricostruzione o ripristino di un immobile danneggiato da eventi calamitosi, se è stato dichiarato lo stato di emergenza;
  • restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia, riguardanti interi fabbricati, eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie che entro 18 mesi dal termine dei lavori vendono o assegnano l’immobile;
  • manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia su parti comuni di edifici residenziali;
  • interventi finalizzati alla riduzione del rischio sismico che stanno già uufruendo del Sismabonus, nonché, per le spese sostenute dal 1° luglio 2020, del Superbonus di cui al comma 4 dell’articolo 119 del decreto legge n. 34/2020.

Ecco alcuni esempi concreti di lavori che permettono l’accesso al Bonus Mobili:

Manutenzione straordinaria

  • installazione di ascensori e scale di sicurezza
  • realizzazione dei servizi igienici
  • sostituzione di infissi esterni con modifica di materiale o tipologia di infisso
  • rifacimento di scale e rampe
  • realizzazione di recinzioni, muri di cinta e cancellate
  • costruzione di scale interne
  • sostituzione dei tramezzi interni senza alterazione della tipologia dell’unità immobiliare
  • interventi finalizzati all’utilizzo di fonti rinnovabili di energia (installazione di una stufa a pellet o di impianti dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili, installazione o l’integrazione di un impianto di climatizzazione invernale ed estiva a pompa di calore)
  • la sostituzione della caldaia, in quanto intervento diretto a sostituire una componente essenziale dell’impianto di riscaldamento.

Ristrutturazione edilizia

  • modifica della facciata
  • realizzazione di una mansarda o di un balcone
  • trasformazione della soffitta in mansarda o del balcone in veranda
  • apertura di nuove porte e finestre
  • costruzione dei servizi igienici in ampliamento delle superfici e dei volumi esistenti

Restauro e risanamento conservativo

  • adeguamento delle altezze dei solai nel rispetto delle volumetrie esistenti
  • ripristino dell’aspetto storico-architettonico di un edificio

Manutenzione ordinaria su parti condominiali

  • tinteggiatura pareti e soffitti
  • sostituzione di pavimenti
  • sostituzione di infissi esterni
  • rifacimento di intonaci
  • sostituzione tegole e rinnovo delle impermeabilizzazioni
  • riparazione o sostituzione di cancelli o portoni
  • riparazione delle grondaie
  • riparazione delle mura di cinta

Non sono compresi tra gli interventi che danno diritto al bonus mobili ed elettrodomestici:

  • quelli finalizzati all’adozione di misure dirette a prevenire il rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi;
  • la realizzazione di posti auto o box pertinenziali;
  • quelli per i quali si usufruisce dell’Ecobonus.

Spese ammesse al bonus arredi

La detrazione spetta per l’acquisto di mobili quali letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenze, materassi, apparecchi di illuminazione.

Sono escluso l’acquisto di porte, pavimentazioni (per esempio, il parquet), tende e tendaggi, altri complementi di arredo.

Il Bonus spetta per l'acquisto di grandi elettrodomestici, per esempio: frigoriferi, congelatori, lavatrici, lavasciuga e asciugatrici, lavastoviglie, apparecchi per la cottura, stufe elettriche, forni a microonde, piastre riscaldanti elettriche, apparecchi elettrici di riscaldamento, radiatori elettrici, ventilatori elettrici, apparecchi per il condizionamento.

Tra le spese da portare in detrazione si possono includere quelle di trasporto e di montaggio dei beni acquistati.

Ricordiamo che gli acquisti di alcuni elettrodomestici vanno comunicati all’Enea. Tutte le informazioni sull’invio della comunicazione sono disponibili sul sito dell’Enea, alla pagina dedicata al “Bonus casa”. La mancata o tardiva trasmissione non implica, tuttavia, la perdita del diritto alle detrazioni (risoluzione n. 46/E del 18 aprile 2019).

L’acquisto deve essere tracciabile, quindi essere effettuato con bonifico o carta di credito o di debito. È possibile anche effettuare un finanziamento a rate, purché la finanziaria eroghi le risorse con le stesse modalità.

A quanto ammontano le detrazioni Bonus Mobili

Il massimale del bonus mobili prescinde da quanto speso per la ristrutturazione edilizia. Esso ammonta a una detrazione del 50% calcolata su un importo massimo di:

  • 16.000 euro per il 2021;
  • 10.000 euro per l’anno 2022;
  • 8.000 euro per il 2023;
  • 5.000 euro per il 2024.

L’importo si riferisce alle spese sostenute complessivamente per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici. La detrazione viene ripartita in 10 quote annuali di pari importo.

Spese sostenute nell'arco di 2 anni

Come segnalato dal Fisco, se gli interventi di recupero del patrimonio edilizio sono stati effettuati nell’anno precedente a quello dell’acquisto, o sono iniziati nell’anno precedente a quello dell’acquisto e proseguiti in detto anno, il limite di spesa da considerare va calcolato al netto delle spese sostenute nell’anno precedente per le quali si è usufruito della detrazione.

Per esempio, se con riferimento a un intervento edilizio iniziato nel 2021 sono già stati acquistati nello stesso anno mobili per 8.000 euro, per i quali è stata richiesta la relativa detrazione del 50%, sugli acquisti effettuati nel 2022 si potrà usufruire di una detrazione calcolata sull’importo massimo di 2.000 euro (10.000-8.000). Per gli acquisti del 2022 non spetterà alcuna detrazione, invece, se nel 2021 sono già stati acquistati mobili ed elettrodomestici per un importo pari o superiore ai 10.000 euro.

Infine ricordiamo che La detrazione non si trasferisce né in caso di decesso del contribuente né in caso di cessione dell’immobile oggetto di intervento di recupero edilizio. Questo vale anche quando con la cessione dell’immobile sono state trasferite all’acquirente le restanti rate della detrazione delle spese di recupero del patrimonio edilizio. In questo caso il contribuente potrà continuare a usufruire delle quote di detrazione non utilizzate.

Tutte le informazioni sul Bonus Mobili sono consultabili sulla Guida dell'Agenzia delle Entrate.

 

 

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